In Spagna è nata la prima ribellione di massa contro l’industria turistica selvaggia che è diventata il simbolo del caro vita diffuso. Assistiamo infatti a una rivolta aperta che ha come detonatore la critica assoluta a un modello economico speculativo, estrattivo, devastatore. I cittadini si ribellano alla Gentrification, alla trasformazione delle città in parchi a tema per il consumo globale.
La bocciatura parlamentare di due decreti d’emergenza sulla casa ha fatto saltare ogni argine e la “protesta delle chiavi” ha portato in piazza più mezzo milione di persone. Lo slogan è chiaro: le città appartengono a chi le vive, non ai mercati finanziari.
Città come Barcellona, Valencia e Palma di Maiorca sono diventate porti di sbarco per navi sproporzionate , l’impatto ambientale è catastrofico, i motori delle crociere rimangono accesi anche in porto , inquinano senza sosta e tutto questo in cambio di : Zero ricchezza, ma massimo consumo. Croceristi e aribnb sono ormai i simboli di un’industria turistica cannibale, nefasta.
Le mega crociere consumano risorse pubbliche e intascano i biglietti. In sintonia con gli speculatori edilizi distruggono il tessuto sociale, colonizzano i quartieri, sostituiscono le popolazioni. E così icentri urbani si omologano. I negozi di prossimità spariscono.
Al loro posto nascono catene di fast food e negozi di souvenir. Tutti uguali. È la fine della storia, della singolarità, delle diverse originali identità. Interi quartieri popolari in tutti i più bei porti del Mediterraneo vengono acquistati da grandi fondi d’investimento multinazionali.
I centri storici sono diventati prodotti finanziari. La redditività degli affitti brevi tramite grandi piattaforme ha drogato il mercato immobiliare; i canoni d’affitto superano ormai i salari medi locali. I giovani non possono emanciparsi e sempre più lavoratori regolari sono costretti a vivere in auto o sotto una tenda.
Di fronte a questa situazione di totale degrado la protesta diffusa che dilaga sempre più, non è guidata dai partiti, ma da reti sociali nate dal basso.
Il Sindicato de Inquilinas (Sindacato degli Inquilini) in testa alla mobilitazione di Madrid e Barcellona. Chiedono il blocco totale delle licenze turistiche e l’espropriazione dei “Fondos buitre” , i fondi avvoltoi, i grandi fondi d’investimento speculativi che “volano” sopra le città in crisi per fare incetta di case a prezzi stracciati.
Stanno organizzando un obiettivo storico: uno sciopero generale degli affitti per bloccare l’economia della rendita speculativa.
Nelle isole, il collettivo Menys Turisme, Més Vida (Meno Turismo, Più Vita) pratica la resistenza civile. Occupano le spiagge e i porti per opporsi al sovraffollamento. Chiedono una moratoria sui voli e sugli sbarchi delle navi da crociera.
A difesa dei quartieri opera la rete Stop Desahucios (Stop Sfratti). Creano barriere umane per difendere le famiglie dall’espulsione .
Nelle piazze risuona il coro: “Vecina despierta, hay buitres en tu puerta” (Vicina svegliati, ci sono gli avvoltoi alla tua porta). La Spagna sta tracciando una linea rossa globale. Le città devono tornare a essere comunità vive, non merci da vendere al miglior offerente.
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