Al nono giorno la guerra si incarognisce, cominciando a mostrare meglio logiche, strategie e difficoltà delle parti in conflitto.
E come sempre la prima reazione ai problemi dell’aggressore consiste nel somministrare una maggiore dose della stessa droga. Ossia attacchi più violenti anche contro le infrastrutture civili, demolendo nei fatti la distinzione tra obiettivi militari, politico-amministrativi e il popolo nel suo insieme.
Israele e Usa annunciano come se fosse un merito di star bombardando “obbiettivi in tutto il paese” e di aver iniziato a colpire i depositi di petrolio (dove è stoccato il greggio già estratto in attesa di essere caricato su qualche nave, quando sarà possibile).
Non citano – ma non certo per vergogna – di aver bombardato anche parecchi ospedali, sedi della Mezzaluna Rossa (il corrispettivo della nostra Croce Rossa, ossia ambulanze e pronto soccorso), impianti di desalinizzazione dell’acqua (spesso unica fonte idrica in territori desertici), ecc. Mentre gli statunitensi sono stati ormai individuati – dalla stessa stampa americana – come responsabili dell’orrendo massacro di bambine nella scuola di Minab.
Diventa trasparente che – in assenza dichiarata di una strategia ed obbiettivi politici chiari, o quantomeno realistici – lo scenario di Gaza è l’unico obbiettivo “strategico” nelle menti malate ai vertici dei due paesi aggressori, Israele e Stati Uniti. E’ uno scenario che conta ormai esempi celebri negli ultimi cento anni, con una collana che si allunga da Guernica a Coventry, da Dresda a Hiroshima-Nagasaki e quindi a Gaza. Uno scenario che rivela il dna nazista, anche quando praticato da sedicenti “liberali”.
Ma è uno scenario che applicato ad un paese moderno, industrialmente sviluppato, ad alta istruzione di massa, con grande estensione territoriale, oltre 90 milioni di abitanti, con una cultura ed una storia millenarie (non uno di questi stati mediorientali disegnati con il righello dai colonialisti che si spartivano i territori senza neanche guardare a chi ci abitasse), può solo fallire o produrre un orrore mai visto prima.
L’assuefazione generale alle tecniche del genocidio, nonostante le grandi manifestazioni dello scorso autunno, è tale da da scoraggiare qualsiasi valutazione ottimistica sul futuro a breve termine. Più probabile che siano le conseguenze economico-materiali di questa guerra (prezzo dei carburanti e dell’energia, ripresa violenta dell’inflazione, crisi produttiva e commerciale, dunque anche occupazionale e imprenditoriale) a sollecitare riflessioni critiche sulle responsabilità dei fuori di cranio a Washington e Tel Aviv.
Uno dei migliori inviati Rai – e forse per questo diventato bersaglio delle “querele temerarie” e degli “esposti” presentati a raffica dagli stipendiati italiani dell’hasbara sionista – Nico Piro, ha prodotto una mirabile sintesi della situazione.
“– in Iran si sta esportando il metodo Gaza con scuole, ospedali, redazioni tv, monumenti e circa 6.000 obiettivi civili colpiti
– la liberazione degli iraniani procede una bomba alla volta, i civili iraniani liberati dalla vita sono al momento 1,172 (fonte HRANA, ma sono nel frattempo saliti oltre i 1.500)
– la strage delle bambine a Manib verrà ricordata come la peggiore strage di civili a opera degli Usa della storia recente. Perché è successo? Solo colpa di intelligence sbagliata e sistemi AI?
– L’ex commentatore di Fox News Peter Hegseth, il ministro alla Difesa meno qualificato di sempre, in nome dello spirito guerriero ha demolito le norme per la prevenzione delle vittime civili
– Usa Israele hanno bombardato l’impianto di desalinizzazione dell’isola di Qeshm
– In risposta l’Iran usa gli stessi toni che ha usato dopo l’affondamento della sua nave militare in Sri Lanka (e prima di cominciare a bombardare petroliere Usa e Israele nello stretto di Hormuz) avete definito voi il precedente
– I Paesi del Golfo de facto “esistono” grazie agli impianti di desalinizzazione
– Prima di questo attacco l’Iran si era scusato con i Paesi del Golfo sostenendo che avrebbe colpito solo se da quei Paesi (basi militari USA) fossero partiti attacchi. Un invito a farsi sentire con gli Usa per “metterne in pausa” le basi
– Dopo l’attacco al desalinizzatore l’Iran ha colpito di nuovo la base Usa in Bahrain
– L’IDF fa sapere che non è detto che per ogni attacco missilistico arriveranno, come di prassi, alert preventivi. Come interpretarlo? Possibile danneggiamento dei sistemi radar
– Gli Usa hanno perso un radar da 1 miliardo di euro in Bahrain e 5 radar avanzati in giro per il Golfo, un limite enorme alla prevenzione degli attacchi e per le batterie antimissile
– Un drone ha colpito l’aeroporto di Dubai, frana sempre più il modello Montecarlo di Qatar e UAE, basato sul flusso continuo di soldi dal petrolio e sulla sicurezza. Si scopre che l’unica vera sicurezza è la pace non poter lasciare le chiavi nelle Lamborghini e ritrovarla al ritorno
– Il comando centrale US sta chiedendo più funzionari di intelligence da mandare al quartier generale di Tampa per alimentare le operazioni contro l’Iran per 100 giorni, più probabilmente fino a settembre.”
Non c’è insomma bisogno di essere filo-ayatollah per cogliere il senso profondo di quanto sta avvenendo. Basta tenere gli occhi aperti, il cervello acceso ed essere intellettualmente onesti. L’ultima è la dote meno diffusa…
Di seguito diamo le notizie che ci sembrano più rilevanti, a partire dalla riunione del “Consiglio degli esperti” che deve scegliere il successore della Guida Suprema uccisa nel primo giorno di guerra, Ali Khamenei.
La domanda era se il Mossad o la Cia avessero ancora “terminali” in grado di conoscere e comunicare il luogo della riunione, per applicare anche in questo caso la tattica della “decapitazione”, che pure si sta rivelando inefficace perché ampiamente messa in conto nella dottrina militare iraniana. A quanto pare, stavolta, le spie sono rimaste senza informazioni. O individuate prima…
In aggiornamento
Media Israele, «per la prima volta Emirati attaccano in Iran»
“Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran”. Lo riferiscono alcuni media israeliani – la cui attendibilità è scesa sottozero, tranne che per Haaretz e pochi altri canali antigovernativi – sottolineando che l’attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano.
“Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato“. Per Abu Dhabi sarebbe molto probabilmente l’inizio della fine…
Consenso sul successore di Khamenei, ma non si dice ancora il nome
L’organismo incaricato di selezionare il nuovo leader supremo iraniano ha raggiunto una decisione, dicono i membri, anche se il nome deve ancora essere annunciato.
“Il candidato più adatto, approvato dalla maggioranza dell’Assemblea degli esperti, è stato determinato”, ha detto Mohsen Heydari, membro dell’organismo di selezione che rappresenta la provincia del Khuzestan, secondo l’agenzia di stampa iraniana ISNA.
Un altro membro, Mohammad Mehdi Mirbagheri, ha confermato in un video portato dall’agenzia di stampa iraniana Fars che “è stata raggiunta un’opinione ferma che riflette l’opinione della maggioranza”.
Cina: “Nessun regime change in Iran, non ci sarebbe il consenso”
La Cina ha messo in guardia dal cercare il cambiamento del governo in Iran tramite l’offensiva USA-Israele in corso, affermando che qualsiasi mossa di questo tipo manca di sostegno pubblico.
“Tramare una rivoluzione ‘colorata’ o cercare un cambiamento del governo non troverà alcun sostegno popolare”, ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi in una conferenza stampa a margine di un importante raduno annuale a Pechino.
Wang ha anche chiesto che la sovranità dell’Iran e di tutti i paesi sia rispettata, e ha chiesto uno “stop immediato alle operazioni militari” in Medio Oriente per prevenire un’escalation ed evitare una fuoriuscita del conflitto.
“Questa è una guerra che non sarebbe dovuta accadere, ed è una guerra che non fa bene a nessuno”, ha detto Wang. “La forza non fornisce alcuna soluzione, e i conflitti armati non faranno altro che aumentare l’odio e generare nuove crisi”.
I popoli del Medio Oriente sono i veri padroni di questa regione e gli affari della regione dovrebbero essere determinati dai paesi in modo indipendente, ha detto, sollecitando la non interferenza negli affari interni. “Un pugno forte non significa una ragione forte. Il mondo non può tornare alla legge della giungla”.
Wang ha ovviamente esortato “tutte le parti” a tornare al tavolo dei negoziati “il più rapidamente possibile”.
La Cina, ha aggiunto, è pronta a lavorare con i paesi regionali per “ristabilire l’ordine in Medio Oriente, la calma ai suoi popoli e la pace nel mondo”.
Secondo un rapporto classificato del National Intelligence Council degli Stati Uniti, anche un’offensiva militare statunitense su larga scala sarebbe improbabile che rovesciasse la struttura militare e di potere clericale dell’Iran. Il rapporto – pubblicato sabato dal Washington Post – ridicolizza l’affermazione del presidente Trump che potrebbe “ripulire” la leadership iraniana e installare un successore preferito.
Wang ha anche sostenuto che le relazioni della Cina con la Russia, che è stata criticata dall’Occidente per aver sostenuto la guerra in Ucraina, sono rimaste “ferme e incrollabili”.
L’Iran elimina quattro sistemi THAAD nel Golfo
Quattro coordinate e quattro siti di attacco confermati dalle immagini satellitari. Quattro dei gioielli della corona americana nella difesa missilistica – il sistema Terminal High Altitude Area Defense (TDA), il radar AN/TPY-2… “gli occhi” dell’intera architettura di difesa aerea del Golfo – sono stati colpiti, carbonizzati e, in almeno un caso, confermati distrutti.
Il Pentagono non lo confermerà, ovviamente. “Per motivi di sicurezza operativa, non commenteremo lo stato di capacità specifiche nella regione”. Questo è il riflesso istituzionale di un impero che ha appena subito uno shock strategico che non sa come spiegare al popolo americano. Quindi, aiutiamolo a farlo per loro, va bene?
I quattro punti di impatto
Arabia Saudita. Base aerea Prince Sultan… coordinate 24.074218, 47.681327. 1 marzo 2026. Le immagini satellitari hanno catturato il fumo che si levava dal complesso radar. La tenda che proteggeva l’antenna AN/TPY-2 – quell’insostituibile, mostruoso sistema di sorveglianza a banda X che era puntato a nord-est verso l’Iran fino a gennaio – era carbonizzata. Detriti sparsi sul sito. Il sistema che avrebbe dovuto monitorare il fuoco iraniano in arrivo… è stato il primo a bruciare.
Emirati Arabi Uniti, Al Ruwais — 24.06.1942, 52.717.325. Diverse strutture sono state colpite direttamente. Sono stati colpiti i rifugi per veicoli e gli alloggiamenti specializzati costruiti per i rimorchi radar. Gli edifici adiacenti a dove era stazionato l’AN/TPY-2 sono stati danneggiati. Il solo componente radar dell’AN/TPY-2 ha un valore di 500 milioni di dollari. Mezzo miliardo di dollari. Per unità. Sparito.
Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi — 24.677595, 54.697818. Base aerea di Al Dhafra. Edifici e tende ammassati all’interno del complesso, gravemente danneggiati. La base è stata colpita di nuovo giorni dopo. La logica operativa dell’Iran non era quella del “spara e prega”. Era metodica, sequenziale… chirurgica.
Giordania. Base aerea di Muwaffaq Salti — 31.801428, 36.758280. A oltre 800 chilometri dal suolo iraniano. Il radar THAAD qui non è stato solo danneggiato. Secondo le immagini satellitari scattate il 2 marzo, detriti circondano un radar AN/TPY-2 annerito. Confermata la distruzione. Un sistema di cui i giordani avevano preso possesso solo di recente, appena posizionato, appena operativo… . Lo specialista N.R. Jenzen-Jones dell’Armament Research Services ha dichiarato alla CNN: “Il radar AN-TPY/2 è essenzialmente il cuore della batteria THAAD, consentendo il lancio di missili intercettori e contribuendo a un quadro di difesa aerea in rete“.
L’aritmetica della vulnerabilità americana
Gli Stati Uniti gestiscono otto batterie THAAD in totale. Sette operative. Due di queste sette erano già state impegnate in Israele prima del lancio di un singolo missile iraniano il 28 febbraio. Due sistemi in Israele. Uno in Corea del Sud. Uno a Guam. Rimangono… tre batterie per coprire il resto del mondo. Tre. L’Indo-Pacifico. Il Golfo. Gli stessi Stati Uniti continentali.
E ora quattro sistemi radar THAAD, gli insostituibili centri nevralgici che fanno funzionare le batterie, sono stati colpiti in tutta la Penisola Arabica. Prince Sultan. Al Ruwais. Abu Dhabi. Muwaffaq Salti. Anche se i lanciatori fossero sopravvissuti, e le prove suggeriscono che non siano rimasti tutti intatti, una batteria THAAD senza il suo radar AN/TPY-2 non può colpire i bersagli. È un ammasso di tubi inerti nel deserto. Costosi, però.
Traduzione? L’Iran non ha cercato di intercettare il THAAD. Non ha lanciato abbastanza missili per esaurire gli intercettori (sebbene quella strategia funzionasse già dalla “guerra dei dodici giorni” del giugno 2025, quando gli Stati Uniti bruciarono circa il 25% dell’intero arsenale di intercettori THAAD in meno di due settimane).
Questa volta, l’Iran ha accecato il sistema. Ha rimosso gli occhi e ha reso l’intera architettura a strati non solo degradata, ma anche operativamente compromessa in più teatri contemporaneamente.
I tempi di sostituzione di un singolo radar AN/TPY-2 possono richiedere dai tre agli otto anni. Lockheed Martin produce intercettori THAAD a un ritmo di circa undici-dodici all’anno. Washington ne ha previsti trentasette per il 2026… un numero che era già insufficiente prima che venisse sparato un singolo colpo in questa folle guerra con l’Iran.
Cosa ha fatto realmente l’Iran
L’Iran non ha tentato di sopraffare la difesa missilistica americana con la sua massa. L’Iran ha pianificato la situazione. Ha tracciato le firme radar – quegli enormi array AN/TPY-2 (con un piccolo aiuto da parte di grandi amici come Russia e Cina) assorbono circa due megawatt di potenza, illuminandosi come i riflettori di uno stadio di football in qualsiasi operazione di intelligence elettronica – ha localizzato i siti fisici con precisione e poi, in una campagna coordinata che ha interessato simultaneamente più territori sovrani, ha distrutto l’infrastruttura di rilevamento e controllo del fuoco che fa funzionare l’intero sistema.
Bahrein. Qatar. Kuwait. Arabia Saudita. Emirati Arabi Uniti. Giordania. Sette paesi. Undici siti militari statunitensi confermati danneggiati o distrutti dal 28 febbraio. Radome, ossia terminali per comunicazioni satellitari. Radar di allerta precoce AN/FPS-132 in Qatar: un sistema da 1,1 miliardi di dollari, colpito da un missile balistico. Camp Arifjan in Kuwait: sei militari statunitensi uccisi quando un drone ha colpito il centro operativo tattico.
Ad Al Udeid, il centro nevralgico delle operazioni aeree americane nella regione, la base è stata colpita e colpita più volte.
Questa non è la risposta di una nazione alle strette e disperata che si scaglia ciecamente contro qualcuno. È un Paese che ha trascorso anni a studiare l’architettura della proiezione di potenza americana nel Golfo, mappando ogni radar, ogni terminale SATCOM, ogni radome per le comunicazioni, ogni complesso THAAD… e poi ha agito contro quella mappa con una precisione che dovrebbe turbare ogni stratega di Washington convinto che l’Iran potesse essere colpito senza conseguenze.
Il verdetto qui non è affatto complicato. Washington ha commesso il più antico errore dell’eccessiva sicurezza di sé della potenza imperiale, presumendo che colpire per primo, colpendo duramente, avrebbe significato che l’avversario avrebbe assorbito il colpo e avrebbe chiesto un accordo. Invece, l’Iran ha eseguito una campagna di “controsensori” – non cercando di sfondare lo scudo, ma di smantellarlo, nodo per nodo, prima ancora che gli intercettori avessero un bersaglio da colpire.
Il fianco esposto dell’Impero
Con due batterie THAAD bloccate in Israele e quattro sistemi radar distrutti o gravemente degradati nel Golfo, gli Stati Uniti si trovano ora ad affrontare una situazione che non hanno mai affrontato in decenni di schieramenti nel Golfo… un teatro in cui la loro architettura di difesa missilistica più avanzata è per metà cieca, parzialmente inutilizzabile e si trova di fronte a un avversario che ha appena dimostrato di sapere esattamente dove si trova ogni pezzo di tale architettura.
Le tre batterie operative statunitensi rimanenti al di fuori del Medio Oriente coprono la Corea del Sud, Guam… e qualsiasi emergenza interna il Pentagono abbia silenziosamente mantenuto.
Questa è la portata massima di un sistema che costa tra 1 e 1,8 miliardi di dollari a batteria, che richiede anni di produzione e che ora è stato pubblicamente dimostrato, tramite immagini visibili a ogni pianificatore militare a Pechino, Mosca, Pyongyang e Teheran, come mortale tramite munizioni di precisione convenzionali.
Nonostante la mitologia, lo scudo non è impenetrabile.
È sempre più difficile resistere alle immagini satellitari. Hanno costruito un impero sulla promessa che la sua portata fosse infinita e la sua corazza impenetrabile… e questa settimana, in quattro coordinate attraverso il deserto, quella promessa è bruciata.
(Report The Islander, 7 mar)
2 soldati israeliani uccisi nel sud del Libano: Esercito
L’esercito israeliano afferma che due dei suoi soldati sono stati uccisi nel sud del Libano – le prime vittime tra le sue truppe da quando gli scontri Israele-Hezbollah sono ripresi la scorsa settimana mentre gli attacchi aerei intensificati da Israele.
L’esercito non ha fornito immediatamente ulteriori dettagli sulle circostanze dell’incidente. I combattimenti continuano lungo la frontiera Israele-Libano tra le tensioni rafforzate tra Israele e Hezbollah in seguito all’attacco USA-Israele contro l’Iran.
Quasi 20.000 edifici civili distrutti o danneggiati in Iran
La Società iraniana della Mezzaluna Rossa (IRCS) afferma che almeno 9.669 unità civili sono state distrutte o danneggiate negli attacchi USA-Israele contro l’Iran. Le statistiche fornite dalla ONG includono:
- 7.943 unità residenziali
- 1.617 unità commerciali
Libano. La resistenza di Hezbollah sorprende l’Idf e la stampa di Tel Aviv
In un chiaro riconoscimento delle capacità della resistenza islamica in Libano e dello shock che i funzionari dell’entità di occupazione hanno ricevuto, il quotidiano israeliano “Yedioth Ahronoth” ha detto che Hezbollah sta mostrando una grande potenza di fuoco verso nord tutto il giorno.
D’altra parte, nel sud del Libano ci sono un gran numero di incidenti in cui Hezbollah spara missili anticarro, mortai e altri verso le forze israeliane.
Ha confermato che Hezbollah aveva dispiegato con successo le sue forze a pochi chilometri di distanza, a volte meno, dalle linee di case nelle città adiacenti alla recinzione di confine. Ha anche elementi anche nella prima linea di villaggio nel sud del Libano, situata a poche centinaia di metri dalle città di prima linea, come Khiyam e Kafr Killa.
Ha aggiunto che la forza Radwan di Hezbollah era nel sud del Libano e anche nella prima linea di villaggi. Yedioth Ahronoth ha detto che l’esercito israeliano non ha stimato correttamente il livello di minaccia, osservando che il rischio che la forza Radwan effettui un’incursione non fosse completamente escluso, contrariamente a quanto annunciato in passato.
“Nel periodo passato, Hezbollah ha continuato il suo lavoro per rafforzare le sue capacità, e anche preparato per questo confronto, e al momento sta mostrando una buona potenza di fuoco rispetto a stime che non erano coerenti con la realtà all’interno di Israele”.
Israele. Ammessi 2.000 feriti in una settimana, censura su danni e vittime
Il ministero della Salute del governo di occupazione israeliano ha dichiarato domenica che il numero totale di feriti ricoverati negli ospedali israeliani dall’inizio della guerra all’Iran ha raggiunto i 1994.
Secondo i dati ufficiali diffusi dal ministero fino a sabato, quasi 200 feriti sono stati registrati in un solo giorno.
Il ministero ha spiegato che queste cifre rappresentano la sintesi dei dati dei feriti che sono stati trasferiti negli ospedali dall’inizio della guerra all’Iran, e includono i casi ricevuti dai centri medici durante questo periodo.
La pubblicazione di queste cifre arriva in un momento in cui l’occupazione israeliana mantiene comunque il segreto sul numero effettivo di coloro che sono stati uccisi durante gli scontri, poiché i dati ufficiali sono per lo più limitati al numero di persone ferite che sono state trasferite negli ospedali, senza fornire un quadro completo dell’entità delle vittime umane.
Colpita per ritorsione la raffineria di Haifa
Agenzia Tasnim. Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno annunciato che la raffineria di petrolio di Haifa è stata colpita dai missili Khyber Shaqan, sottolineando che il bersaglio è arrivato in risposta all’attacco USA-Israele alla raffineria di Teheran.
Il portavoce ha aggiunto che la 27a ondata dell’operazione Honest Promise 4 è stata effettuata con successo attraverso un’operazione congiunta da droni e missili contro obiettivi americani e sionisti.
Durante questa operazione, le posizioni militari sioniste a Haifa nel nord dei territori occupati sono state prese di mira con precisione, utilizzando i nuovi missili a combustibile solido Khyber Shaqan, che sono caratterizzati dall’essere guidabili fino al momento della lesione.
Ha anche annunciato che le unità di droni hanno preso di mira con successo il quartier generale della stabilità militare degli Stati Uniti nell’area di Marina, situata alla periferia degli edifici della Warner Bros ad Abu Dhabi. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie in Iran, il generale di brigata Ali Mohammad Naini, ha detto che le basi da cui è stata lanciata l’aggressione sono state completamente distrutte, indicando il targeting di 17 pezzi navali appartenenti all’America, a Israele e ai loro alleati.
Nello stesso contesto, il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha affermato che punti vitali come l’aeroporto di Ben-Gurion, la base aerea di Ramat David, la Marsa delle navi da guerra a Haifa e i complessi dell’industria militare a Beit Shams e Ashdod sono stati sottoposti a colpi di precisione.
Ha anche sottolineato che sedi del governo e i centri militari dell’entità israeliana, tra cui il complesso governativo, lo Stato maggiore dell’esercito e il Ministero della Guerra, sono stati presi di mira.
La dichiarazione ha sottolineato che la forza navale delle Guardie Rivoluzionarie ha bombardato l’unità di comando della quinta flotta (Shahbad) in Bahrein, oltre ai depositi di supporto militare per gli americani a Bandar Salman, sulla costa orientale dell’Arabia Saudita.
Ha sottolineato che il monitoraggio sul campo delle Guardie indica che Israele sta cercando di prendere la popolazione nelle aree settentrionali e centrali dei territori occupati come scudi umani per proteggere i suoi militari.
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Edward
Ottimo scritto. Questa si chiama controinformazione che arricchisce le conoscenze . Complimenti alla redazione.
Maria Rosa Pellegrini
Ma quello che riguarda l’Italia è preoccupante. l’Italia è di fatto cobelligerante. Offre la base di Sigonella per la logistica americana e invia,armi per Israele ul 2 marzo all’Hub ib Serbia. l’aggressione nazista all”Uran avviene ul 28 febbraio. Trump ribfrazia la Meloni defibendo Giirgia,amica
Maria Rosa Pellegrini
Ora si aggiungono altri attori Gran Bretagna e Francia. L a Nato scebde in campo a fianco degli Stati Uniti.