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Shell rinuncia a estrarre gas in Ucraina

La compagnia petrolifera anglo-olandese Shell ha annunciato l’interruzione delle trattative con il governo ucraino e la statunitense ExxonMobil per estrarre gas dal giacimento di Skifski, nella parte nord-occidentale del Mar Nero.
Lo scorso settembre, la presidenza ucraina aveva annunciato un accordo preliminare con i due colossi occidentali, così come con l’operatore ucraino Nadra Ukrainy e il gruppo romeno Petrom, per produrre da otto a 10 miliardi di metri cubi di gas l’anno dal sito Skifski. Il 19 marzo, in un comunicato, Shell ha riferito di aver “messo fine ai negoziati nel gennaio 2014” e di voler puntare “su altri progetti nel mondo”. Interpellato dalla France presse, ExxonMobil ha invece dichiarato di essere “ancora interessato” al progetto, ma di aver scelto una situazione “in stand-by, alla luce delle attuali circostanze”.

Attualmente l’Ucraina produce gas al largo della Crimea, ma una delle prime decisioni delle nuove autorità della penisola, dopo il referendum di annessione a Mosca di domenica scorso, è stata quella di “nazionalizzare” l’azienda pubblica ucraina Tchornomornaftogaz, che gestisce questi giacimenti e che potrebbero essere riscattati dal colosso russo Gazprom. 

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