Il tasso di inflazione registrato ad agosto è risalito al 3,3% dal 2,9 precedente. Si tratta del dato più alto da quasi tre anni. A settembre del 2023 l’inflazione aveva toccato infatti il 5,3%.
Per gli osservatori ufficiali come l’Istat si tratta di uno shock esterno e non di un ritorno dell’inflazione interna, dovuto soprattutto ai conflitti in Medio Oriente.
Eppure, secondo una elaborazione de Il Sole 24 Ore, nel giro di cinque anni il carrello della spesa degli italiani è diventato più caro del 29,5%. L’elaborazione giunge a questa conclusione mettendo a confronto l’andamento dei prezzi di un paniere di prodotti alimentari di largo consumo con i dati ufficiali dell’inflazione.
Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat sono aumentati infatti i prezzi del gas di città e del gas naturale del mercato tutelato (da +21,8% a +31,3%; +6,5% su luglio), mentre quelli dell’elettricità nel mercato tutelato restano stabili (a +9,7%; nullo il congiunturale). Per quanto attiene gli energetici non regolamentati (da +11,4% a +16,9%; +2,8% su luglio), si osserva un aumento generalizzato del ritmo di crescita dei prezzi, con particolare riferimento a quelli del gasolio per riscaldamento (da +18,2% a +31,7%; +10,6% su luglio).
A conferma della fallacità del meccanismo introdotto per tenere bassi i salari nei contratti, in base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari solo a +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il meccanismo non tiene conto, e a +3,2% su base annua (da +2,9% del mese precedente).
Non è affatto una consolazione, ma anche nel resto dell’Eurozona ad agosto l’inflazione è risalita al 3,3%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre anni. Le stime arrivate ieri da Eurostat confermano dunque che l’Italia, quanto a carovita, si trova in perfetta media Ue.
Nei paesi euromediterranei e in quelli dell’Europa dell’Est le cose vanno anche peggio. In Spagna, l’inflazione è balzata al 4,5% dal 3,9%, in Grecia in un solo mese c’è stato l’aumento di ben un punto percentuale pieno, passando dal 2,7 al 3,7%.
La Bulgaria, che è entrata a far parte dell’Eurozona lo scorso gennaio, sta pagando il nuovo regime monetario con un’inflazione che ad agosto ha raggiunto il 5,1%, dal 4,4% del mese appena precedente, mentre in Slovenia si è arrivati al 3,4% dal 3% del mese di luglio.
Anche Germania e Francia hanno visto crescere l’inflazione: Parigi in un solo mese è passata da 2,4 a 2,7%, mentre Berlino è salita a quota 2,9%.
La bestia dell’inflazione dunque si riaffaccia seriamente in una Europa ultrasensibile non solo agli effetti della guerra e dell’instabilità in Medio Oriente ma anche – come nel caso dell’Italia – da scelte economicamente suicide come quelle di acquistare il costosissimo gas liquefatto statunitense dopo aver reciso ogni fornitura di gas dalla Russia o non aver aumentato le quote di importazione da paesi come l’Algeria.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa