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I vincitori del premio “Pavido d’oro 2025”

Nulla come la guerra divide in modo chiaro uomini e no. La guerra è un rasoio e chi prova a cavalcarla finisce sempre nello stesso modo. La repressione – che ne è un risvolto “interno”, relativo al rapporto tra potere e popolazione – idem.

Finché tocca qualcuno molto lontano da noi, si solidarizza tranquillamente. Quando la mano pesante del potere si fa sentire un po’ più da presso la parola si blocca, il passo diventa incerto, la lama del rasoio si avvicina.

I pavidi scappano a nascondersi, gli altri scelgono da che parte stare. 

Fratoianni e Bonelli sono passati in un attimo da voler capitalizzare elettoralmente le grandi mobilitazioni dell’autunno alla classica gag “e che so’ Pasquale, io?” (cit. da Totò…).

Luigi De Magistris, gliene diamo atto, ha scelto onorevolmente e con coraggio politico. Non è “dei nostri”, ma stiamo accanto a chi sostiene la lotta della Palestina.

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Nessuna indagine della magistratura, nessuna campagna di stampa, men che mai ovviamente nessuna azione di governi complici del genocidio, può cambiare la storia.

C’è un popolo oppresso che è quello palestinese e uno stato oppressore che è quello israeliano. Ci sono donne, uomini e bambini palestinesi vittime di genocidio, crimini di guerra e terrorismo di stato perpetrati dal governo israeliano. C’è uno stato, quello israeliano, che occupa da un secolo in maniera illegale il territorio di un altro popolo e ci sono i palestinesi a cui non viene garantito il diritto ad autodeterminarsi e ad essere uno Stato.

L’occupazione è un crimine, la resistenza è un diritto. Il terrorismo è sempre un crimine.

I milioni di persone che si sono schierate a sostegno della Palestina sono una sentenza popolare che non ha bisogno di tribunali. La magistratura, che deve operare con autonomia ed indipendenza, non processa fenomeni, ma valuta fatti e responsabilità personali che sono sottoposti poi anche al vaglio critico dell’opinione pubblica perché la giustizia è amministrata in nome del popolo come è scritto in Costituzione.

I fatti per assumere rilievo penale si fondano su indizi e prove che devono essere gravi, precisi e concordanti per portare all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte di un giudice e che certo non potranno mai fondarsi su ricostruzioni provenienti da uno stato sotto accusa per genocidio perché secondo il governo israeliano anche i bambini di Gaza sono terroristi, tanto è vero che ne hanno uccisi decine di migliaia.

Eventuali condotte criminose di singoli, tutte ancora da accertare, nulla tolgono alla totale fondatezza della lotta per la questione palestinese.

La lotta per il diritto internazionale, per una pace giusta, per l’autodeterminazione del popolo palestinese e per la nascita dello Stato di Palestina, non si fermerà fino alla vittoria, perché il diritto alla verità e alla giustizia è più forte di ogni menzogna.

Per quanto mi riguarda starò sempre dalla parte degli oppressi e mai degli oppressori.

W la Palestina.

Luigi De Magistris

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Passate le prime ore di silenzioso imbarazzo è cominciata, come ampiamente prevedibile, la corsa alla dissociazione da parte dell’a-sinistra istituzionale. E così, invece di sottolineare come mano a mano che passano le ore il teorema giudiziario che ha portato 9 palestinesi in carcere si dimostri sempre più, per usare un eufemismo, traballante, le pagine dei quotidiani sono state invece riempite dal classico “abbiamo la massima fiducia nella magistratura” fino agli “incontro tanta gente“, “l’avrò visto una volta o due“, “non posso conoscere tutti quelli con cui faccio le foto“, eccetera eccetera.

A vincere il premio “Pavido d’oro 2025”, almeno per il momento, è però l’ineffabile duo “Fratoianni&Bonelli”. I due, che solo fino a ieri speravano di capitalizzare elettoralmente il movimento di solidarietà con la lotta di liberazione palestinese, oggi sono stati invece costretti a prenderne, imbarazzati, le distanze.

Il tutto, ça va sans dire, sempre condito da quel pizzico di suprematismo eurocentrico che li deve aver convinti di sapere prima e meglio dei palestinesi stessi quali dovrebbero essere le forme di lotta da adottare contro l’occupazione e quali organizzazioni la dovrebbero guidare.

Così mentre Bonelli dalle pagine del Corriere annuncia che di candidare Francesca Albanese ora non se ne parla proprio (e pensare che fino a qualche settimana fa era tutto un tirarla per la giacchetta), Fratoianni gli fa eco su Repubblica asserendo: “penso che questa inchiesta sia un bene (sic!): utilizzare, per attività terroristiche o militari, i soldi raccolti per il popolo di Gaza è una cosa ignobile perché tradisce sia le tante persone che hanno donato quelle risorse, sia i palestinesi in attesa di aiuti, che sono le prime vittime di chi le bombarda“.

E ancora: “Faccio notare che proprio l’associazione di Hannoun fu una di quelle che, quando il 7 giugno convocammo la manifestazione per Gaza, non solo non aderì, ma criticò la piattaforma perché troppo moderata“.

Peccato però che al centrosinistra per convocare quella manifestazione di cui il nostro oggi si vanta ci siano voluti prima ben due anni di genocidio e oltre 70mila morti, mentre l’Api di Hannoun insieme alle associazioni a cui allude Fratoianni ne avevano già animate a centinaia in tutta Italia, e da subito.

Bisogna dunque ammettere che se l’intento di questa ennesima caccia alle streghe era quello di screditare il movimento di solidarietà con la Palestina, allora gli inquirenti hanno avuto buon gioco nel fare sponda con l’opportunismo di chi si è dimostrato immediatamente pronto a separare i “buoni” dai “cattivi”. Certo è che se questa è “la sinistra del centrosinistra” la Meloni può dormire sonni tranquilli.

Dante Di Nanni

 

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3 Commenti


  • Manuelo

    Fratoianni e Bonelli fanno tanto a gara per “scavalcare a sinistra il Pd” (come se ci volesse tanto) in favor di telecamere, ma poi alle elezioni politiche si presentano alleati con il Pd in cambio di qualche collegio sicuro che li faccia entrare in parlamento: direi che basta questo per capire che non si tratta esattamente di due cuor di leone…


  • Franco

    che altro potrebbero fare questi due nella vita se non i parassiti. Meschineddi, direbbero i sardi.


    • Redazione Contropiano

      o i siciliani…

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