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Venaria (Torino). C’era una volta il diritto di sciopero

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Al 10° sciopero di una lunghissima vertenza che da un anno vede contrapporsi i lavoratori in appalto della Venaria Reale, sostenuti dal sindacato Usb, verso il Consorzio “La Venaria Reale” (che amministra il bene) e contro le cooperative che di volta in volta si spartiscono i profitti di questo milionario appalto, è arrivato il clamoroso e vergognoso atto d’attività sindacale.

In occasione dell’ennesimo sciopero, per il giorno 6 gennaio 2017, i lavoratori scioperanti sono stati sostituiti da personale esterno assunti per l’occasione la stessa giornata; un atto talmente palese nella sua antisindacalità che ci riporta indietro almeno di 50 anni, quando ancora la L.300/70 non c’era e con essa una barriera al “laissez faire”dei padroni, che per aggirare gli effetti degli scioperi prontamente si lanciavano in campagne di assunzione proprio nel giorno di sciopero: i picchetti, tutti i momenti più duri e più alti delle lotte sono nati così, nell’assenza di principi giuridici a tutela delle parte “costituzionalmente” più debole, il lavoratore, e certo non i capitalisti.

Nello sciopero del 6-1-17 i lavoratori della Reggia hanno prontamente reagito al vergognoso atto messo in atto da Consorzio e Azienda: è stata fatta una circostanziata denuncia ai Carabinieri, e tenuto un picchetto davanti l’ingresso della Reggia mostrando ai visitatori i motivi della loro lotta, ovvero le loro buste paga da fame.

L’azienda si è difesa con la classica strategia di arrampicamento sugli specchi: i lavoratori assunti non lo sarebbero stati per sostituire gli scioperanti ma per sopravvenire ai previsti picchi d’affluenza per questi ultimi giorni di festa, picchi che però non si sono affatto visti, e in ogni caso nel giorno di uno sciopero gìà previsto da 15 giorni, già regolamentato dai minimi di servizio previsti dalla L.146/90 e dal più recente decreto Franceschini (che obbliga una parte dei lavoratori a garantire l’apertura, parziale, dei musei anche in caso di sciopero),una tale decisione ha un solo nome: rappresaglia antisindacale!

Anche se i lavoratori sono oggi attaccati a un misero filo di tutela giuridica a loro favore, perché tutto ormai è a tutela dei padroni e del capitale, questi fatti rafforzano l’unità della nostra lotta e sono vento in poppa alle future azioni che metteremo in campo.

Con tali gesti il padronato dimostra che il segno è ormai passato su ogni principio morale e legale, che solo sull’arroganza si fonda tutto ciò, ma noi crediamo anche sulla paura, sulla paura che se i lavoratori, che poco o nulla ormai hanno da perdere, uniti e determinati lottano, hanno sempre un mondo davanti a se da  conquistare.

P/DELEGATI USB REGGIA DI VENARIA
E.Miccoli

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