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	<title>cisi Archivi - Contropiano</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		<title>Crisi ed identità perdute. I buttasangue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 03:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Iozzoli,&#160;I buttasangue, Edizioni Artestampa, 2015, € 16,00 Ne&#160;I buttasangue&#160;la crisi è la vera protagonista del romanzo: una crisi narrata in diretta, in prima persona, da un’anonima, ordinaria, invisibile vittima, trascinata nel tritacarne di questi tempi feroci. Non c’è pietismo o retorica nel raccontare le gesta convulse del protagonista che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://contropiano.org/news/cultura-news/2015/04/15/crisi-ed-identita-perdute-i-buttasangue-030226">Crisi ed identità perdute. I buttasangue</a> su <a href="https://contropiano.org">Contropiano</a>.</p>
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		<title>Meno dell&#8217;1% della popolazione arraffa il 39% della ricchezza</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2011/10/27/meno-dell1-della-popolazione-arraffa-il-39-della-ricchezza-04272</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 04:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="grey-l"><span class="grey">Tra il 1979 e il 2007 il reddito dell'1% della popolazione più ricca è salito negli Usa del 275%. Quello del 20% più povero di appena il 18%<br /> </span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://contropiano.org/news/news-economia/2011/10/27/meno-dell1-della-popolazione-arraffa-il-39-della-ricchezza-04272">Meno dell&#8217;1% della popolazione arraffa il 39% della ricchezza</a> su <a href="https://contropiano.org">Contropiano</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;euforia alla sfiducia, l&#8217;inutilità dell&#039;&#8221;accordo&#8221; sul debito Usa</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2011/08/01/dallaurofia-alla-sfiducia-linutilita-dellaccordo-sul-debito-usa-02787</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è durata molto l'euforia per l'annunciato accordo tra repubblicani e democratici per l'innalzamento del tetto del debito Usa. Le borse asiatiche, le prime ad aprire, sono andate bene, ma senza entusiasmare (soprattutto la borsa cinese, molto diffidente). Le borse europee ci hanno creduto per un po' e così anche Wall Street. Poi - mentre arrivavano dati pessimi dall'economia rele (l'indice Ism manifatturiero è crollato a luglio ai minimi da 2 anni, a quota 50,9 da 55,3 di giugno) - sono cominciate le domande vere: ma cosa diavolo hanno concordato, in concreto, i due schieramenti?</p>
<p>Stabilita la filosofia della manovra (soltanto tagli alla spesa pubblica, nessun aumento delle tasse per ricchi e aziende), si è cominciato a vedere che acora nulla è stato deciso (e ci si chiede se le ali estreme dei due scheramenti saranno disponibili a votare un testo che criticano esplicitamente (persno Nancy pelosi, ex speaker democratico della Camera, non certo un'estremista, è fortemente in dubbio).</p>
<p>- i tagli sono tutti da concordare all0interno di una Commissone bipartisan in cui gli elementi di scontro di questi giorni avranno agio di riproporsi con molta più calma e discrezione;</p>
<p>- l'entità "certa" della manovra è abbastanza bassa su tempi brevi e assolutamente nebulosa su quelli medi e lunghi (dipenderà dalla discussione in Commissione;</p>
<p>- la divisione politica statunitense non si è ridotta di un millimetro, anzi le forze meno responsabili e controllbili (i Tea Party) la fanno da padrone, ceando più timori ai mecati di quanto non accontentino l'elettorato più rozzo e retrogrado degli States).</p>
<p>Insomma, c'è assai poco da festeggiare e molto da preoccuparsi. La debolezza della leadership Usa nella gestione della crisi globale si sta dunque manifestando appieno anche agli occhi dei "mercatI" (fondamentalmente banche, fndi di investimento, assicurazioni, hedge fund, ecc), nonostante siano - o forse proprio perché - fondamentalmente "societa anglosassoni".</p>
<p>Da un'era di spese fuori controllo a una di austerity, fatta di tagli  pesanti alla spesa in un momento in cui l'economia è ancora debole. «Se  la Camera e il Senato approverrano» l'accordo sull'aumento del tetto  del debito «gli Stati Uniti avranno evitato il default ma a spese della  fiducia pubblica sulla loro capacità di gestire i problemi economici del  paese».     Le sfide davanti sono molte e gli economisti ritengono che  gli Usa avrebbero dovuto attendere un altro anno prima di un piano di  tale portata per la riduzione del deficit e del debito. La misura  aumenta la pressione sulla Fed che nella prossima riunione in programma  il 9 agosto potrebbe tornare sui propri passi e riconsiderare la sua  posizione: nell'ultimo incontro la Fed ha dichiarato di aver fatto  abbastanza a sostegno dell'economia ma ora potrebbe di nuovo scendere in  campo. Gli economisti ritengono che l'impatto immediato dei tagli alla  spesa sarà più forte di ogni beneficio a breve termine sulla fiducia.</p>
<p>"Molti diranno che l'accordo del debito ha evitato il disastro, ma si  sbagliano, l'accordo e' un disastro e non solo per il presidente e il  suo partito, perche' danneggera' un'economia gia' depressa". Si affida  alla sua voce piu' autorevole, quella di Paul Krugman, l'economista  premio Nobel per l'Economia, la sinistra liberal americano per esprimere  tutta la sua delusione e rabbia per come si e' concluso questo braccio  di ferro, con il presidente Obama che si e' "arreso" ai repubblicani.   In un editoriale pubblicato sul New York Times, Krugman sottolinea che  l'epilogo di questa crisi, perltro creata artificialmente dai  repubblicani, "probabilmente peggiorera' a lungo termine il problema del  deficit americano invece di migliorarlo; e, cosa piu' importante,  dimostrando che il piu' sfacciato ricatto funziona e non ha nessuna  conseguenza politica, questo accordo porta avanti l'America verso lo  status di una repubblica delle banane".  Alle parole durissime che  arrivano da un'intellettuale da sempre vicino ai democratici non ha  potuto non replicare la Casa Bianca. Gene Sperling, consigliere  economico di Obama, ha affermato che e' l'analisi che fa l'economista  "sbagliata, completamente sbagliata".</p>
<p>L'articolo <a href="https://contropiano.org/news/news-economia/2011/08/01/dallaurofia-alla-sfiducia-linutilita-dellaccordo-sul-debito-usa-02787">Dall&#8217;euforia alla sfiducia, l&#8217;inutilità dell&#039;&#8221;accordo&#8221; sul debito Usa</a> su <a href="https://contropiano.org">Contropiano</a>.</p>
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