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Webinar “I portuali non lavorano per la guerra”, verso lo sciopero del 6 febbraio

I sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno organizzato un webinar internazionale, ore 18, per comunicare tutte le informazioni sulla Giornata internazionale di azione e lotta il 6 febbraio 2026.

Join Zoom Meeting https://us06web.zoom.us/j/87471142609?pwd=pL7izwrfbhbTkk0QcPfajp3vtJWDG9.1

In quella giornata, i lavoratori portuali di circa 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina, manifesteranno e sciopereranno insieme, una forma concreta di protesta al quale non si assisteva da mesi, convocata sulle seguenti motivazioni:

  • per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra;
  • per opporsi agli effetti dell’economia di guerra sui nostri salari, pensioni, diritti e condizioni di salute e sicurezza per bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali;
  • per opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE e dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture strategiche;
  • per respingere il riarmo come alibi per introdurre ulteriore privatizzazioni e automazione dei porti.

Oltre i rappresentanti delle organizzazioni che hanno lanciato la giornata del 6 febbraio, al webinar parteciperanno esponenti sindacali di altri porti e settori provenienti da più Paesi, tra gli altri Chris Smalls sindacalista Amazon e Leandro Lanfredi rappresentante dei lavoratori petroliferi brasiliani, insieme a esponenti del movimento globale per la Palestina e dal Sud America, tra gli altri Saif Abukeshek dello steering committee del global movement to Gaza e sindacalista catalano.

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