Menu

L’Uragano Irma, la reazione di Cuba, il panico di Trump

15013 visualizzazioni

Qui di seguito pubblichiamo una corrispondenza del giornalista cubano Sergio Alejandro Gomez e il comunicato della Stato Maggiore della Difesa Civile cubana sul passaggio dell’Uragano Irma nella parte orientale dell’isola. Le strutture della difesa civile hanno affrontato l’emergenza, la popolazione si è organizzata, evacuando quando doveva e rimanendo quando poteva con grande disciplina e organizzazione. L’uragano è stato particolarmente violento, ma non si hanno notizie disastrose come quelle provenienti dagli Usa. Una bella differenza con il tweet di Trump che ha scritto: «La Guardia Costiera americana, Fema (l’agenzia per la gestione delle emergenze) e tutte le coraggiose persone federali e statali sono pronte. Irma sta arrivando. Dio benedica tutti».

Qui un VIDEO sul passaggio dell’Uragano Irma a Cuba

Irma se ne va molto lentamente da Cuba, e a L’Avana si sono verificati tutti i pronostici rispetto alle inondazioni delle coste provocate nel litorale, colpito da ondate tra cinque e otto metri dalla fine del pomeriggio di sabato 9.
Uno dei punti più critici è il municipio di Centro Avana, e in particolare il popolare quartiere di Cayo Hueso, dove l’acqua del mare ha raggiunto livelli mai visti prima.
«È la prima volta nella vita che qui s’inonda così. A volte piove forte e ci sono crescite, ma mai fino a questa strada», commentano a Granma dei vicini che vivono in San Lázaro y Soledad.
L’inondazione è arrivata sino a questo punto, a pochi isolati dal pittoresco Callejón de Hamel e ben vicino al Malecón, cosa che non era prevista .
«Questa è una zona bassa che quando piove s’inonda, ma l’acqua non si era mai accumulata in questo modo», ha spiegato Javier Martínez Díaz, membro del Burò nel Partito del municipio di Centro Avana.
Come conseguenza, si è stati obbligati a lavori di recupero e salvataggi d’emergenza nella zona, per evacuare tutti coloro che vivono nei bassi e correvano pericoli. Questo compito lo hanno realizzato gruppi distinti di pompieri, guardacoste e personale della Croce Rossa, assieme  al sistema integrato delle urgenze mediche  (SIUM).
«Questo è un lavoro congiunto: alcuni identificano i danneggiati e poi un altro gruppo vie e realizza il recupero. Ci appoggiamo tra di noi e abbiamo evacuato persone in diversi punti, ma è impossibile sapere quante persone restano ancora», ha assicurato  Alexei Magné, capo della squadriglie dei guardacoste «Io sono appena uscito di lì. La maggioranza delle persone sono chiuse in casa al sicuro, ma non possono uscire. Noi continuiamo a percorrere la Calle San Lázaro andando avanti, ossia tutta la zona colpita».
«Il Governo e la Difesa Civile hanno realizzato la prima evacuazione, poi ci siamo noi per la parti a rischio, dato che l’inondazione ha superato i parametri che si aspettavano», ha detto a Granma il primo sott’ufficiale Emanuel Gámez.
Mai-Lin Alberty Arozarena, prima segretaria dell’Unione dei Giovani  Comunisti (UJC) della provincia, ha reiterato a Granma che il mare è penetrato molto più del previsto e che la mareggiata ha inondato completamente il Parco Maceo, in Centro Avana.
«Da quando abbiamo cominciato alle sei del pomeriggio, i lavori di recupero e salvataggio in questa località ci hanno permesso d’evacuare 20 famiglie con bambini e anziani», ha aggiunto la prima segretaria.
«Sino ad ora non sono state riportate perdite di  vite umane e le autorità provinciali che hanno realizzato riscatti e salvataggi delle famiglie nella comunità sperano che la situazione si mantenga così.  La cosa più importante è mantenere la calma», ha detto  Alberty.
«Staremo qui sino a che tutte le famiglie colpite saranno in salvo, senza badare al tempo che ci vorrà».

Qui di seguito il comunicato delle autorità cubane

Anche se si allontana, Irma rappresenta sempre un pericolo per Cuba: le sue bande d’alimentazione mantengono l’influenza sulle regioni centrali e occidentali, con piogge forti e localmente intense. I venti con forza di tormenta tropicale persistono da Sancti Spíritus ad Artemisa, e si mantengono le inondazioni delle coste, nel litorale nord  occidentale da Matanzas ad Artemisa, nella costa nord delle province di Sancti Spíritus e Villa Clara, e nel litorale a sud da  Camagüey a Matanzas.
La popolazione è invitata a mantenersi  informata sull’evoluzione di Irma, ad osservare le misure di sicurezza per preservare la vita e in particolare a non uscire dal luogo in cui si protegge la famiglia sino a quando persisteranno i venti di tormenta tropicale, a non transitare in aree inondate, a non andare in zone inondate per pescare, fare il bagno o raccogliere oggetti, a non toccare cavi caduti e ad  allontanarsi  da luoghi con pericolo di crollo e/o smottamento del terreno. Si reitera al nostro popolo la necessità d’essere preparato per partecipare ad azioni di recupero e ricostruzione di quanto è stato danneggiato, mantenendo la solidarietà che ci caratterizza e compiendo di disciplinatamente gli orientamenti delle autorità competenti. Stato Maggiore Nazionale della Difesa Civile.

*****

Infine, una riflessione in diretta apparsa su Facebook, in diretta da uno “straniero” a Cuba:

https://www.facebook.com/

Della grande capacita’ del Popolo cubano di resistere all’uragano Irma, salvando non solo le vite umane, ma anche strutture materiali, quasi Nessuno ne parla. Pubblichiamo questo interessante articolo di Sergio Serrano:

Irma : “Donna furiosa che con il suo travolgente muoversi ci dà una lezione di politica.

Annuncia che sta andando a #Cuba e che andrà in #Florida in cerca del sogno americano.

Sorpresa! Il sogno americano è costituito da un grido che dice “viene Irma, si salvi chi può”.

Le persone corrono al supermercato per litigare per il cibo fino a quando non è completamente finito.

La gente, in macchina, procede con l’evacuazione che genera il blocco e il caos delle strade.

La popolazione della Florida fugge da Irma, nella fuga la benzina si è esaurita e le strade collassano per la quantità di automobili.

La loro fuga, alimentata da combustibili fossili, garantisce che verranno più uragani ancora più grandi.

È il trionfo del darwinismo sociale: sopravvive solo chi possiede.

A Cuba, piccola isola bloccata da un embargo di 55 anni e solidale, invece si formano immediatamente le brigate di lavoro, che sono la forma organizzata di difendere l’altro, il prossimo, il fratello, lo sconosciuto.

Alcuni hanno messo il cibo e le medicine di tutti al riparo; altri sono responsabili del mantenimento delle fognature per mitigare le inondazioni; gli alberi sono potati in modo che i rami non siano proiettili omicidi; si occupano di portare le persone nei rifugi e nelle installazioni militari sicure.

Di fronte al pericolo il collettivo, il plurale è la risposta. La rabbia di Irma trova un popolo, per amore e per dovere riunito.

Prima di morire, Irma saprà che la sua rabbia è inutile quando c’è un muro di cuori che si uniscono”.

(@Cubanamera) Sergio Serrano

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

1 Commento


  • gabriella

    Lo sviluppo ipertecnologico delle civiltà industrializzate ha allontanato la popolazione dalla natura e dalla capacità di sopravvivenza di fronte a fenomeni estremi…..e tutto andrà a bagno se “Gaia” decide di ribellarsi allo sfruttamento!!!
    Anche l’arroganza di questi popoli….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *