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Solidarietà con la causa palestinese in Italia, vergognosi attacchi de Il Foglio

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Qui di seguito l'articolo de Il Foglio che persegue la strategia del politicidio delle autorità israeliane verso ogni istanza del popolo palestinese. In questo caso se la prende con il colloquio tra la Presidente della Camera Boldrini con l'ambasciatrice palestinese in Italia, Mai Akaila, e con due noti rappresentanti dei palestinesi in Italia. Obiettivo di questa strategia è negare anche nel nostro paese qualsiasi agibilità o riconoscimento dell'esistenza della questione palestinese e dell'oppressione israeliana intimidendo le istituzioni italiane ad ogni livello – dai comuni alle università, dal Parlamento alle redazioni – per impedire iniziative, colloqui, informazioni sulla causa palestinese. Una strategia che provoca qualche problema – quando incontra codardia o peggio ancora complicità – ma che diventa evanescente se incontra resistenza e coerenza.
L'ultimo caso è stato quello di alcuni film palestinesi che le intimidazioni della lobby sionista – sia a livello di ambasciata che di settori della comunità ebraica – hanno cercato di impedire venissero proiettati al cinema Aquila o al teatro Palladium. Hanno provocato qualche problema ma anche una poderosa reazione. Alla fine i film palestinesi sono stati proiettati con successo di pubblico sia al cinema Aquila che al teatro Palladium con grande "scorno" per gli apparati ideologici di stato israeliani.
Anche l'articolo de Il Foglio, che attacca la Boldrini per aver ricevuto l'ambasciatrice palestinese e due esponenti della comunità palestinese in Italia che godono di una ampia stima nel nostro paese – Bassam Saleh e Youssef Sallman – sta ricevendo le risposte che merita. Le autorità israeliane potranno cercare di intimidire quanto vogliono ma il sionismo e la bandiera israeliana restano simboli di oppressione e non di emancipazione, nel senso comune della società come nella storia.
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Qui di seguito il comunicato immediato diffuso dalla Rete dei Comunisti, altri ne seguiranno nelle prossime ore.
 
Comunicato della Rete dei Comunisti
In merito al diffamatorio articolo pubblicato dal quotidiano di destra "Il Foglio" vogliamo esprimere, come Rete dei Comunisti, la nostra più completa solidarietà alla causa palestinese, al popolo palestinese e a tutti e tutte coloro che si battono per la difesa e l'affermazione dei diritti della Palestina contro l'occupazione e l'apartheid al quale è sottoposta da parte di Israele.

Intendiamo denunciare la complicità di molti media con le politiche colonialiste e illegali dello Stato d'Israele così come le responsabilità della cosiddetta comunità internazionale che ha finora consentito a Tel Aviv di spadroneggiare impunita a danno del popolo palestinese e del diritto internazionale.

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Qui sotto invece l'articolo de Il Foglio, esempio di intimidazione a mezzo stampa del politicidio perseguito dalle autorità israeliane verso i palestinesi

Quel "mostro" d'Israele

Se Boldrini accoglie alla Camera chi incita contro "il regime sionista di assassini nemici dell'umanità"

di Giulio Meotti (Il Foglio, 13 aprile 2017)
Quando la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, venerdì scorso ha ricevuto a Montecitorio una delegazione palestinese, compresa l'ambasciatrice in Italia Mai Alkaila, ha compiuto una forzatura, ma pur comprensibile nell'ambito di relazioni diplomatiche, nata certamente dalla genuina volontà di rilanciare i negoziati fra israeliani e palestinesi. "Incontro con ambasciatrice Palestina Alkaila che ha denunciato stallo processo di pace", recitava l'account Twitter della presidente della Camera. Ma quando Boldrini ha accolto anche il rappresentante in Italia di al Fatah, Yousef Salman, forse avrebbe dovuto prima informarsi a chi stringeva la mano e chi c'era alla propria sinistra nella photo opportunity. Era sufficiente un breve giro sull'account Facebook di Salman per capire che non si trattava di un politico interessato all'accordo con Israele né uno preoccupato per lo "stallo del processo di pace".
"Nemici della civiltà, della democrazia e dell'umanità": così Salman il 24 marzo ha definito Israele, anzi "l'arroganza sionista". Ovunque ricorrono nei suoi post paragoni fra Hitler e Israele: "Il nazifascismo è stato sconfitto dagli uomini e dalla storia, anche il sionismo lo sarà…", si legge il 13 marzo. "I sionisti ormai si sentono i padroni del mondo, onnipotente, lo stesso sentimento che ebbero i nazisti", in data 27 febbraio. A volte il tono di Salman si accende: "Morte all'occupazione israeliana" (1 ottobre 2016). Lo scorso 23 luglio ha lasciato intendere un paragone fra gli israeliani e gli animali: "Chi ha creato il mondo, non poteva fermarsi a loro (gli animali): loro non si ammazzano stupidamente, non raccontano bugie e falsità, non credono di essere superiori a nessuno, non rubano per hobby e non usano il loro Dio per rubare, liquidare o dominare gli altri". L'11 febbraio 2016, invece, Salman scriveva: "Dio liberaci dai mostri, il filo spinato israeliano…". Ne ha spesso anche per i media italiani: "Rai News 24, la Tv sionista in Italia" (7 maggio 2016) e Piero Marrazzo, "il vigliacco" (26 dicembre 2015, corrispondente Rai da Gerusalemme). Il rappresentante di Fatah in Italia ha condiviso (12 dicembre 2015) anche una "soluzione del conflitto israelo-palestinese". E quale? "Spostare lo stato di Israele negli Usa: gli israeliani sono perlopiù amati dagli americani, gli Usa accoglierebbero gli israeliani nelle loro case a braccia aperte, gli Usa hanno moltissima terra dove poter sistemare Israele come 5lesimo stato". Così che "il medioriente sarebbe di nuovo un posto pacifico". Anche l'altro personaggio fatto entrare dalla presidente Boldrini a Montecitorio è davvero poco moderato. Tale Bassam Saleh, segretario di Fatah in Italia, alla sinistra di Boldrini nella foto. In data 16 febbraio, Saleh postava su Facebook: "Il popolo palestinese è chiamato di nuovo a continuare la sua lotta per abbattere il regime sionista di apartheid". Chiaro. Il 2 novembre 2016, Saleh è ancora più diretto nell'invocazione a sradicare Israele: : anni fa viene trapiantata una entità estranea nel mondo arabo…".
A chi stringe la mano?
Il signor Saleh è anche "presidente dell'Associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi". No, non sono tanti Mandela di Ramallah ingiustamente incarcerati da Israele, ma terroristi e attivisti dell'Intifada. La stessa ambasciatrice palestinese incontrata da Boldrini, Mai Alkaila, due giorni fa su Facebook ha commemorato Abu Youssef, Kamal Adwan e Kamal Nasser, i tre terroristi palestinesi di Settembre Nero eliminati da Israele in Libano nell'aprile 1973 per la loro partecipazione al massacro degli atleti israeliani di Monaco. Qualche domanda è lecito porsela: a chi stringe la mano, Boldrini? Ieri la presidente della Camera ha fatto entrare a Montecitorio due agnelline, Gaia e Gioia, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla macellazione degli animali. Ecco, non sarebbe male se Boldrini la sensibilizzasse anche sulla campagna palestinese di incitamento a macellare le ragazzine israeliane. E' la stessa lama da cucina che sgozza Gaia e Gioia.

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2 Commenti


  • Manlio Padovan

    Come al solito, sono anche ignoranti perché il primo che ha ricordato l'accoppiata nazismo/sionismo o, forse meglio: nazismo/politca di Israele in Palestina, che a me paiono esattamente la stessa cosa, fu Primo Levi e, se non sbaglio, in una intervista a Ferdinando Camon.

    Israele deve essre distrutto perché non c'è un solo motivo razionale che ne giustifichi la costruzione in Palestina.


  • Davide Polimeno

    Giulio Meotti è un mitomane che concepisce Israele, come noi bambini negli anni Ottanta concepivamo Schwarzenegger e Silvester Stallone nel loro ruolo di rappresentanti del machismo hollywoodiano. Vive del mito del supereroe repubblicano che annienta i cattivi sfoggiando la propria forza. Ma al posto di Rambo per Meotti c'è l'esercito israeliano. Primo Levi non fece mai un'equiparazione tra nazismo e politica militare israeliana, ma ammise che vi erano delle analogie. Ma Meotti rende il culto a  Israele elevato al livello di stato divinizzato. Per lui non esistono le risoluzioni ONU, non esiste il dissenso israeliano. Anni fa si lamentava degli Israeliani, figli o nipoti di militari e  statisti, che militando nella sinistra pacifista rigettavano il " rambismo reaganiano di tipo sionista"….

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