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Milano. Il “Lambretta” lascia la nuova occupazione

E’ durata così meno di un giorno l’occupazione dell’ex sede dell’istituto Rizzoli per l’insegnamento delle arti grafiche in piazza Giuseppe Occhialini in zona Città Studi a Milano da parte del collettivo Lambretta, reduce dallo sgombero dello scorso martedì mattina delle villette di piazza Ferravilla. I giovani si apprestano a lasciare l’ex scuola che, hanno spiegato nella conferenza stampa convocata oggi alle 15.00 spiegando che avevano deciso di occupare “solo per mostrare ai giornalisti e quindi alla città l’inspiegabile stato di degrado in cui versano le strutture scolastiche”. “Questo non è né sarà il nuovo spazio del collettivo Lambretta, l’esperienza di piazza Ferravilla comunque non finisce e la nostra lotta proseguirà” ha spiegato una ragazza del collettivo sottolineando che “occupare uno spazio sociale e abitativo per necessità è giusto e che i bandi aperti dal Comune non sono una prospettiva concreta, l’unica cosa concreta è stato lo sgombero che abbiamo subito”.

Secondo alcuni fonti, a richiedere con ostinazione il sgombero dei locali occupati dal Lambretta in piazza Ferravilla, sarebbe stata la Regione Lombardia (responsabile dell’Aler)  e non il Comune, che nei giorni precedenti aveva anche scritto al Questore di non procedere allo sgombero, ma di aspettare una mediazione. E’ anche vero che sulla vicenda degli sgomberi, si segnala per virulenza la dichiarazione di Gabriele Ghezzi (Pd), vicepresidente della Commissione Sicurezza del Comune di Milano, secondo il quale “Stupiscono alcune considerazioni di esponenti di assoluto valore della politica e del sindacato, che si meravigliano e chiedono spiegazioni al Questore sulle azioni di sgombero effettuate” afferma il  vicepresidente della commissione sicurezza del Comune di Milano. “L’autorita’ di pubblica sicurezza – spiega Ghezzi – ha rimosso una situazione d’illegalita’. Se qualcuno ha elementi tali da considerare illegittimi gli sgomberi effettuati dalle forze dell’ordine, ci sono strade ben definite da intraprendere”.  L’esponente del Pd sottolinea poi come “sia necessario regolamentare le assegnazioni degli spazi vuoti presenti nella citta’ di Milano, al fine di togliere l’alibi a chi in questi anni ha fatto delle occupazioni abusive l’emblema della propria caratterizzazione politica ed ideologica, prima ancora della propria utilita’ culturale e sociale”. Una posizione analoga era stata espressa in una nota anche dal sindaco Pisapia

Sullo sgombero del Lambretta e degli abitanti di San Siro, pubblichiamo invece una valutazione, amara ma lucidissima, di Heidi Giuliani:

“Lo sgombero e il pestaggio agli inquilini in zona San Siro a Milano e lo sgombero del centro sociale “Lambretta” segnano una brutta pagina sia per l’emergenza abitativa, sia per i luoghi liberati alla socialità. La giunta Pisapia attuando gli sgomberi e giustificando la violenza immotivata delle forze dell’ordine pensa di risolvere come ordine pubblico ciò che ha caratteristiche sociali.Inutili e pericolosi sono i richiami alla “legalità” da parte di Pisapia, se poi in una città come Milano, con un numero di sfratti sempre più alto (oltre il 90% dei quali per morosità, grazie alla crisi economica), il diritto all’abitazione diventa secondario. In questo modo a chi rivendica il sacrosanto diritto alla casa, costituzionalmente garantito, a fronte di decine di migliaia di appartamenti vuoti, l’unica risposta che viene data è la repressione e la cieca violenza delle forze dell’ordine.

Come osservatorio abbiamo subito diffuso la notizia dell’azione repressiva a S.Siro. Personalmente voglio aggiungere, oltre a quella nei confronti di un intero quartiere, la mia solidarietà alla ragazza colpita in pieno viso dal pugno di un poliziotto in borghese.

Abbiamo visto già troppe volte, da Genova 01 alla Valsusa solo per citare qualche esempio, agenti delle forze dell’ordine usare la loro forza in particolare sulle donne.

Le associazioni hanno qualche cosa da dire in proposito?
Il Comune di Milano approva?

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