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Brescia. Basta lavorare come schiavi!

Oggi davanti all’acciaieria di Brescia ALFA ACCIAI abbiamo distribuito un volantino con il titolo: Basta lavorare come schiavi.

Gli operai si fermavano per chiedere e capire, anche con una certa diffidenza.

Il titolo è chiaro, è già un programma ci ha detto un operaio della logistica che passava con il furgone. Altri però partivano dal fatto che finora tutte le principali forze politiche li hanno imbrogliati. Ed hanno ragione.

Noi rivendichiamo il salario minimo a 10 euro, ora, la scala mobile dei salari, l’abolizione del Jobsact, la pensione a 60 anni, leggi e interventi per fermare la strage di lavoratori in fabbrica.

Non c’era un solo operaio che dicesse no a questi obiettivi chiari e semplici contenuti nel volantino. Ma molti ci chiedevano: ma come farete ad ottenerli se tutti gli altri sono contro ed anche i grandi sindacati non li sostengono?

E anche questa è una domanda giusta. La cui risposta non può essere superficiale.

La classe operaia deve rimontare trent’anni di arretramento, con una montagna di diritti rubati. E questo non è stato solo per opera della destra, ma soprattutto per responsabilità del centrosinistra e per la complicità dei gruppi dirigenti di CGIL CISL UIL.

Oggi la sfiducia e la rassegnazione sono i primi sentimenti della classe operaia., che disent e abbandonata da tutti.

Quindi a chi ci chiede: come fate ad ottenere le cose giuste che chiedete, dobbiamo innanzitutto rispondere COME FAREMO ASSIEME a risalire la china.

Perché le nostre proposte non sono promesse, ma obiettivi di lotta. Sono la piattaforma per rialzare al testa contro il potere schiavista dei padroni.

Solo la ripresa del conflitto sociale può dare forza ai nostri obiettivi. Proporli per #UnionePopolare non è un modo per chiedere voti, ma per annunciare che c’è chi intende lottare per ribaltare la condizione attuale di chi lavora.

Quegli obiettivi vogliono dire che si riparte e che le elezioni sono sono solo l’inizio.

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