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“Bombardate tutto”: l’inchiesta che inchioda Netanyahu

Nei primi giorni dell’”Operazione Spade di Ferro”, iniziata il 7 ottobre 2023 in risposta all’attacco di Hamas, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato al capo delle forze armate israeliane di colpire migliaia di obiettivi senza informazioni di intelligence, inclusi edifici residenziali. A svelarlo è un’inchiesta del giornalista Nahum Barnea per Ynet, versione online di Yedioth Ahronoth, uno dei principali quotidiani in lingua ebraica di Israele. Secondo quanto raccontato dal giornale israeliano, durante una riunione del 9 ottobre 2023 l’ex capo di stato maggiore dell’IDF, Herzi Halevi, ha riferito a Netanyahu che l’esercito stava già bombardando 1.500 obiettivi al giorno.

A quel punto, secondo tale ricostruzione, Bibi, battendo il pugno sul tavolo, avrebbe replicato al “suo generale”: “Perché non 5.000?”. Quando gli è stato riferito che l’IDF non disponeva dell’intelligence necessaria per un numero così elevato di attacchi, Netanyahu ha risposto: “Non mi interessano gli obiettivi. Buttate giù case, bombardate con tutto quello che avete”.

L’inchiesta che inchioda il premier israeliano

L’inchiesta esclusiva di Ynet arriva dopo che la rivista 972 Magazine ha rivelato che l’IDF utilizzava un programma di intelligenza artificiale chiamato Lavender per classificare i palestinesi come membri di Hamas. Questo sistema aumentava il numero di obiettivi generati, con una fonte che spiegava come i risultati dell’AI venissero trattati “come se fossero una decisione umana”. In totale, 37.000 palestinesi sono finiti nella lista di obiettivi di Lavender, molti dei quali uccisi nelle loro case insieme a decine di familiari.

Le fonti hanno raccontato di aver modificato i parametri del programma per aggiungere ulteriori nomi alla lista. “Un giorno, di mia iniziativa, ho aggiunto circa 1.200 nuovi obiettivi al sistema di tracciamento, perché il numero di attacchi era diminuito”, ha dichiarato una fonte. “Mi sembrava sensato. Col senno di poi, sembra una decisione grave, presa senza l’approvazione dei livelli superiori”.

Pronta una nuova invasione di Gaza

Civili palestinesi usati come “scudi umani” dall’esercito israeliano

Dopo il collasso della tregua e del cessate il fuoco, in pochi giorni, i bombardamenti israeliani hanno causato la morte di oltre 700 persone. Almeno 200 bambini sono stati uccisi a Gaza da quando Israele ha ripreso la guerra nell’enclave questa settimana, secondo Rosalia Paulin, portavoce di Unicef a Gaza. Secondo un report del Washington Post del 23 marzo, che cita fonti israeliane, Tel Aviv starebbe pianificando una nuova invasione della Striscia di Gaza, con l’IDF pronta a prendere il controllo diretto dell’assistenza umanitaria.

Secondo il Washington Post, le nuove tattiche israeliane includeranno, oltre al controllo militare degli aiuti, attacchi mirati alla leadership civile di Hamas e l’evacuazione di donne, bambini e non combattenti in “bolle umanitarie”, mentre chi resta subirà un assedio ancora più duro, simile al “piano dei generali” del 2024 per il Nord di Gaza, che prevedeva l’evacuazione totale dei civili a Sud del Corridoio Netzarim o la loro eliminazione come combattenti tramite fame o azioni militari.

Un approccio se possibile ancora più brutale che rifletterebbe un cambio nella leadership dell’IDF – con Eyal Zamir che ha sostituito Herzi Halevi – e l’appoggio deciso del presidente Usa Donald Trump, che ha garantito a Tel Aviv munizioni e pieno appoggio politico. L’ex comandante Amir Avivi ha sottolineato che, con le missioni al Nord concluse, l’IDF si concentrerà su Gaza con un attacco su vasta scala per “eradicare Hamas completamente”. Il che significa, nel concreto, il rischio di una mattanza di civili.

Secondo il Premio Pulitzer Chris Hedges, si tratta dell’ultima fase del genocidio israeliano a Gaza, un’operazione finale che vuole costringere i palestinesi a scegliere tra morte e deportazione, eliminando ogni altra opzione. Hedges paragona questa strategia all’uccisione dei nativi americani dopo Little Bighorn nel 1876, prevedendo per i gazawi un destino di espulsione e miseria, supportato dall’Occidente e da un Israele che, sotto Netanyahu e Katz, abbandona ogni finzione umanitaria per perseguire l’eradicazione di Hamas e l’annessione di Gaza.

* da InsideOver

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