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Electrolux. Confermati licenziamenti e chiusure. Il 15 sciopero in tutti gli stabilimenti

Dopo due giorni di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy della scorsa settimana, la direzione dell’Electrolux ha sotanzialmente confermato il proprio piano industriale, mantenendo la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un numero di esuberi pari a 1.450 dipendenti in tutta Italia. A questi si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati, oltre ai 91 contratti già cessati senza rinnovo.

La riduzione degli esuberi rappresentata da Electrolux è minima e, soprattutto, costruita su dati non omogenei. Nel frattempo gli organici sono già diminuiti e nella fotografia iniziale erano compresi anche lavoratori a tempo determinato già fuoriusciti, che oggi non vengono ricompresi nelle eccedenze. Una modalità di rappresentazione poco chiara, che non consente un confronto trasparente tra il piano iniziale e quello attuale.

Su Cerreto d’Esi non sono emerse novità né soluzioni alternative alla chiusura già annunciata.

C’è poi un elemento che attraversa tutti gli stabilimenti: Electrolux vuole ridurre gli organici aumentando contemporaneamente la prestazione di chi resta. Con modalità diverse sito per sito, il piano prevede aumenti di produttività e delle cadenze. Gli esempi più evidenti sono Solaro e Susegana, dove si arriva a prospettare fino a 140 pezzi l’ora, circa uno ogni 26 secondi.

La logica è evidente: meno lavoratori, più produzione per addetto. Per USB è inaccettabile che il recupero di competitività venga scaricato ancora una volta sulle condizioni di lavoro.

Per martedi 15 settembre sono state proclamate otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux con una manifestazione nazionale davanti allo stabilimento di Cerreto d’Esi. 

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