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Croazia. Nella guerra all’inflazione spunta la tassa sui superprofitti

La Croazia è entrata nell’euro da pochi mesi e da subito i cittadini si sono trovati difronte alla dura realtà dell’integrazione monetaria europea, fatta di aumento generale dei prezzi e conseguente svalutazione dei salari, in mancanza di un meccanismo di un automatico di adeguamento.

È notizia di questi giorni che, nel pieno della crisi internazionale, la Croazia si trova ad affrontare un’inflazione del 5,4%, una delle più alte nell’Unione Europea.

In risposta, il ministro delle Finanze Tomislav Čorić ha annunciato un “pacchetto anti-inflazione” che colpisce aziende e proprietà immobiliare: una tassa del 50% sui “superprofitti” delle aziende e un aumento delle tasse per gli affitti a breve termine.

La tassa del 50% sarebbe applicata agli utili che superano la media triennale di oltre il 15% e riguarderà le grandi e medie imprese.

Questa misura ha già suscitato ampie polemiche da parte dell’opposizione, che accusa il governo di scaricare la responsabilità della propria politica economica fallimentare sulle imprese.

Anche il settore turistico è entrato nelle mire del governo. Sono state infatti annunciate modifiche al sistema di tassazione fissa nel settore, che prevedono un aumento della tassa fissa per i proprietari privati del 150%.

Questa misura rischia di colpire i circa 130 mila proprietari presenti nel Paese, con il lascito di malcontento che questo si porta dietro, soprattutto considerando che l’anno scorso le tasse erano già state aumentate di cinque volte.

D’altra parte, le organizzazioni sindacali e il Servizio sanitario nazionale hanno sostenuto queste misure, in particolare la tassa sui profitti in eccesso delle aziende.

Allo stesso tempo hanno anche lanciato un monito circa l’onere finale su cui andrebbe a cadere l’inflazione.

Il pericolo all’orizzonte infatti è lo scarico dell’aumento dei prezzi sui lavoratori e le lavoratrici per mezzo del congelamento dei salari sia nel settore pubblico che nel privato, già duramente colpiti dall’adozione dell’euro del Paese.

Fonti: Balkanar, Jugocoord

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1 Commento


  • Luca

    Non dicano i nostri amici croati che non lo sapevano che finiva così. Benvenuti in Eurolandia, avanti il prossimo…

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