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La dignità inonda Madrid contro troika e debito. La polizia carica

La promessa è stata mantenuta, e ieri centinaia di migliaia di manifestanti – un milione secondo gli organizzatori – hanno letteralmente inondato il centro della capitale spagnola Madrid, dove sono confluite le varie ‘marce della dignità’ partite nelle settimane e nei giorni scorsi da diversi punti dello Stato. Una manifestazione per chiedere ‘pane, lavoro e casa per tutti e tutte’, di fatto una grande mobilitazione contro il governo fantoccio di Mariano Rajoy e soprattutto contro i diktat della troika, l’austerità, i tagli, le privatizzazioni, l’autoritarismo e la repressione.

Diversi cortei erano arrivati in città tra venerdì e sabato provenienti dai quattro punti cardinali dello stato, sostenuti da 200 tra organizzazioni politiche e sociali della sinistra, sindacati, collettivi, reti e movimenti, al grido di ‘no al pagamento del debito, no ai tagli, fuori il governo della troika’.
Otto diverse ‘colonne’ erano partite nella mattinata di ieri da diversi punti della città in direzione Atocha, colorando le strade con migliaia di bandiere repubblicane, rosse e delle diverse nazionalità.
Decine di migliaia di persone ad esempio sono partite da Getafe accompagnando la colonna andalusa dopo l’arrivo di 600 autobus carichi di manifestanti arrivati dal sud, 40 dei quali bloccati a lungo dalla Guardia Civil. La colonna galiziana è arrivata alla stazione di Chamartin rafforzata dai manifestanti a bordo di due treni speciali. Poi le colonne provenienti dall’Estremadura e dal nordest, dalle Asturie, dalla Cantabria, dalla Castilla y Leon sono state le prime a riempire Atocha accolte da un’ovazione dei manifestanti che già si assiepavano nella piazza. Lo stesso con le colonne arrivate dal Pais Valencià e dalla Murcia a Vallecas, accolte dagli applausi, dagli slogan e anche dalle lacrime di emozione di migliaia di manifestanti del popoloso quartiere. Le colonne giunte dall’Aragona, dalla Catalogna, dalla Navarra e dal Paese Basco si sono unite alla moltitudine che le aspettava nel centro di Madrid. Non tutti, a causa degli asfissianti controlli di polizia, sono riusciti ad arrivare in tempo per partecipare alla Marcia della Dignità. Almeno 100 autobus provenienti da 14 province diverse, hanno denunciato gli organizzatori della giornata di protesta, sono stati bloccati anche tre ore dalla Guardia Civil che ha effettuato controlli e perquisizioni ritenuti pretestuosi e inutili.

Grande soddisfazione da parte di chi si è speso per riempire Madrid di dimostranti anti-troika, come il leader del Sindacato dei Lavoratori Andalusi (Sat), Diego Cañamero, che ha definito la giornata un “successo totale” frutto di sei mesi di duro lavoro che però alla fine “ha permesso a una maggioranza sofferente e finora silenziosa” di esprimersi pubblicamente. Spezzoni di giovani hanno sfilato gridando lo slogan “né disoccupazione, né esilio, né precarietà”.

Alla fine della lunga manifestazione, quando in Plaza de Colón ancora erano in corso gli interventi degli organizzatori – l’attore Willy Toledo e la giornalista Olga Rodríguez hanno letto un appello – decine di agenti hanno caricato alcuni dimostranti ‘colpevoli’ di aver lanciato dei petardi nei pressi della sede nazionale del PP in Calle Genova, scatenando scontri tra una parte del corteo e i reparti antisommossa (Uip) nelle zone di Paseo Recoletos, il Prado e fino ad Atocha, punto dal quale alle 17 aveva cominciato a sfilare l’enorme serpentone. Per difendersi dalle cariche centinaia di dimostranti hanno lanciato pietre ed altri oggetti e innalzato barricate, in alcuni casi obbligando i cordoni di polizia a retrocedere e a riorganizzarsi per tornare alla carica, finché i reparti antisommossa non hanno cominciato a sparare, oltre ai lacrimogeni, anche le micidiali palle di gomma che hanno colpito e abbattuto alcuni giovani. Gli agenti hanno caricato anche alcune centinaia di persone che tentavano di accamparsi a metà del Paseo Recoletos, con l’obiettivo di trascorrere in strada la notte. Ne è nata una vera e propria battaglia campale.
Al termine degli scontri almeno 29 persone sono state arrestate e risultano più di un centinaio di feriti e contusi, tra i quali anche una sessantina di poliziotti, almeno così dice il Ministero degli Interni del governo di destra spagnolo.

                      

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