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20 gennaio. Siete pronti per il bis del 6?

Giusto per capire quanto quel che sta accandendo nel ventre dell’Amerika sia piuttosto lontano dal racconto caramelloso e ultra-establishment che vediamo proporci dai media mainstream.

Loro hanno il problema di ribadire che la “democrazia americana” è il migliore dei mondi possibile, che l'”infortunio” del 6 gennaio, con l’assalto al Campidoglio (e la complicità della polizia) è stato “solo un momento di follia, una “sottovalutazione”. Che continuano a riprodurre.

Il fascismo Usa, purtroppo, è una cosa seria che copre la metà dell’elettorato della superpotenza. Minimizzarne il pericolo è un problema del nostro establishment, non il nostro.

Qui il lavoro di monitoraggio svolto da una pagina Facebook italiana, molto “democrats”, che sta almeno seguendo l’evoluzione reale piuttosto che ripetere i tweet alla camomilla della grande stampa italica e occidentale.

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Ecco come la galassia dei movimenti eversivi di estrema destra si sta preparando per l’inaugurazione di Biden

A seguito del fallito tentativo di impedire l’elezione di Joe Biden al Congresso con l’assalto avvenuto al Campidoglio il 6 gennaio che ha causato la morte di 5 persone, i gruppi eversivi di estrema destra non si arrendono.

Su Telegram ed altri social media stanno infatti organizzando una ‘Million Militia March’ per il 20 gennaio, il giorno dell’inaugurazione.

Gli intenti dei partecipanti sono chiari ed espliciti: in un sondaggio postato sul gruppo “Proud Boys: Uncensored” l’80% degli iscritti afferma di essere a favore della “guerra totale”.

Il simbolo degli estremisti ora è diventata Ashley Babbitt, la donna che ha partecipato all’assalto ed è stata uccisa da un poliziotto mentre cercava di superare una porta che la conduceva all’ufficio di Nancy Pelosi.

Per i gruppi come i Proud Boys, Babbitt, già definita come “la George Floyd dei conservatori” è ora diventata una vera e propria “martire” da venerare, come si può vedere dall’immagine allegata.

La sua immagine gira in tutti i canali della destra eversiva assieme a meme sulla Seconda Guerra Civile americana e richieste di fare scorta di “fucili, proiettili in grado di penetrare armature e giubbotti antiproiettile“, per prepararsi ad una vera e propria battaglia urbana.

Il simbolo di Ashley Babbitt è diventato internazionale, arrivando persino in un canale Telegram siriano. Ma soprattutto è diventato il simbolo di coloro che vogliono organizzare la “Million Militia March” il giorno dell’inaugurazione di Biden.

Tra i target dei movimenti eversivi ci sono anche (e soprattutto si può dire) gli esponenti repubblicani accusati di non aver fatto abbastanza per difendere il presidente Trump oppure di averlo tradito a tutti gli effetti.

Un altro video che ha fatto il giro di questi canali è stato quello dei manifestanti MAGA che hanno contestato il senatore Graham, che ha fatto nascere una serie di riferimenti al “giorno dell’impiccagione” dei repubblicani traditori.

In un canale dei Proud Boys si parla apertamente di aggiungere persone alla lista di coloro che devono essere fatti fuori, iniziando dal vicepresidente Mike Pence ora diventato il traditore per eccellenza, e che già coloro che hanno attaccato il Campidoglio parlavano di impiccare in diversi video diventati virali.

C’è chi fa notare che nel caso D.C. fosse troppo protetta per via della presenza della Guardia Nazionale, allora si potrebbero attaccare target a livello statale:

Se l’intera Guardia Nazionale della Costa Est si recherà a D.C., chi impedirebbe ai trumpisti arrabbiati ed alle loro rispettive milizie di occupare i parlamenti statali a livello locale?“, si chiede un utente.

Il suo appello è stato condiviso da molti, con l’idea di dichiarare “una insurrezione contro il regime americano a livello locale” contro i parlamenti statali il 20 gennaio, invece di recarsi tutti a D.C.

Non si tratterà infatti di una impresa facile, visto lo schieramento di forze previsto per quel giorno ed il fatto che a coordinare la sicurezza dell’inaugurazione presidenziale sarà il Secret Service e non più la polizia della capitale.

Qualcuno fa anche notare: “Se non si lascia vivo nessun politico, allora non si può essere incriminati come terroristi. Uccidiamoli con il gas“, aggiungendo un simbolo dichiaratamente antisemita.

L’urgenza di ulteriori atti di sommossa ed insurrezione viene discussa apertamente anche su gruppi pubblici e privati su Gab e Parler – su cui ha appena aperto un account Matteo Salvini, NdR –  , i due social media preferiti dall’estrema destra dopo il ban di decine di account legati alla destra eversiva su Twitter.

Anche qui si parla della possibile “Million Militia March” del 20 gennaio, e si condividono idee su cosa portare con se e dove trovare protezione nell’area di Washington. Tra i consigli quello di portare con se mazze da baseball e se possibile fucili d’assalto.

Una delle idee più diffuse è quella di attaccare nuovamente il Campidoglio: “Abbiamo già occupato l’edificio una volta, lo possiamo occupare di nuovo“, fa notare un utente.

La possibile nuova occupazione del Campidoglio è stata ripresa da Couy Griffin, 47enne commissario di contea repubblicano del New Mexico, che ha parlato della necessità di organizzare un altro assalto al Campidoglio — uno che questa volta porti davvero “a far scorrere il sangue in quelle sale” — in un video pubblicato sulla pagina Facebook del suo gruppo, Cowboys for Trump, poco dopo bloccato.

Su Gab, il nuovo social media dove si è trasferito ieri il presidente Trump, diversi account legati alla teoria cospirativa terrorista di QAnon invocano apertamente un colpo di Stato militare, mentre su Parler a suggerire apertamente questa possibilità è lo stesso Lin Wood, l’avvocato divenuto famoso in queste settimane per la sua vicinanza a QAnon e per la teoria cospirativa del Kraken presentata assieme a Sidney Powel.

Ieri sempre Lin Wood su Parler aveva incitato alla fucilazione di Mike Pence, invocando il plotone di esecuzione contro di lui. Il post su Pence è stato considerato talmente grave da essere uno dei pochissimi censurati su questa piattaforma che è stata bloccata al download da Apple e Google il giorno prima proprio per la circolazione di idee violente e per la mancata moderazione.

Partendo da un messaggio di Wood di stanotte si é diffusa la voce che a causa di un blackout in Vaticano il Papa fosse stato arrestato dalle autorità federali e fosse detenuto in Italia per pedofilia. (Ovviamente non è vero Papa Francesco sta benissimo, e libero e questa mattina ha tenuto l’Angelus da piazza San Pietro).

Sempre su Parler c’è comunque chi predica apertamente l’arrivo del “momento della violenza” ed invoca di scendere in piazza il 20 gennaio per massacrare di botte i rappresentanti della sinistra.

Non manca chi vuole invece puntare ad atti ancora più gravi, come far esplodere l’intero condominio dove abitano gli Obama, con commento ironico: “che vergogna sarebbe il giorno dopo leggere i giornali che riportano, gli Obama morti“.

Anche per questo ieri Amazon Web Services ha dato 24 ore a Parler per cancellare tutti i contenuti violenti e d’odio o altrimenti procederà alla disattivazione della piattaforma dai suoi server.

* da Facebook

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1 Commento


  • salvatore

    al di là dell’analisi su cui si puo’ essere o meno d’accordo, stride di fronte alle immagini la descrizione dell’assassinio della Ashley Babbit, freddata da un tizio mascherato da non piu’ lontano di due metri, mentre la signora non sembrava essere particolarmente pericolosa

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