“Vogliamo la pace o il condizionatore accesso?” disse agli italiani-europei Mario Draghi il 6 aprile di quattro anni fa.
L’alternativa surreale di queste parole indicava la “necessità” europea di far guerra alla Russia – attraverso l’Ucraina, per carità – che fin lì aveva rifornito il Vecchio Continente di gas e petrolio a buon mercato.
Insomma, rinunciamo all’uso dei condizionatori per vincere e ristabilire una “pace giusta”, sconfiggendo Mosca.
Il tempo passa, la guerra è praticamente persa, il gas Usa – quello che compriamo ora – costa almeno quattro volte di più. Quello qatariota non arriva perché c’è stata un’altra guerra, senza subappaltarla.
Il caldo morde feroce e i condizionatori consumano molta energia, le centrali elettriche rischiano di andare in blackout. Sembra giusto ridurne l’uso nei limiti del possibile.
Scegliere come farlo è decisivo. Meno ore di condizionatore per tutti? Oppure niente condizionatore per chi sta sotto e tutto come prima per chi sta in alto?
L’Unione Europea (clic sulla foto) è stata chiarissima, quasi didascalica. “Gli impiegati possono pure morì….”
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