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L’hi tech per arrivare a Diego Garcia

Quasi tutti i giornali italiani di oggi danno notizia del missile iraniano che è arrivato alla base angloamericana nel Pacifico Diego Garcia, 4 mila Km di distanza. Mettono la notizia “con gran stupore“.

Bisognerebbe ricordare che in questi decenni ci sono stati i Brics, la Sco, e, noi, eurocentrici sempre scettici sulle capacità altrui, in fondo dicevamo: perché sulla Palestina non intervengono?

Facciamoci invece una domanda: nell’ultimo decennio, nei vari siti cinesi, leggevo di accordi della Cina con il “sud del mondo” che riguardavano scambi materie prime (non importa quali) e tecnologia. Di quale tecnologia si parla?

La questione è stata posta ieri sul Sole 24 Ore da Marcello Minenna, editorialista domenicale. Quale tecnologia ha “scambiato” la Cina e, soprattutto, che tipo di “tecnologia dual use” ha la Cina?

Si sa che le varie guerre in questi anni sono in varia misura indirizzate contro Pechino, che però “non si muove”, fa accordi, agisce sempre in ambito Onu, fa – insomma – diplomazia classica  ed intanto “scambia tecnologia“.

La crescita del pluslavoro relativo che, ricordo, anche nella terza edizione di Piano contro mercato (Andromeda), è la chiave di volta cinese alla crisi finanziaria Usa del 2008, adottato dalla Cina lo stesso anno, a distanza di decenni – grazie agli “scambi tecnologici con il sud del Mondo” – produce, ad esempio, un Iran in grado di scagliare un missile a 4.000 km di distanza.

Quanti altri paesi del “sud del Mondo” hanno ora questa tecnologia (della Corea del Nord sappiamo benissimo da tempo)?

Si può parlare ancora di “dominio tecnologico occidentale”, o resta per noi invisibile – vista la prevalenza della  propaganda – ciò che succede in varie parti del nostro mondo (ricordo che, dopo la Prima Repubblica, da noi fu adottato il modello di crescita “arretrato” fondato sul plusvalore assoluto marxiano e la deflazione salariale, con la distruzione suicida, ad esempio, dell’istruzione).

A distanza di decenni, noi e l’Occidente, come siamo messi rispetto a “loro”? E, soprattutto, quanti e quali Paesi del mondo sono “loro”?

La Storia, dopo le recenti “sorprese”, credo che vada rivisitata ed aggiornata, ma l’Accademia, i media, i siti ufficiali non ci informeranno mai in modo decente su questo. Non perché “ci nascondono subdolamente informazioni chiave” – anche questo, a volte – ma proprio non le vedono.

Per cui, ho un piccolo sistema di relazioni e di fonti che mi danno info preziose, che parzialmente mi “chiariscono” il presente e, soprattutto, il futuro.

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