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Dentro la fabbrica con l’occhio di Uliano Lucas

Sino al 5 giugno è possibile visitare a Milano, presso la Fondazione Mudima (Via Tadino,26, ore 11-13 e 15-19 dal lunedì al venerdì), la mostra fotografica Dentro la fabbrica. Il racconto visivo della modernità nelle fotografie di Uliano Lucas.

Sono oltre centocinquanta le immagini esposte, tutte in bianco e nero, ordinate sapientemente dalla curatrice Tatiana Agliani secondo i momenti e i fatti a cui si riferiscono. Si tratta di un lungo percorso attraverso la storia e i cambiamenti delle fabbriche italiane dagli anni sessanta al 2017 con un’attenzione specifica alla condizione e alla vita dei lavoratori che le animavano.

Vi si ritrovano fotografie scattate nelle più grandi e iconiche fabbriche del Nord come Mirafiori, L’Alfa di Arese, la Pirelli di Milano per scendere sino all’ILVA di Taranto in un percorso che tocca molti dei luoghi italiani della produzione.

Un itinerario che si articola tra luoghi ma anche nei decenni in cui l’Italia si sviluppa come paese industriale fino alla crisi del sistema produttivo e alla new economy, documentando con efficacia anche i conflitti di classe, politici e sindacali che li hanno caratterizzati.

Il lavoro in fabbrica è rappresentato spesso nel rapporto tra la macchina e l’operaio nella sua individualità e soggettività all’interno della catena di montaggio che era il simbolo del lavoro nell’Italia industriale.

Fotografie che sanno di grasso e di gomma, di nebbia e di emigrazione, di pasti frugali consumati in mensa tra qualche veloce parola con i colleghi. L’emigrazione e gli emigranti, allora interni, sono un soggetto peraltro importante nel lavoro di Uliano Lucas.

Tuttavia, sono ben presenti anche i momenti collettivi, come quello rappresentato dagli sguardi dubbiosi e quasi increduli degli operai della Pirelli che in assemblea sindacale apprendono della chiusura del loro stabilimento nel 1977.

Qui il paesaggio cambia, perché sente di freddo dell’alba e dei picchetti ai cancelli, di megafoni e volantini ciclostilati.

L’attenzione di Uliano Lucas non si ferma soltanto a documentare il mondo rimosso che si nascondeva dentro i capannoni e gli stabilimenti, ma vuole “raccontare non solo la vita in fabbrica, non solo il lavoro, non solo la catena di montaggio, ma anche il vivere quotidiano, i sabati pomeriggio, le domeniche, non la fabbrica in sé, il mondo della produzione, ma alla fine anche chi dentro la fabbrica lavorava” (Uliano Lucas dalla presentazione della mostra)

Questa mostra presenta un punto di vista specifico sull’opera sterminata di Uliano Lucas che ha lavorato in tantissimi paesi, documentando la realtà e i conflitti presenti in Europa, in Medio Oriente e nell’Africa subsahariana con immagini raccolte in più di settanta libri che testimoniano della sua sensibilità sociale e politica oltre che dell’indiscussa capacità di fotografo.

Un viaggiare e un ricercare nel mondo intero che si associa con il legame che Lucas ha sempre mantenuto con la sua città d’origine, Milano, da cui prese le mosse la sua carriera già prima del sessantotto, che comunque rappresentò per lui una svolta importante e uno spartiacque non solo professionale.

Diversi suoi lavori sono dedicati alle animate assemblee, alle piazze delle lotte operaie e studentesche. Immagini riprese in momenti in cui non a tutti era concesso scattare fotografie per motivi “di vigilanza” politica, mentre Lucas e la sua macchina fotografica erano graditi perché tutti avevano chiare le motivazioni e il significato della loro presenza.

Infine, è importante segnalare che la mostra di cui scrivo è parte di un progetto curato dalla Fondazione Isec dal titolo Sguardi sul lavoro-Il racconto di un fotografo d’eccezione, le testimonianze di due archivi fotografici che prevede un trittico di mostre. Gli altri due eventi, oltre a quello di cui ho riferito sono Il lavoro e i suoi conflitti nelle fotografie di Silvestre Loconsolo, a cura di Giusi Castelli, che si tiene presso l’Archivio del Lavoro, via Breda 56, Sesto San Giovanni e Visto dalle imprese: il lavoro begli archivi fotografici di Breda e Ercole Marelli, a cura Alberto De Cristofaro, Fondazione Isec, Largo Lamarmora 17, Sesto San Giovanni, entrambi sino al 30 giugno.

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