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Nuovo sciopero generale e manifestazioni anti-Troika in Grecia

Nuovo sciopero generale di 24 ore oggi in Grecia, l’ennesimo contro le politiche di austerità e tagli realizzata dal governo Samaras – socialisti più centrodestra – imbeccato dalla troika europea (Fmi, Banca Centrale e Commissione Europea) e il primo del 2014. 

Sul piede di guerra tutti i principali sindacati del paese, a partire dall’Adedy e dal Gsee, che rappresentano i dipendenti del settore pubblico e quelli del settore privato, passando per il sindacato intercategoriale comunista Pame. “Lo sciopero di oggi è stato indetto per permettere alla classe operaia di rispondere in maniera decisa alle misure che il governo sta adottando contro i diritti dei lavoratori e per dare una risposta ai problemi di povertà, disoccupazione e abolizione di contratti collettivi” ha spiegato Giorgos Pondikos del sindacato Pame.
Le nuove norme votate pochi giorni fa dal parlamento di Atene porteranno a nuove privatizzazioni e liberalizzazioni, alla dittatura delle imprese e delle merci straniere su quelle locali e al licenziamento di altre decine di migliaia di dipendenti pubblici in diversi settori. Paralizzato il settore della sanità, anche i medici hanno aderito allo sciopero contro “la politica dei licenziamenti, della mobilità e della distruzione del settore della sanità pubblica“, e sono rimaste chiuse anche le farmacie della Regione dell’Attica, quella di Atene. Fermi i trasporti pubblici, dai traghetti ai treni agli aerei agli autobus urbani. Vuote scuole e università per la protesta dei docenti, così come gli uffici pubblici per effetto dello sciopero degli impiegati.
Niente giornali nelle edicole per effetto dello sciopero dei giornalisti anticipato alla giornata di ieri che ha visto un’adesione quasi totale anche da parte dei colleghi delle tv e delle radio e i tecnici che protestano per ottenere un nuovo contratto collettivo, un incremento del sussidio di disoccupazione e l’eliminazione della misura che prevede salari più bassi per i neoassunti. I lavoratori dei media si sono poi sommati alle rivendicazioni generali dei sindacati contro le restrizioni al diritto di sciopero, la riduzione dei contributi pagati dalle imprese e dai salariati alla sicurezza sociale e contro i tagli alle pensioni.
Stamattina migliaia di persone hanno manifestato a partire dalle 10 in piazza Omonia chiamati a raccolta dal Pame e dal Partito Comunista Kke, mentre Adedy, Gsee e partiti di sinistra hanno protestato un’ora più tardi in piazza Klathmonos. Vari cortei hanno attraversato il centro della città blindato dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa che hanno deciso la chiusura per alcune ore anche di alcune stazioni della metropolitana. 

Oggi, almeno finora, le proteste si sono svolte in modo disteso e con una partecipazione tutto sommato ridotta rispetto ai grandi numeri di altre occasioni. Segno di stanchezza da parte della classe lavoratrice greca e della mancanza di un’autorevole indicazione politica di uscita da una crisi che sembra infinita. Ma potrebbe essere diverso venerdì prossimo quando nella capitale ellenica arriverà la cancelliera tedesca Angela Merkel a portare nuovi ordini al primo ministro Antonis Samaras e ai suoi ministri dell’economia.

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