«Matignon! Matignon!»: questo è stato il grido scandito giovedì 8 ottobre sera alla Bourse du Travail di Parigi. Dopo una giornata particolarmente agitata, in una sala gremita all’inverosimile, una grande assemblea che riuniva centinaia di liceali e universitari ha lanciato un appello a marciare verso il palazzo del Primo Ministro martedì 13 ottobre.
In un appello pubblicato giovedì – mentre la settimana è stata segnata da due giornate di mobilitazioni imponenti e da centinaia di iniziative in tutto il Paese – 15 assemblee generali studentesche delle università dell’Île-de-France invitano a «una marcia congiunta verso Matignon, sede del potere esecutivo, in occasione del voto sul bilancio il 13 ottobre».
È infatti il giorno in cui il governo tenterà di far approvare all’Assemblea una manovra di bilancio di austerità massiccia e violenta.
Finalmente, un movimento si dà i mezzi per mettere sotto pressione il governo, invece di sfilare docilmente lungo arterie controllate e lontane dai luoghi strategici. Il testo, firmato da studenti di tutte le università della regione parigina, invita i «compagni e le compagne, riuniti nelle rispettive assemblee generali, a seguirci in questa direzione».
E al di fuori della capitale? Se è vero che Parigi pullula di centri di potere facilmente raggiungibili, è possibile prendere di mira anche altri luoghi che incarnano l’autorità e il capitalismo nel resto della Francia: prefetture, rettorati, municipi, sedi di organi di informazione, commissariati, banche, centri logistici, snodi dei trasporti…
Diversi sindacati del settore dell’istruzione pubblica hanno indetto uno sciopero per il 13 ottobre. Questa giornata rappresenterà il prossimo «atto» della sollevazione giovanile e potrebbe costituire un ulteriore passo avanti nel rafforzamento di un movimento potenzialmente storico, in vista dell’appello a bloccare tutto il 17 ottobre contro il rincaro dei prezzi.
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