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Firenze per la Palestina. Antisionisti e antifascisti sempre, antisemiti mai!

A seguito di alcuni articoli di giornale che compiono associazioni del tutto arbitrarie sul clima in città ribadiamo che Firenze per la Palestina è un movimento popolare antirazzista, antifascista quindi coerentemente antisionista, che niente ha a che spartire con qualsivoglia forma di antisemitismo che mai ha incoraggiato né sostenuto.

Le illazioni fatte da certa stampa dimostrano per questo tutta la loro bassezza, infondatezza e malafede dal momento che intendono soltanto coprire le nefandezze di Israele e l’immoralità di sostenere Marco Carrai, di cui abbiamo da oltre due anni chiesto la destituzione dalla presidenza della fondazione Meyer solo e unicamente in qualità di console onorario di un’entità coloniale condannata per genocidio, che ha volutamente sterminato decine di migliaia di bambini.

Abbiamo sempre condannato il genocidio del popolo palestinese additando il sionismo e non l’ebraismo come artefice di uno dei crimini più efferati dell’umanità. Ci sono larghe fette dell’ebraismo mondiale che sostengono le nostre stesse posizioni. Crimine che è sotto gli occhi di tutti e che ha unito le masse di tutto il paese in una comune protesta in questi 3 anni.

Gli unici che affondano le proprie radici nell’antisemitismo sono oggi al governo o vengono premiati dalla sindaca Funaro quando consegna le chiavi della città di Firenze a Vitali Klitschko, sindaco di Kiev dal 2014, che sostiene apertamente il battaglione Azov dell’esercito ucraino di chiara ispirazione nazifascista, o permette alle bandiere nazifasciste ucraine di sventolare in piazza signoria il 25 aprile.

Intanto alla dottoressa Albanese, consulente dell’Onu e sostenitrice del diritto internazionale, è stata negata la cittadinanza onoraria perché figura “divisiva”. Figura divisiva solo per fascisti e sionisti, mentre ha unito milioni di lavoratori e studenti nelle piazze di tutto il mondo, nel nostro paese e nella nostra città, che chiedevano e chiedono ancora il rispetto dei diritti umani e dell’esistenza dei palestinesi.

Nessuna parola di condanna dagli scranni di Avs, Italia Viva, dal Pd della Funaro, al sionista Eitan Bondiche spara sui manifestanti del 25 aprile e viene trovato con un vero e proprio arsenale in casa propria, come dicono i recenti fatti di cronaca.

Chi semina l’odio? Forse si cerca di salvarsi la faccia accusando chi continua coerentemente a fare doverose proteste in casa propria contro chi collabora con il genocidio? Forse si vuole buttare fumo negli occhi all’opinione pubblica nei confronti di chi lavora per una Palestina libera dal sionismo, dal nazifascismo e dal razzismo?

Viene distorto anche il significato del dossier che abbiamo fatto da oltre un mese e che presenteremo il 7 maggio alla sala comunale dell’InfoPoint di Piazza Stazione a Firenze alle 17:00, alla presenza di avvocati, giornalisti, militanti di chiara fama antirazzista. Si inventano significati e analogie estrapolando poche frasi da un documento di 33 pagine e si fa risalire il clima di odio a scritti come questo, che invece tentano di fare chiarezza sulle leggi repressive e incostituzionali che anche buona parte del PD sostiene. Documento che vuole dare una spiegazione a quello che sta succedendo e che sta portando sui banchi dei tribunali centinaia di attivisti anche nella nostra regione, rei solo di protestare contro il genocidio.

Ricordando un nostro eroe ebreo, nero e comunista Vittorio Sinigaglia, che dette il nome alla brigata Sinigaglia che per prima entrò a Firenze 11 agosto del 1944 per liberarla dai nazifascisti

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