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Sabato fascista alla Fincantieri di Monfalcone

Fincantieri Monfalcone Gorizia
Sabato 14 dicembre 2013

Ditte esterne: tutti al lavoro oggi, sabato 14.
Non proprio tutti, ma di certo tanti. A tal punto che la mensa, sprovveduta, ha esaurito il preventivato e la maggior parte dei
lavoratori si è dovuta accontentare di una pasta al pomodoro e un pezzo di formaggio, per gente che tira 10 ore di cantiere, il tutto in stoviglie di plastica. Non naturalmente i cantierini turnisti: loro mangiano prima, menù completo a disposizione.

L’ordine è stato di recuperare le ore perse con gli scioperi e i picchetti di martedì e mercoledì, comandati (vedi messaggi precedenti) dagli stessi padroncini dei subappalti. Altro colpo di genio di chi impugna il bastone.

Tanto per fare un esempio, Petrol Lavori (http://www.petrollavori.com) ieri era a pieno servizio. Martedì scorso è stata tra le prime a ordinare ai dipendenti di lasciare il lavoro, quando questi già erano a bordo nave da inizio turno. Ieri tutti presenti:
moldavi, polacchi, ucraini, portoghesi ecc., uomini e donne, oltre alla decina di operai locali ereditati da Beraud Mare quando Petrol Lavori l’ha fatta fuori, l’altr’anno, con la politica dei prezzi stracciati e, probabilmente, con qualche altro metodo finanziario.
Per chi non ci sta non c’è posto: i padroni che comandano la ragnatela del subappalto compilano una lista e ordinano alle ditte di far la raccolta dei cartellini (badge) dei soggetti ribelli, e sei fuori. Mica licenziato: semplicemente in cantiere non ci entri più fino a – “buono badrone” – contrordine, per necessità extra di personale a fine nave ad esempio, dove si sgobba 7 su 7 fino a 300 ore/mese. Non c’è legge che lo impedisca: dichiarano urgenza e scavalcano tutte le 626 del mondo.
Una volta fuori, se la tua ditta è seria e/o sai difenderti, ti trovano un buco da qualche altra parte o in qualche reparto confino. Altrimenti hai chiuso.
Manodopera straniera e paga globale, finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti all’Armatore perchè confermi la commessa: ecco solo due esempi dell’economia creativa di Fincantieri in via di privatizzazione.
C’è molto altro e molto peggio, e a viverci dentro lo scopri. Intanto i cantierini, e con essi la ‘loro’ Fiom, mostrano la faccia dei privilegiati e “garantiti”. Ma non lo sono afatto. Presto toccherà a loro la pasta al pomodoro in piatti di plastica, se va bene, oppure un panino raffermo seduti su un bidone di vernice.

* operai di Monfalcone


Sullo stesso argomento:

https://www.contropiano.org/lavoro-conflitto/item/20894-fincantieri-monfalcone-sciopero-fiom-e-forconi-fermi

https://www.contropiano.org/lavoro-conflitto/item/20850-il-9-dicembre-in-fincantieri-serrata-padronale

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