Ultim’ora:
Confermata la cattura del presidente venezuelano Maduro. Con un atto di pirateria e di straordinaria gravità gli USA hanno sequestrato il presidente di uno stato sovrano.
La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez, aveva chiesto agli Stati Uniti la prova dell’esistenza in vita del presidente Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores, la cui posizione è sconosciuta dopo gli attacchi di questa notte. Il Presidente statunitense Trump ha emesso in mattinata un messaggio su Truth nel quale annunciava che Maduro e la moglie erano stati catturati dalle forze speciali degli Stati Uniti e portati fuori dal paese.
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Intorno alle 2 del mattino (ore 7 in Italia) alcune esplosioni si sono verificate nella capitale del Venezuela mentre il rombo di alcuni aerei veniva avvertito in tutta la città. E’ stato confermato che si tratta di un attacco aereo da parte delle forze armate statunitensi.
Sui social network sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo nella parte sud e est della capitale. Le prime notizie parlano di fiamme (nella foto d’apertura) nell’aeroporto di La Carlota. Ma l’attacco sarebbe esteso anche ad altre zone della città. In particolare si segnalano bombardamenti su Fuerte Tiuna e 4F.
Esplosioni sono state registrate anche a El Valle, Los Proceres, La Pastora, 23 de Enero. Sarebbe stato colpito anche un centro comunicazioni a El Hatillo. Sono state segnalate detonazioni in altre zone del Paese, come La Guaira (a nord, vicino a Caracas), Higuerote (a nord, nello stato di Miranda) e Maracay, capitale dello stato di Aragua (a nord).
Il Canal 24 di TVE riferisce che sono state registrate esplosioni anche all’aeroporto di Higuerote, a circa due ore dalla capitale del paese, così come a La Guaira, una zona costiera situata a circa 30 minuti dalla città.
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha assicurato che “in questo momento stanno bombardando Caracas”. “Allertate tutti, hanno attaccato il Venezuela. Bombardano con missili,” ha detto Petro nel suo account su X, in cui ha convocato una riunione di emergenza dell’Organizzazione degli Stati Americani e dell’ONU.
Venerdì scorso, Trump aveva annunciato un attacco contro “una grande struttura” nell’ambito della sua campagna contro il Venezuela.
Trump ha indicato che l’attacco è avvenuto su un molo, ma non ha specificato l’area geografica dell’attentato. Come riportato dal New York Times lunedì, la Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti ha effettuato un attacco con droni su una struttura portuale in Venezuela la scorsa settimana.

Proprio ieri Donald Trump aveva parlato della possibilità di attacchi terrestri affermando che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano “contati“. E questo come risposta alla lunga intervista di Ignacio Ramonet, che potete leggere qui, in cui il presidente bolivariano mostrava sia fermezza ne difendere la rivoluzione, sia apertura alla possibilità di dialogo con chiunque, Stati Uniti compresi.
Negli Stati Uniti la Coalizione Answer ha chiamato già per oggi una mobilitazione di emergenza.
A Roma è stato convocato un primo appuntamento per oggi pomeriggio alle 17.30 in via Bissolati (Ambasciata USA)
A Livorno ci si vede alle 18.00 in Piazza Grande.
A Bologna alle ore 18.00 appuntamento in Piazza del Nettuno
A Milano alle ore 16.00 in via Principe Amedeo/Largo Donegani
A Napoli, ore 16.00 via De Pretis
A Torino, ore 18.30 in Piazza Castello
A Pisa alle 17.00 in Piazza XX Settembre
(seguono aggiornamenti)
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Qui sotto il comunicato emesso dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela:
La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dal Governo attuale degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelana nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette gravemente a rischio la vita di milioni di persone.
L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo più di duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo Governo legittimo restano fermi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.
Dal 1811, il Venezuela ha affrontato e sconfitto imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria.” Oggi, con il morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si solleva nuovamente per difendere la propria indipendenza dall’aggressione imperialista.
Il popolo scenda in piazza
Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del paese ad attivare i piani di mobilitazione e a condannare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono schierati per garantire la sovranità e la pace. Simultaneamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace eleverà le corrispondenti denunce davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale di detta organizzazione, alla CELAC e al MNOAL, esigendo la condanna e il rendiconto del Governo statunitense.
Il Presidente Nicolás Maduro ha predisposto tutti i piani di difesa nazionale per essere implementati nel momento e nelle circostanze appropriate, in stretto rispetto di quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica sulla Sicurezza della Nazione.
In questo senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’implementazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna su tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. L’intero paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.
Allo stesso modo ha ordinato l’immediato schieramento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e municipi del paese.
In stretto rispetto all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Convochiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperialista.
Come sottolineò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías “di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, per grandi che siano, la risposta di tutti e di tutte le patriote… è unità, lotta, battaglia e vittoria”.
Caracas, 3 gennaio 2025
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Il comunicato di Rete dei Comunisti-Cambiare Rotta- Opposizione Studentesca di Alternativa
CONTRO L’AGGRESSIONE STATUNITENSE AL VENEZUELA!
Sono iniziati i bombardamenti statunitensi sul Venezuela che nel mentre scriviamo hanno colpito la periferia della capitale.
Gli USA hanno deciso di fare un vero e proprio salto di qualità nell’escalation bellica nel Caribe, trasformandola in una zona di guerra ed attaccando con dei bombardamenti a tappeto i quartieri popolari di Caracas.
L’indole bellicista e guerrafondaia degli USA, è esacerbata da una una crisi senza precedenti che ha fatto scegliere all’attuale amministrazione nord-americana la strada dell’aggressione militare ad un paese sovrano, bombardandone la popolazione dopo avere attuato una inefficace strategia di logoramento con ogni tipo di strumento della guerra ibrida, passando ora alla guerra guerreggiata.
Questo attacco è anche il risultato della complicità occidentale che non ha minimamente ostacolato l’azione statunitense che da almeno l’estate scorsa, con il massiccio spostamento di uomini e mezzi della marina militare nel Caribe, le esecuzioni extragiudiziarie che si sono susseguite da settembre lungo le coste venezuelane e colombiane colpendo diverse imbarcazioni ed i loro equipaggi, e le azioni di pirateria nei confronti delle navi trasportanti greggio venezuelano, hanno fatto carta straccia del diritto internazionale.
Il conferimento del Premio Nobel per la Pace alla Machado, che ha invocato l’aggressione militare al proprio Paese è stato il coronamento di questa politica neo-coloniale che ha nel nostro esecutivo uno dei maggiori responsabili e supporter dell’estrema destra latino-americana.
Chiamiamo le forze democratiche, progressiste ed i comunisti a fare sentire da subito la propria contrarietà a questa nuova escalation bellica, e la propria vicinanza ai popoli del Venezuela barbaramente attaccati dall’imperialismo statunitense.
Chiamiamo per lunedì 5 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale.
CONTRO L’AGGRESSIONE STATUNITENSE, CON I POPOLI DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DI VENEZUELA

(in aggiornamento)
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Danilo orgogliosamente comunista
i criminali statunitensi non perdono mai il vizio
Amano più le armi delle loro madri
Bella feccia che noi europei abbiamo esportato e regalato ai nativi
Ora mi aspetto una dura condanna dal nostro governo nei confronti di quelle canaglie
maria
lunedì Ambasciata !,
Anna M.
Danilo, leggiti sull’Antidiplomatico le dichiarazioni del governo italiano. E dell’ineffabile( per non scadere nel turpiloquio), democraticissima e coltissima(!) Kallas. In queste mani siamo
germano claudino raniero
VICENZA LUNEDÌ 5 ORE 18.. PRESIDIO DAVANTI ASE USA CASERMA EDERLE
Angelo
credo che la frase più giusta del 2025 sia stata quella del ministro Tajani” il diritto internazionale vale fino a un certo punto” in alcuni casi aggiungerei anche oltre un certo punto. La Schlein è ” preoccupata ” secondo quel che riportano i media , ma non era lei che sbeffeggiava Tajani per quella frase? la verità è che anche il PD usa quella frase secondo quel che gli fa comodo
Daniele Tamburlini
Trump: “Stiamo decidendo sul successore, vedremo se Machado”
L’autodeterminazione dei popoli secondo gli Usa
bob
Ma sto tanghero di Trump non doveva essere quello che non fa guerre?
Franco Astengo
Ricordato in premessa che qualsiasi valutazione riguardante la vicenda USA/Venezuela deve essere incentrata sulla capacità di produzione petrolifera dello stato venezuelano è necessario che le sinistre, italiane e europee, trovino il coraggio di superare la polemica del filo-questo e filo-quello proclamando con coraggio che l’attacco USA e la cattura di Maduro rappresentano atti di pirateria internazionale senza se e senza ma.
E’ necessario l’intervento delle Nazioni Unite, va assicurata l’incolumità del presidente venezuelano, deve essere sollecitata l’Unione Europea ad assumere una posizione coerente con il diritto internazionale.
Le forze politiche vanno fortemente sollecitate in questa direzione e deve essere sottolineato il pericolo crescente di una situazione internazionale nella quale i pericoli di guerra globale che si evidenziano con l’apertura di più fronti al riguardo dei quali gli USA stanno assumendo un atteggiamento sempre più aggressivo sul piano militare.
L’Italia ha l’obbligo di condannare questo atto di guerra non dichiarata come in tutti gli altri casi analoghi senza distinzioni di sorta e di indirizzare la propria politica estera verso atti conseguenti al dettato costituzionale imposto dall’art.11.
Franco Astengo
Petrillo Angelina
Sono d’ accordo, è indispensabile l’ intervento dell’ ONU contro questa grave violazione dei diritti dei polli.
Leonardo
Ancora con le Nazioni Unite?