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Paolo Sollier: “Dov’è scritto che un calciatore non debba avere idee?”

Paolo Sollier nasce a Chiomonte il 13 gennaio 1948. Nasce in Val Susa, terra orgogliosamente antifascista custode delle lotte partigiane prima e della resistenza No Tav poi.

Sollier è figlio di operai e a 20 anni inizia a lavorare nello stabilimento Fiat a Mirafiori, Paolo lavora, milita in Avanguardia Operaia e gioca a calcio in Serie C.

Paolo Sollier diventerà un calciatore professionista nelle file del Perugia nel 1974, addio fabbrica, addio padrone Agnelli. Paolo Sollier è un calciatore di serie b, un buon centrocampista ma soprattutto un comunista militante, il primo calciatore italiano che fa apertamente politica, perchè è quello che vuole, quello che per lui rappresenta il giusto.

Paolo è un antidivo, rifiuta di firmare autografi, non vuole essere un feticcio, la sua firma d’autore è rappresentata dal saluto a pugno chiuso con cui si presenta ad ogni pubblico in ogni partita.

Paolo è comunista e questo è giusto per lui; anche se è il solo ad esporsi così tanto in un mondo già troppo patinato per i suoi gusti. Si fa nemiche gran parte delle tifoserie avversarie, ma fa quello che per lui è giusto, da comunista militante.

Paolo gioca e fa volare il Perugia dalla serie B alla massima serie nel 1975 per la prima volta nella storia la squadra umbra gioca in serie A. Questo non cambia di una virgola la militanza di Sollier, anzi lo spronerà soprattutto nel guidare la sua squadra contro la Juventus del padrone Agnelli, combattuto in fabbrica e poi sconfitto sul campo di calcio. Quello scudetto a fine stagione andrà al Torino, per la Juve fatale la sconfitta contro il Perugia di Paolo Sollier, centrocampista comunista.

Nel 1976 esce il suo libro “Calci e sputi e colpi di testa” che lo rende celebre in tutto il movimento italiano, vendendo in pochi mesi trentamila copie. Andatelo a cercare quel libro e scoprirete la vita e la carriera di un calciatore militante che ha sempre fatto quello che riteneva giusto, per la squadra, per il comunismo.

Buon compleanno Paolo Sollier, a pugno chiuso.

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4 Commenti


  • ALBERTO TOSINI

    Auguri a un calciatore che non ho avuto la fortuna di vedere dal vivo.


  • Mario Giaconi

    Figlio di un mondo di uomini che nn esiste più. Ho visto il saluto a pugno chiuso di Protti, Lucarelli e di Zampagna ma avrei voluto vedere anche il tuo. W il comunismo evviva la libertà


  • andrea

    Grande Paolo. Con affetto. Fuma


  • Paolo Molinari

    A Paolo Sollier
    Ciao Sollier, sono Paolo Molinari il tuo compagno di banco delle medie! Ti ricordi di me?
    Ho letto l’articolo della tua intervista su Repubblica e non ho potuto resistere. Quante cose ci accumunano!
    Non solo siamo coetanei ed abbiamo fatto le medie insieme, ma siamo anche “compagni”! ed io che credevo di essere l’unico ed ultimo comunista in circolazione in Italia. Sono pensionato. Fra qualche giorno compirò anch’io i miei 70 anni.
    Da alcuni mesi ho un Blog, dove ogni tanto scrivo qualche sciocchezza: si chiama: Paolo Molinari scritti e racconti…”
    Ciao

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