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Qualcosa matura sul fronte orientale, per l’anno nuovo

1 – Forse mi sbaglio, ma non mi pare che il discorso di Putin del 19 dicembre sia stato molto considerato dalle nostre parti. Effettivamente per i nostri media era una location un po’ esoterica (un incontro esteso del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa) e di discorsi ce n’erano stati altri, e ben più lunghi e pubblicizzati, nei giorni precedenti.

Ma questo mi ha lasciato, devo ammettere, una leggera inquietudine.

Dunque, dopo essersi fatto mostrare da Shoigu e Gerasimov (che ha fatto una pancia notevole) tutta una serie di nuovi dispositivi bellici (allego foto), il nostro si è lanciato in una serie di considerazioni a braccio. Ne traduco una parte, quella più interessante (e inquietante, appunto).

L’unica garante della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina era la Russia. La Russia, quando ha creato l’Unione Sovietica, ha trasferito in cambio di nulla enormi territori storici russi, con un enorme potenziale, investendo grandi risorse in quel territorio.

E i territori occidentali dell’Ucraina, sappiamo tutti come l’Ucraina li ha avuti. Glieli ha dati Stalin dopo la seconda guerra mondiale. Ha dato una parte delle terre polacche, Lvov e così via, parecchie grandi regioni, dove vivevano 10 milioni di persone, e per non amareggiare i polacchi li ha compensati a spese della Germania, gli ha dato le terre tedesche orientali, il corridoio di Danzica; una parte è stata presa dalla Romania, una parte dall’Ungheria, e ha dato tutto all’Ucraina.

Le persone che vivono lì, e lo so per certo, al 100%, vogliono ritornare alla loro madrepatria storica, e i paesi da cui questi territori sono stati presi, soprattutto la Polonia, li rivogliono.

In questo senso, solo la Russia poteva essere il garante dell’integrità territoriale ucraina. Se non lo vogliono, va bene. La Storia rimetterà tutto a posto. Noi non faremo niente, ma non daremo indietro ciò che è nostro, e questo deve essere compreso da tutti, sia in Ucraina da coloro che sono aggressivi nei confronti della Russia, che in Europa e negli Stati Uniti.

Parlano di un accordo, che parlino pure, ma solo in base… noi lo faremo solo in base ai nostri interessi“.

C’è parecchio da digerire in queste parole (alcune delle quali diciamo rivedibili, tipo la parte in cui è la Russia ad aver creato l’URSS). Non è chiarissimo se il riferimento agli “enormi territori storici russi” includa anche Odessa: io a questo punto sono portato a credere di sì.

Ancora più interessante, ovviamente, l’accenno ai territori occidentali dell’Ucraina e la strizzata d’occhio ai nazionalismi locali. Una proposta di accordo? Noi ci prendiamo Odessa e arriviamo alla Transnistria, voi vi prendete quello che era vostro fino al 1944-45 e lasciamo in mezzo una specie di Bantustan a dividerci, con un governo “liberamente eletto” a Kiev erede del debito pubblico ucraino?

Chissà. Forse era solo una risposta alle carte che si vedono circolare e che ipotizzano la divisione della Russia in una trentina di stati (e che nei giorni scorsi aveva citato, ora non mi ricordo in quale discorso), come a dire che è un gioco a cui si può giocare in tanti, o un modo per seminare zizzania tra l’anima “orientale” e quella “occidentale” della NATO/UE. Chissà.

2 – Sempre a proposito di discorsi inquietanti, quello dell’altro ieri di Blinken non è stato da meno, per altri motivi. Ovviamente ha ripetuto quella che ormai è diventata la nuova versione ufficiale della storia – “Putin ha già fallito il suo obiettivo principale in Ucraina, cancellarla dalla mappa, assorbirla all’interno della Russia“, quindi in fin dei conti non ci si può lamentare, ha vinto l’Ucraina, cioè noi.

Non è questa la cosa inquietante (per l’Ucraina, ovvio), ma quello che ha detto dopo: “Abbiamo già fatto molto e abbiamo già messo l’Ucraina in posizione non solo di sopravvivere, ma di prosperare. C’è un piano definito per rimettere l’Ucraina in piedi militarmente, economicamente e democraticamente, così che questi livelli di sostegno e assistenza non siano più necessari in futuro“.

Quindi qualcosa arriverà, ma non ai livelli di prima, ed era ovvio che sarebbe stato così; ma che lo dica pubblicamente Blinken è interessante. E qual è questo “piano definito“?

3 – E’ da qualche giorno che si moltiplicano le voci che vorrebbero gli USA e l’UE pronti a sequestrare i fondi russi bloccati all’estero, stimati in circa 3000 miliardi di dollari, e utilizzarli per finanziare l’Ucraina. Ovviamente sarebbe una decisione che avrebbe conseguenze, legali e politiche, pesantissime per tutti, e causerebbe molto probabilmente una fuga generale dei capitali cinesi, arabi eccetera dalle banche occidentali, ma a mali estremi, stanno evidentemente dicendosi i nostri banchieri, estremi rimedi.

Per la Russia, che ovviamente spera di recuperare il tutto, e con gli interessi, a guerra finita, sarebbe una mazzata non da poco: e infatti poche ore fa il viceministro degli esteri, Sergei Ryabkov, ha dichiarato che se la cosa va in porto la Russia romperà le relazioni diplomatiche con gli USA.

4 – Cose più militari. Kasja Ollongren, ministra della difesa danese, ha dichiarato che venerdì prossimo la Danimarca consegnerà 18 F-16 all’Ucraina. Ci sono voci, e non insensate, che vorrebbero gli aerei già presenti sul territorio ucraino, nella regione al confine con la Romania, ma ovviamente non sono confermate.

Intanto, sempre a proposito di aerei, stamattina la batteria di Patriot fornita dalla Germania e spedita tra Odessa e il Dneper ha abbattuto un Su-24 russo (secondo le dichiarazioni ucraine tre, ma ci sono riscontri fotografici solo di uno): ironia della sorte, si parla della cosa, e potete immaginare come, più sui canali russi che su quelli ucraini, a ulteriore riprova del fatto che l’idea nostrana che in Russia non si sappia quello che succede al fronte e che tutto sia ricoperto da una glassa di zucchero è del tutto falsa.

Aereo abbattuto o meno, le cose al fronte continuano a svilupparsi nella direzione indicata nei giorni scorsi, in particolare dalle parti di Novomykhailivka. La postazione ucraina nota come “Zverinetz” (“serraglio”) è stata definitivamente presa dai russi che hanno anche allargato la zona di controllo a sud della cittadina, che adesso è soggetta ad attacchi e tiri d’artiglieria da sud, est e, dopo la perdita di Zverinetz, anche da nord (vedi cartina sopra).

Altre avanzate intorno a Bahmut, dove i guadagni territoriali conseguiti dall’Ucraina durante la controffensiva estiva sono tutti tornati in mano russa.

5 – Arestovyč non si ferma più. In una intervista video con Yulia Latynina, giornalista russa oppositrice di Putin (oppositrice da destra: si definisce libertaria ma guarda caso critica solo la sinistra) e “in esilio” a Tallinn, ne ha sparate un bel po’.

L’Ucraina, ha detto, agli abitanti del Donbas e della Crimea ha offerto solo una cittadinanza di seconda classe. I poveri non hanno motivo di combattere perché combattono per i ricchi, i ricchi pagano le mazzette e in trincea a morire ci vanno i poveri.

Per 32 anni [qui non ho capito se si riferisce agli abitanti di Donbas e Crimea o in generale agli ucraini poveri] si sono rifiutati di considerarli umani, li hanno schiacciati, li hanno presi in giro, li hanno investiti con la macchina e non sono stati arrestati, li hanno stüπ®åti nelle stazioni di polizia e non sono stati arrestati, li hanno derubati, li hanno tenuti poveri e affamati.

A questo punto Latynina, inorridita, gli ha detto che era la Russia che stava descrivendo, la Russia!, ma lui ha risposto che era l’Ucraina, anzi “l’Ucraina-mamma“, citando il primo verso della più nota canzone banderista, Батько наш Бандера, Україна мати (papà nostro Bandera, l’Ucraina mamma), mentre il viso di Latynina si faceva sempre più costernato (foto 2).

Questo fa una brutta fine secondo me, soprattutto visto che, continuando l’intervista, ha detto che sostanzialmente gli ucraini fanno bene a sfuggire al reclutamento e che prima o poi, se continuano con quei metodi, la gente inizierà a sparare ai reclutatori.

6  – Appunto sul reclutamento. Uno dei membri della commissione difesa del parlamento ucraino, Vadym Ivčenko, ha detto che a gennaio verrà varato un provvedimento in base al quale anche agli ucraini all’estero verrà notificata la chiamata alle armi.

Podolyak, per “stimolarli”, diciamo così, ha proposto ai governi europei di bloccare i sussidi ai cittadini ucraini che non dovessero rispondere alla chiamata. Il governo tedesco e quello estone hanno già fatto sapere che per loro non se ne parla. E meno male, direi.

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5 Commenti


  • Lollo

    A parte una voluta patina dorata esportata da vip del calibro di Shevchenko o dei fratelli Klickho, la storia dell’ Ucraina da Euromaidan ad oggi, non poteva certo dirsi un gran successo. Città ricche, campagne povere. Un bel divario. Concordo con lo Zar, dopo trent’anni di capitalismo fatto male molti saranno sicuramente nostalgici della madre Russia. Lo ritengo probabile, perché purtroppo a trascinare la nazione e una bieca e laida volontà nazifascista. La quale non solo si da a propagandismo e schifoso revisionismo storico, ad esempio l’ Holodomor creato per sterminarli, pro america ed occidente che sicuramente non può che stomacare qualsiasi rossofilo. Una nazione alla deriva e che ha venduto l’ anima al demonio pur d’ inseguire una libertà, che gli era stata concessa, ed un’ autodeterminazione a tornare una nazione che storicamente non è mai esistita. Se non al tempo del Rus di kviv, slavi ucraini si ma dominati dai Norreni. Perché tali erano i Rus, domini vichinghi.


  • Eros Barone

    La storia della rana e dello scorpione raccontata dal protagonista di “Rapporto confidenziale” illustra come meglio non si potrebbe la relazione che intercorre tra lo scorpione (= imperialismo americano) e chiunque, come la rana, presti fede alle sue assicurazioni e alle sue promesse. Il carattere velenoso e, in ultima analisi, suicida dello scorpione sarà sempre destinato a prevalere. Se non saranno fermati, gli USA trascineranno l’intera umanità nel baratro del suicidio nucleare.

    https://www.youtube.com/watch?v=1ykhQO2bESE


  • Leonardo

    Arestovyč, probabilmente, si sta posizionando per guidare la nuova (piccola) Ucraina neutrale che potrebbe risultare dal conflitto. Se vivrà abbastanza …


  • Andrea

    Nel 2021 ho capito che gli USA e i paesi UK -UE accherchiando minacciosamente la Russia militarmente volevano che l” Ucraina facesse scoppiare la guerra provocando la Russia con minacce e bombardamenti in territorio Russo!
    Poiché della schifosa e criminale informazione ufficiale italiana ed europea non mi posso fidare nemmeno per ricerche scientifiche o geografiche poiché diffondono solo DISINFORMAZIONE tutti i media italiani ed europei compresa la rete internet mi sono informato basandomi su vecchie carte geografiche e su cenni storici di vecchi libri ed atlanti .
    Una vecchia libreria funziona molto meglio delle balle e false notizie diffuse perfino da Google e dalla rete internet .
    Ho scoperto che l” Ucraina 200 anni fa era una piccola nazione e che la metà della attuale Ucraina erano regioni Russe a maggioranza russa .
    Non capivo il perché la Russia non approffitava della scusa di difendersi dagli attacchi Terroristi Ucraini per lanciare un attacco aereo-terrestre e navale massiccio e deciso contro L” Ucraina con feroci bombardamenti a tappeto indiscriminati 24 ore su 24 in perfetto stile USA & NATO !
    Se la Russia non avrebbe reagito sicuramente è certamente sarebbe stata invasa ed attaccata sia dagli Ucraini sia dagli USA e dai paesi UK-UE che già avevano ammassato vicino ai confini russi aerei e carri armati e migliaia di uomini !
    La Russia si rimprenderà tutte le terre che gli Ucraini gli ha fregato .
    La nuova Ucraina tornerà ad essere un piccolo Staterello !
    Chi troppo vuole nulla stringe !


  • Lollo

    Una specie di Korea, ma fuori dalla Nato ed a controllo Russo. L’ obbiettivo principale d Putin è smilitarizzarla e renderla inoffensiva. non distruggerla e riconquistarla. Una volta che questo insano e ridicolo pagliaccio di Zelensky avrà perso anche gl’ oblast di Donetsk, od Odessa, sarà deposto dai suoi stessi alleati, o concittadini. Coscienti del fatto che non dovranno mia più militarizzarsi contro Mosca. D’ altronde come ha già fatto notare qualcuno al netto della propaganda, prima di Nicola II, mi pare, che concesse loro un po’ di terra nel XVIII, non erano niente. Solo una popolazione nazista e riottosa senza patria. Fu Stalin dopo il ‘ 45 a renderla com’ è. Ecco perché i Crimeani nei referendum del 2003 e del 2013 chiedevano l’ indipendenza ed il ritorno a prima dell’ 45!

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