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GD Bologna, dopo 10 anni si torna allo sciopero

Alle sette di questa mattina i lavoratori della GD di Bologna sono scesi in presidio per scioperare a sostegno della vertenza avviata per conquistare condizioni di miglior favore per tutti i lavoratori dell’azienda. È il primo sciopero di 4 ore del pacchetto di 40 proclamato dall’USB, primo sindacato in azienda, che ha conquistato una storica maggioranza nelle elezioni Rsu lo scorso novembre grazie al voto dei lavoratori metalmeccanici che hanno deciso di rompere con la Fiom e con una pratica sindacale ritenuta ormai parte del sistema e del problema.

GD-Coesia è l’azienda leader mondiale nelle macchine per il packaging di sigarette (1,6 miliardi di euro di fatturato, 98% export, e 6.800 collaboratori nel mondo di cui 1.850 nella casamadre), una fabbrica a tecnologia avanzata che fa parte di quel quadrante produttivo “europeo” dell’Emilia Romagna ritenuto virtuoso.

Questa è la prima vertenza portata avanti dai lavoratori che, oggi, hanno aderito allo sciopero quasi completamente sia nei reparti del montaggio che negli uffici, dopo che l’azienda viveva da anni uno scenario di pacificazione aziendale tanto che le ore di sciopero erano crollate drasticamente. “Dopo il rinnovo delle RSU è iniziato in GD un percorso di lotta e rivendicativo che non è fine a sé stesso – dichiara il portavoce USB Sergio Bellavita – è un percorso che ha obbiettivi ben precisi in primis quello di ridare il diritto ai lavoratori di poter decidere sulle iniziative sindacali per rivendicare un altro punto di vista dentro le aziende”.

Riportiamo di seguito l’intervento di Emanuele Quartieri, delegato in GD dell’USB

Pubblicato da Isabella Cerutti su giovedì 22 marzo 2018

In 10 anni l’azienda ha raddoppiato il proprio fatturato ma il salario dei lavoratori è rimasto invariato e al contrario si è introdotta un’estrema flessibilità di orari, una responsabilizzazione del lavoratore sul risultato e un formale riconoscimento del “merito” attraverso premi individuali.

A portare solidarietà al presidio era presente anche la federazione del sociale dell’USB, che denuncia il furto del salario diretto che subiscono i lavoratori insieme al furto del salario indiretto a causa dalle sempre maggiori privatizzazioni che vanno a distruggere lo stato sociale a 360°.

Per la federazione del sociale “fare lotta di fabbrica significa andare a parlare di salario, di diritti e di democrazia attraverso la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione per costruire e conquistare il potere di decidere dove finisce il profitto: se nelle tasche di pochi o se distribuito a tutti come benessere collettivo. Questo dobbiamo deciderlo noi, i lavoratori e la società civile, avanti tutta con la lotta!”.

Il presidio era numeroso e contava oltre un centinaio di lavoratori e solidali. Il presidio è stato infatti raggiunto anche dai lavoratori di altre aziende in lotta, come la Fabio Perini e la Toyota, che hanno sostenuto l’importanza di portare avanti una lotta che guardi ad un lavoro organizzativo molto più grande, che veda la costruzione di un modello di sindacalismo diverso, nuovo e combattivo. Ad arricchire questa giornata si è aggiunto anche l’intervento di Noi Restiamo che ha sottolineato le condizioni di estrema precarietà e sfruttamento cui i giovani sono sottoposti al loro ingresso nel mondo del lavoro. È arrivata anche la solidarietà di Eurostop, presente al presidio per sostenere quella che è una lotta di tutti.

Qui di seguito il comunicato di USB:

Sciopero GD: fabbrica semideserta e cancelli colmi, una grande giornata di lotta.

E’ riuscito pienamente il primo sciopero di 4 ore del pacchetto di 40 proclamato a sostegno della vertenza per la conquista di migliori condizioni salariali e normative. Il livello di adesione allo sciopero è stato alto, dai reparti montaggio agli uffici. Due pullman hanno portato gli scioperanti dagli stabilimenti di Anzola al presidio dei cancelli di GD1 in via Battindarno a Bologna. Si è costituito così un presidio affollato e combattivo.

Tantissimi i lavoratori di altre aziende e gli attivisti USB venuti in solidarietà alla lotta dei lavoratori GD. Ai cancelli si è quindi tenuta un’assemblea pubblica con decine di interventi tesi a discutere come dare seguito alla vertenza.

Chiediamo a GD di aprire il confronto: siamo disponibili da subito ad avviare un confronto con la direzione GD e l’insieme delle organizzazioni sindacali sui problemi aperti in azienda e sulle rivendicazioni dei lavoratori in lotta.

Sfidiamo Fim Fiom Uilm ad un percorso democratico e partecipato con i lavoratori per consentire loro di decidere, essendo i veri e unici destinatari degli effetti della contrattazione, come e se proseguire la vertenza.

La mobilitazione non si ferma qui. Nei prossimi giorni decideremo le nuove iniziative.

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1 Commento


  • Armando

    Ieri ero al lavoro in GD e il mio ufficio era al 98% presente, nello stabilimento dove lavoro hanno aderito praticamente solo i trasfertisti installatori.
    No direi che l’adesione sia stata massiccia.

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