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Resistir! Una corrispondenza da Cuba

Lunedì 16 marzo, come Rete dei Comunisti, abbiamo avuto una serie di incontri che hanno consolidato lo storico legame della nostra organizzazione con la Rivoluzione cubana.

In mattinata abbiamo incontrato Fernando Gonzalez Llort, presidente del ICAP, ex prigioniero nelle carceri statunitensi insieme agli altri 4 Eroi della Rivoluzione Cubana. È stata un’occasione per approfondire i possibili progetti di futura cooperazione per incrementare la capacità produttiva nella transizione energetica e le attività agro-pecuniarie specialmente nell’industria della trasformazione alimentare.

Le scelte politiche pregresse avevano portato ad una decentralizzazione dei progetti di sviluppo in questi settori, ora più che mai intrecciati.

Inoltre abbiamo discusso di progetti di scambio e di importanti iniziative di carattere internazionale in occasione del centenario della nascita di Fidel.

Dopo aver pranzato insieme ad una delegazione dell’ICAP a la Casa de la Amnistad, abbiamo incontrato alla sede del Comitato Centrale del PCC, di fronte al maestoso monumento a Marti, Emilio Lozada responsabile capo delle relazioni esteri del Comitato Centrale del Partito Comunista Cubano. All’incontro fraterno il compagno Lozada ha dedicato un post su X (ex-tweeter).

Infine nel pomeriggio, a la Casa de las Américas abbiamo incontrato Abel Prieto Jiménez e Fernando Luis Rojas López, attuale presidente del Capitolo Cubano de la Rete in Difesa dell’Umanità, discutendo della difficile congiuntura che attraversa l’Isola a causa dell’inasprirsi del Blocco economico che porta ad una situazione inedita e per certi versi più impegnativa del periodo especial.

È difficile sintetizzare il contenuto degli incontri amichevoli e fraterni, che socializzeremo con iniziative ad hoc una volta tornata la nostra delegazione. Al netto degli impegni di questi compagni incontrati oggi, abbiamo fissato altri momenti di scambio.

Oggi un black out ha colpito tutto il paese a causa della scarsità di greggio, fondamentale per alimentare le centrali elettriche del paese e per assicurare la mobilità particolarmente colpita. Il popolo cubano resiste a questa sorta di guerra per ora senza bombe, ad un genocidio silenzioso che aggrava in particolare la condizione dei soggetti più vulnerabili che hanno bisogno di cure mediche appropriate e della necessaria medicina preventiva.

Mai come ora Cuba ha bisogno della solidarietà concreta e del supporto politico, e del calore umano che ha dimostrato storicamente con le popolazioni del Tricontinente.

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