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Catania: subito sgomberato il neonato Csoa Ziqqurat

È appena stato sgomberato il neonato CSOA Ziqqurat: la nuova occupazione catanese di cui solo poche ora fa davamo con gioia la notizia.
Il rettore, dopo soltanto 24 ore di occupazione, ha fatto giungere la sua risposta alle esigenze di spazi e servizi da parte degli studenti e dei catanesi tutti: celere in forze e sigilli allo stabile.
Diverse le identificazioni a carico degli occupanti che si dicono tutt’altro che arresi e chiamano a un presidio alle ore 19.00 di fronte lo stabile.

di seguito l’articolo sull’occupazione:

Catania, 5 Gennaio, uno stabile di proprietà dell’Università abbandonato da diversi anni dopo essere stato acquistato e ristrutturato a suon di milioni di euro è stato trasformato in CSOA Ziqqurat per essere restituito agli studenti e alla cittadinanza.

Questo spazio, come altri al centro di un’inchiesta che ha denunciato gli sprechi dell’amministrazione universitaria catanese e che potrebbe senza dubbio supplire alla mancanza di servizi basilari dell’Ateneo, è stato occupato dal collettivo Aleph per renderne possibile un nuovo inizio e per rispondere a quelle esigenze che l’amministrazione ha abbandonato insieme a quello che doveva essere uno studentato.

Nelle intenzioni degli occupanti vi è certamente la volontà di rendere lo Ziqqurat un luogo di socialità altra, che permetta agli abitanti di Catania di riconquistare spazi e tempo e di rompere le gabbie di isolamento cui i ritmi di vita ci costringono. Un luogo estraneo alle logiche di profitto che caratterizzano la quasi totalità della vita quotidiana e che hanno portato le istituzioni universitarie a lasciare lo stabile abbandonato nonostante le necessità della popolazione studentesca.

Un esempio palese di capitalismo nostrano, sempre pronto a depredare risorse alle comunità per farne il maggior profitto possibile, senza neanche curarsi di dare una destinazione d’uso effettiva a ciò che è oggetto di valorizzazione.

A questo esempio palese però si sta dando una risposta altrettanto chiara ed inequivocabile che mette in luce le necessità degli universitari, e contemporaneamente ne trova le soluzioni. Stando alle parole del collettivo “aprire le porte del plesso di via Carrata tramite un’occupazione significa porre l’accento sull’importanza di una politica basata sugli spazi autogestiti e aperti a tutta la cittadinanza, in risposta ad un’amministrazione e una politica locale sorda e troppo lontana dalla realtà.”

Fonte: Infoaut 

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