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Roma. Un piano regionale per la casa, giovedi 7 febbraio corteo cittadino

Un corteo cittadino è stato convocato per giovedi 7 febbraio alla Regione Lazio per dire stop a sfratti e sgomberi ma soprattutto per aprire il confronto sulla piattaforma elaborata dai movimenti per il diritto all’abitare a cui partecipa anche l’Asia-Usb.

Nella Regione Lazio, in particolare a Roma, la politica sulla casa è stata completamente cancellata in favore della rendita e della speculazione immobiliare. Sono stati realizzati migliaia di alloggi privati, permettendo così ai costruttori di arricchirsi edificando interi quartieri senza tener conto delle reali esigenze della città e dei suoi abitanti, ovvero la necessità di case pubbliche. Questa situazione insieme all’avanzare della crisi economica, ha prodotto migliaia di disoccupati e lavoratori precari, ha lasciando tantissime famiglie in balia del libero mercato. Sempre più nuclei famigliari sono in difficoltà a pagare il costo della casa, secondo i dati Istat, a livello nazionale, sono oltre 3 milioni, a cui si aggiungono i dati sull’emergenza abitativa strutturale: gli sfrattati (45.184 sentenze e 16.281 sfratti eseguiti negli ultimi 6 anni a Roma) e coloro che vivono nei residence da decenni (oltre mille nuclei familiari).

Almeno centomila nuclei familiari con redditi bassi e spesso senza reddito, anziani e giovani coppie, persone separate e single, immigrati, sono alla ricerca di un alloggio, una parte di questi soggetti, per avere un tetto sulla testa, sono stati spesso costretti ad occupare palazzi pubblici o privati abbandonati, oppure alloggi lasciati vuoti.

La mala gestione dell’Edilizia Residenziale Pubblica da parte del Comune di Roma, ha portato ad un totale stato d’abbandono delle case popolari, il cui degrado sta seriamente mettendo in pericolo la salute dei suoi abitanti. Manutenzione ed interventi di ristrutturazione non vengono mai effettuati, neanche nelle situazioni di maggiore criticità. Inoltre, la mancanza di offerta di alloggi sociali (siamo fermi circa al 3% del totale) e il mancato scorrimento delle graduatorie di assegnazione delle case, ha costretto migliaia di famiglie, circa 9000 solo a Roma, ad occupare una casa popolare.
L’edilizia Agevolata Pubblica (cosiddetti Piani di Zona) avrebbe potuto rappresentare una soluzione alloggiativa per quel settore di popolazione che non può accedere agli alloggi ERP, a causa del superamento dei limiti di accesso reddituali, e che al contempo non ha un reddito sufficiente per rivolgersi al libero mercato. Tutto ciò avviene in quanto i Piani di Zona sono stati oggetto di meccanismi di speculazione da parte di cooperative e ditte costruttrici, che hanno commesso gravi violazioni nella gestione dei finanziamenti pubblici destinati all’edilizia sociale truffando decine di migliaia di cittadini e lo stesso Stato. Nonostante le denunce, le inchieste e i sequestri di alloggi eseguiti dalla magistratura, il Comune di Roma non ha ancora applicato le sanzioni di legge, che prevederebbero anche l’acquisizione gratuita delle abitazioni. L’inquilinato dei Piani di Zona, oltre ad essere stato truffato continua a subire giornalmente l’azione arrogante di chi ha violato la legge e a richieste di aumenti impossibili degli affitti, rischia seriamente di perdere la propria casa.
Le politiche di valorizzazione e di gestione speculativa del patrimonio abitativo degli Enti previdenziali (Empam, Enpaia, Enasarco, INPS, Casse etc) che sono portate avanti anche mediante l’utilizzo di Fondi immobiliari, coinvolgono più di 60.000 alloggi a Roma. Queste politiche mettono in pericolo tanti inquilini che rischiano di perdere la loro abitazione in quanto non possono far fronte alle condizioni di vendita a prezzo di mercato oltre che ai nuovi canoni di affitto proposti, talvolta, anche superiori ai prezzi di mercato.
In conclusione chiediamo:
• Riattivazione del piano decennale di finanziamento di edilizia pubblica di 1 Mld (nuova Gescal regionale).
• Rendere operativo il piano regionale sull’emergenza casa (delibera n° 18/2014) utilizzando i fondi ex Gescal (200mln € di Roma ), convertendo in legge la delibera n°18/2014.
• Fermare sfratti e sgomberi per chi ha i requisiti per l’E.R.P.
• Un piano di regolarizzazione degli inquilini senza titolo delle case popolari aventi diritto in base ai requisiti E.R.P.
• Innalzare i limiti di reddito per la decadenza, considerando il 30% di quello dei figli.
• Rinnovata e vera gestione del patrimonio ERP uscendo dalla finalità aziendalistica di ATER, riportandola alla sua funzione originale ovvero ente gestore e di programmazione di tutto il patrimonio ERP escludendo ogni forma di amministrazione privata (modello Romeo, Prelious Aequa Roma).
• Rifiuto di ogni tentativo di aumento dei canoni di locazione e adeguamento degli oneri accessori per i servizi realmente ed oggettivamente erogati.
• L’impegno della Regione Lazio in tutela degli inquilini degli enti previdenziali (Inps, Enpaia, Enasarco, Casse ecc.), riattivando le norme regionali che prevedono la concessione di mutui agevolati o l’acquisto delle case da parte degli Ater per chi non può acquistare.
• Attuazione della norma (L. 199/2008) che tutela chi è insolvente nel pagamento del mutuo della casa.
• Promuovere una forte azione istituzionale da parte della Regione Lazio per: la verifica della modalità di realizzazione dei piani di edilizia agevolata ( i piani di zona) e della spesa dei fondi ( 1,5 Mld di euro negli ultimi 20 anni); fermare il sistema di gestione speculativo e sanzionare le imprese cooperative costruttrici che hanno commesso gravi violazioni.

Per questo invitiamo tutti a partecipare all’importante giornata di mobilitazione, organizzata dai movimenti per il diritto all’abitare, prevista per giovedì 7 febbraio, con appuntamento alle ore 15:00 a via G. Pullino (metro Garbatella) per partire in corteo fino alla Regione Lazio.

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