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Pesanti bombardamenti israeliani in Siria

Sarà un caso – oppure no – ma proprio mentre i ribelli islamisti sostenuti dall’occidente e dalle petromonarchie arabe avanzano verso Baghdad sull’altro fronte della stessa guerra, quello siriano, le forze armate di Tel Aviv intervengono di nuovo contro l’esercito di Damasco.

E lo fanno pesantemente, in un attacco che i media definiscono il più consistente da quando in Siria è iniziata una guerra civile presto trasformatasi in un conflitto di natura regionale e internazionale con l’intervento di numerosi attori in campo gli uni contro gli altri.
Secondo le scarse informazioni diffuse finora, l’aviazione militare israeliana ha lanciato stanotte numerosi raid aerei sul sud della Siria giustificando i suoi bombardamenti come una rappresaglia dopo i lanci di missile che ieri avevano provocato una vittima israeliana.
“L’esercito israeliano ha attaccato posizioni dell’esercito siriano nel Golan. Residenti del nord di Israele hanno avvertito esplosioni dal lato israeliano della frontiera” scrive stamattina il sito israeliano Ynet. Ma contro le postazioni e gli obiettivi siriani – ben nove quelli colpiti – è entrata in azione anche l’artiglieria pesante.
Secondo la radio israeliana ad essere bersagliati dai missili di Tel Aviv sarebbero state alcune postazioni e centri di comando della 90ma divisione siriana, responsabile delle operazioni nel settore del Golan da dove domenica è partito il colpo che ha centrato l’automobile di un contractor del ministero della Difesa israeliano, uccidendo sul colpo il figlio di 15 anni Muhammad Karaka e ferendo altre 5 persone. Il contractor, un arabo-israeliano, ha ricevuto la telefonata del premier Benjamin Netanyahu che ha usato una incredibile dose di cinismo e demagogia affermando che “I terroristi non distinguono fra arabi ed ebrei, vogliono semplicemente ucciderci e non glielo lasceremo fare”. Poco dopo i caccia si sono sollevati da terra e i cannoni e i lanciamissili hanno cominciato a sparare. Non si sa ancora quale sia il numero delle vittime dell’ennesimo intervento militare di Israele sul suolo siriano.

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