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Morti sul lavoro: una triste contabilità

Da un po’ di giorni, dopo la triste scomparsa di Matteo Armellini mentre montava il palco dal quale poche ore dopo avrebbe dovuto esibirsi la cantante Laura Pausini a Reggio Calabria, di morti sul lavoro non si parla più. Gli ultimi incidenti di cui hanno dato notizia, senza alcuna evidenza, alcuni media, è stato quello che il 16 marzo si è portato via Safeti Hisni, un operaio macedone di 41 anni. Hisni è morto dopo essere caduto da un albero per poi essere colpito da un grosso ramo.  Il giorno prima invece a morire era stato a Cantù l’operaio 36enne Paolo Visioli, deceduto in un ospedale tre giorni dopo esser precipitato dal tetto di un capannone alto 6 metri. Tre righe su qualche sito web e sulla cronaca locale di qualche quotidiano, e niente più. A tenere la triste contabilità dei morti sul lavoro sono davvero in pochi, in molti casi occorrerà aspettare fine anno per avere le statistiche sugli incidenti, i decessi, i lavoratori rimasti invalidi. Mentre i legislatori continuano a deregolamentare i controlli e le punizioni per le imprese che non rispettano la sicurezza.

“Dal primo gennaio ad oggi 15 marzo sono morti 97 lavoratori sui luoghi di lavoro e 193 se si sommano i lavoratori morti sulle strade e in itinere. Nell’ultimo mese, dal 15 febbraio al 15 marzo sono morti 50 lavoratori sui luoghi di lavoro, quest’anno sembrava di vedere finalmente un’inversione di tendenza, ma purtroppo il calo registrato in precedenza era dovuto alle nevicate  che impedivano i lavori all’aperto” ci informa Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio di Bologna. “I morti sui luoghi di lavoro sono per il 29% in agricoltura, il 27,4% in edilizia, il 12,3% nei servizi, l’8,9 nell’industria. Oltre l’11% sono stranieri. Il 23,5% hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. Il 33% ha più di 51 anni. L’8,9% meno di 30 anni. E’ sempre la provincia di Brescia con 6 morti, come negli ultimi anni, a guidare la triste classifica delle province con più morti sui luoghi di lavoro, con la regione Lombardia che ha già 15 morti. Seguono l’Emilia Romagna con 7 morti, con la provincia di Bologna con 3. Il Piemonte ha 6 morti e la provincia di Torino 3. Anche il Veneto ha 7 morti come la Toscana, senza contare le vittime del Giglio. Campania 6 morti, il Lazio 5 con Frosinone che ha già 3 morti. (…) Nel 2011 ci sono stati più di 1170 morti, di cui 663 sui luoghi di lavoro + 11,6% sul 2010”. 

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1 Commento


  • paolo2008

    Morire sul lavoro è da “sfigati”(come direbbe quel Personaggio Famoso).Un conto è Morire in Vacanza,lì c’è da fare interi pomeriggi in TV,altro MORIRE per LAVORARE Questi sono Solo INCIDENTI,che SCHIFO!!!!!paolo

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