Nella notte tra il 28 e il 29 agosto, reparti delle forze armate provenienti da fuori la capitale hanno attaccato alcuni dei principali centri strategici di Niamey, dalla Base aerea 101 all’area del palazzo presidenziale, in quello che era apparso come un vero e proprio tentativo di colpo di Stato. Ma la giunta militare del Niger ha riconquistato l’importante base militare nella capitale che era stata occupata dai ribelli.
Anche la televisione pubblica è stata teatro di uno scontro. Le trasmissioni sono state interrotte per oltre un’ora prima di riprendere con il comunicato del governo. Secondo alcune ricostruzioni, gli insorti avrebbero tentato di impadronirsi anche della sede dell’emittente ma senza riuscirci.
La giunta militare, salita al potere dopo il colpo di Stato del 2023 e capitanata dal generale Abdourahamane Tchiani, ha imputato l’offensiva a militari ribelli e assicura il ripristino del controllo nelle «zone sensibili» finite sotto il fuoco.
“La guardia presidenziale ha ripreso il controllo della base aerea con l’assistenza russa. Ci sono diversi morti tra i ribelli”, ha indicato una fonte diplomatica a Niamey. La base, la cui riconquista è stata confermata da due fonti di sicurezza, era stata assediata stamattina.
La Guardia presidenziale del Niger aveva respinto degli “insorti provenienti dalle forze armate” che avevano tentato di “entrare nel palazzo della presidenza”. Forti sparatorie sono state udite in diversi quartieri della capitale nigerina, in particolare nel centro della città, vicino alla presidenza, ma anche nella zona dell’aeroporto.
Gli scontri più intensi si sono concentrati nell’area dell’aeroporto internazionale Diori Hamani, a ridosso della strategica Base 101, ma esplosioni e raffiche sono state segnalate anche nel quartiere in cui si trova la presidenza, e nei pressi del campo Bassora della Guardia nazionale.
La Base 101 è una postazione strategica in quanto situata nel complesso dell’aeroporto di Niamey. La base ospita strutture legate alla cooperazione militare con la Russia e al dispositivo dell’Alleanza degli Stati del Sahel costituita dal Niger insieme al Mali e al Burkina Faso.
Nella stessa area è presente anche personale della Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger (MISIN) tra cui anche un contingente militare italiano. Secondo le informazioni circolate nel corso della giornata, i militari italiani non hanno avuto problemi particolari.
Dopo la presa del potere nel 2023, la giunta militare di Niamey ha messo fine alla cooperazione militare con Francia e Stati Uniti ed rafforzato quella con la Russia. La Base 101 ospita il personale russo dell’Africa Corps e costituisce quindi uno dei punti nei quali la crisi interna nigerina incrocia direttamente i nuovi equilibri geopolitici del Sahel.
E’ evidente che quanto accade a Niamey non riguarda soltanto il Niger. Insieme a Mali e Burkina Faso, il Paese ha costituito l’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), un’alleanza che ha fatto saltare lo status quo coloniale nell’area ed è divenuta il perno di un nuovo spazio politico e militare regionale guidato dai governi sorti da colpi di Stato e accomunati dalla rottura con le potenze occidentali, in particolare la Francia e gli Stati Uniti.
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