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Mesi di lavoro per ripristinare i data center Amazon colpiti dall’Iran

Tra i tanti asset di compagnie private statunitensi colpiti dalle salve missilistiche iraniane nelle prime fasi dell’aggressione israelo-statunitense, ci sono anche stati due data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti.

Secondo il portale ufficiale che segnala lo stato del servizio dei vari server di Amazon aws, le due installazioni colpite sono al momento non funzionanti e ci vorranno dei mesi per ripristinare il servizio.

Colpire i data center aws, uno dei più importanti provider di servizi cloud, in questo momento in cui la maggior parte dei servizi informatici aziendali operano grazie al cloud invece che in locale, causa senza dubbio ingenti danni e rallentamenti per le aziende clienti che utilizzano questa infrastruttura.

Negli ultimi anni i cloud provider americani hanno investito nell’ampliamento dei data center, con l’intenzione di creare una rete capillare di installazioni che siano in grado di coprire tutti i bisogni dei vari clienti con macchine collocate in posizioni geograficamente loro vicine, in modo da limitare la latenza dei servizi e aumentare la robustezza dell’infrastruttura del cloud.

Il fatto che queste installazioni, di grandi dimensioni e facilmente riconoscibili dalle foto aeree, diventino degli obbiettivi in un contesto di guerra, secondo alcuni analisti, potrebbe portare ad un cambio di paradigma nella progettazione delle infrastrutture cloud, passando dal cloud di “prossimità” al ricollocamento dei datacenter in luoghi più sicuri e al miglioramento dei sistemi per migrare e ripristinare i dati dalle macchine colpite su altre macchine, in modo da garantire che i servizi ritornino operativi il più presto possibile.

Dunque l’attacco iraniano, oltre a causare un danno economico immediato ad Amazon, avrà senza dubbio avuto un impatto sulle varie aziende dei paesi del Golfo che utilizzano questi servizi.

Inoltre, è risaputo che anche gli apparati militari statunitensi e israeliani usano i servizi cloud nella loro infrastruttura informatica, quindi questi attacchi potrebbero aver danneggiato anche loro in maniera diretta o indiretta.

Non proprio un successone, per i fanatici della guerra e relativi profitti…

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