Da alcuni mesi migliaia di lavoratori della produzione cinematografica sono disoccupati e senza stipendio, e soprattutto sono senza una prospettiva futura chiara.
Tutto questo a causa del governo che ha bloccato alcuni meccanismi necessari al finanziamento della filiera come il Tax Credit, e dei ritardi nei decreti attuativi che regolano i finanziamenti al settore. Il risultato di questa situazione a dir poco kafkiana è che, nel giro di pochi mesi, chi lavora nel settore ha visto chiudersi ogni prospettiva di sicurezza di avere una qualche forma di reddito – una vera e propria crisi per tutto il settore, indotta non dal ciclo economico ma dal governo che sostanzialmente non ha sbloccato i fondi necessari.
Per questo i lavoratori e le lavoratrici del settore ieri sono scesi in piazza, nonostante l’assenza enigmatica dei sindacati principali che a ridosso delle elezioni europee non hanno indetto né uno sciopero né una manifestazione.
La categoria dei lavoratori del cinema è in una condizione strutturalmente precaria, il cui lavoro è regolato da un contratto nazionale vecchio di più di vent’anni, e come vediamo in questa occasione pesantemente sotto ricatto degli apparati burocratici dello stato.
Ennesima conferma che la nostra classe politica tutta promuove un modello sociale in cui chi lavora è soltanto una variabile del sistema, da poter ricattare e scartare a seconda di esigenze del tutto estranee alle necessità di base che servono a vivere una vita dignitosa.
Quello che sta accadendo è inaccettabile e per questo sosteniamo la protesta, e come Potere al Popolo siamo vicini a tutti i lavoratori e le lavoratrici; è inaccettabile l’ipocrisia dei politici in Parlamento e al Governo, che predicano lodi per la cultura italiana e razzolano sfruttamento e miseria per i lavoratori dei settori culturali, che stanziano fondi nel PNRR per lo sviluppo dell’industria cinematografica per poi bloccarli quando servono per lavorare.
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Felice Di Maro
Il ruolo dell’attore oggi?
È un servo del capitalismo corrente si o no?
Crede di essere il figlio del Padre Eterno o no?
Aristocratico sempre, crede di essere il primo della società e snobba sistemicamente i cittadini comuni, per lui esistono soltanto i soldi e la sua bella vita alla faccia di tutti gli altri cittadini. Le immagini dei loro festival del cinema che vediamo in televisione sono fonti di disprezzo e di odio e rappresentano schiaffi continui alla miseria ordinaria.
Perché debbono vivere sempre nel lusso!!!
Ora le cose vanno male anche per loro, si uniscano, se non gli fanno schifo, insieme a tutti gli altri lavoratori e lotti con loro contro un Italia di corrotti e di precarietà diffusa e purtroppo ordinaria.
Quando appaiono in televisione rappresentano Dio sulla Terra e credono di essere modelli sociali.
Perché debbono vivere nel lusso!!!
Sia chiaro e senza equivoci, a tutte le altre figure di lavoratori del cinema piena e incondizionata solidarietà.