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Le ultime parole di Enrico Villimburgo

Un mese fa il compagno Enrico si è suicidato, buttandosi dalla finestra della casa dove abitava a Parigi. Enrico era a Parigi da oltre trent’anni esule e rifugiato, insieme a decine di altre compagne e compagni sfuggiti alla mannaia giustizialista, quella che persegue senza tregua chi si ribella; a ciò si era aggiunta l’aggressione di un tumore.

La lettera di addio, lasciata da Enrico sul computer, in cui dice i motivi che lo hanno spinto a tanto.

*****

Il cancro mi sta distruggendo sopratutto fisicamente. Non sopporto di vedermi deperire giorno giorno dopo giorno. Questa malattia è nel moi caso incurabile, finchè il compromesso entro i vantaggi e gli svantaggi mi permetteva di avere delle piccole soddisfazioni le ho accettate, ma questo periodo è revoluto, quindi a quale « pro » aspettare la morte senza altra alternativa. La vita non ha più senso per me.

Sopravivvere senza alcun scopo e senza alcuna speranza è inaccetabile.

Come nella canzone di Nina Simone, My Way, ho vissuto a modo mio, nella più grande sincerità possibile, ma non sono stato sempre il più onesto possibile con tutti.

Ci sono alcuni atti che ho commesso che mi hanno pesato tutta la vita, me ne sono sempre vergognato, fino ad avere delle scosse di ribrezzo e di rabbia verso me stesso. In quei momenti mi facevo schifo, perché avevo ceduto all’opportunismo di cui ho orrore. Ma nell’insieme non ho vergogna del mio percorso.

Non sono mai stato ipocrita, ho sempre difeso quello in cui credevo senza tenere conto dei vantaggi o degli svantaggi che ciò mi avrebbe procurato. Fino a mettere la mia stessa vita in pericolo, ma con l’orrore che se avessi scelto il mio interesse primario contro ciò in cui credevo, non avrei potuto guardarmi in faccia davanti allo specchio. Stimarmi è stata sempre la mia divisa.

Ci sono riuscito? Veramente non lo so, ma l’importante è che ho fatto tutto il mio possibile per non deludermi, il solo metro di misura che per me ha sempre contato. Sarei potuto diventare un piccolo borghese e pensare al mio interesse senza tener conto degli altri, ma il mio umanesimo non poteva non tener conto della felicità degli altri.

Potevo essere felice se anche le persone che amavo potessero beneficiare della stessa mia felicità, addirittura quelle che non conosco, l’Uomo con la U maiuscola.

Evidentemente ho commesso anche molti errori, cercando di riconoscerli e di correggerli quando potevo, anche lì ho fatto del mio meglio in tutta onestà.

Mi tolgo la vita in tutta semplicità, senza nessuno che mi abbia spinto o influenzato. È la mia scelta.

Ho amato stimato ammirato molte persone e qualcuna mi ha amato, ringrazio quest’ultimi, non ho mai capito perché mi amavano, ma è successo e queste persone sono state molto importanti per me. Amore fraterno, amore fisico, donne e uomini tra cui primi tra tutti i miei compagni di lotta, compagne e compagni che si riconosceranno perché spesso gliel’ho detto. Salvo, Barbara, Picchio, Mario, Prospero, Bertolazzi, Giovanni, Maurizio, Roberta, Marina ed ect, sapranno riconoscersi.

Ma anche persone come Mimi, André, Danièle, Remo, Irene Villa (mi ha molto aiutato financiarement), Irene Terrel, Lucia, Erika, Judith, Gigi Bergamin, Mai, Liana, mia sorella anche se con lei le contraddizioni sono state bellissime e bruttissime, facendoci passare per dei momenti indimenticabili e dei momenti bruttissimi. Mi ha reso felice ed infelice con la stessa intensità, ma non gliene voglio, ognuno cerca di fare del suo meglio. Ed io non sono nessuno per poter giudicare gli altri.

Ho sempre creduto che le donne sono la parte migliore dell’umanità e qualcuna tra quelle che ho incontrato mi hanno addirittura amato (non so come ringraziarle). Tutte queste parole potrebbero sembrare distanti e fredde, ma garantisco che sono assolutamente sentite fino nel mio profondo. Tutte queste persone mi hanno aiutato a vivere, e esattamente per essere accettato da loro che i miei sforzi si sono concentrati.

Ho ingerito 4 scatole de Fentanyl (30 pillole, forse un po’ meno), più de l’Oxynorme, j’ai ajouté de la vodka et tout ce que pouvais per non fallire nel mio suicidio. Anche se questo tentativo fallisce:

Dichiaro:

Non voglio più vivere, voglio assolutamente che tutte le cure siano interrotte, restare in vita come un vegetale non m’interessa, e in quanto materialista e razionalista non credo nella vita dell’aldilà. Sono un mammifero e dopo la mia morte non credo c’è altro che decomposizione della materia che partecipa al ciclo della natura.

MY WAY, Nina simone la mia canzone preferita, mi piacerebbe che sia utilizzata il giorno X.

E ora la fine è vicina
E quindi affronto l’ultimo sipario
Amico mio, lo dirò chiaramente
Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo
Ho vissuto una vita piena
Ho viaggiato su tutte le strade
Ma più, molto più di questo, l’ho fatto alla mia maniera                

Rimpianti, ne ho avuto qualcuno
Ma ancora, troppo pochi per citarli
Ho fatto quello che dovevo fare
Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla
Ho programmato ogni percorso
Ogni passo attento
lungo la strada
Ma più, molto più di questo, l’ho fatto alla mia maniera

Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo
Ho ingoiato più di quello che potessi masticare*
Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio
Ho mangiato e poi sputato
Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi e l’ho fatto alla mia maniera
Ho amato, ho riso e pianto
Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte
E allora, mentre le lacrime si fermano, trovo tutto molto divertente
A pensare che ho fatto tutto questo;
E se posso dirlo – non sotto tono
No, oh non io, l’ho fatto alla mia maniera”

Cos’è un uomo, che cos’ha?
Se non se stesso, allora non ha niente
Per dire le cose che davvero sente
E non le parole di uno che si inginocchia
La storia mostra che le ho prese
E l’ho fatto alla mia maniera

Sì, alla mia maniera.

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