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La “politica” dell’aggressione. Intervista a Danilo, di Giugliano (Napoli)

Nei giorni scorsi a Giugliano – un enorme comune dell’area metropolitana di Napoli – il compagno Danilo, tra gli animatori del Movimento dei disoccupati è stato vittima di un aggressione fisica.

Questo atto è maturato in un contesto culturale e sociale molto complicato dove la Vertenza dei disoccupati è una anomalia verso gli abituali equilibri di potere che reggono la vita e l’agenda politica di questo importante pezzo della città metropolitana partenopea.

Abbiamo incontrato Danilo ed abbiamo posto alcune domande.

Da anni a Giugliano è in piazza un Movimento di Lotta dei Disoccupati. Prima i Commissari Prefettizi e poi l’attuale Amministrazione del Sindaco, Poziello, non danno risposte certe. Puoi dirci a che punto è la Vertenza?

Il nuovo ciclo di lotte dei disoccupati a Giugliano si divide in 3 momenti. Il momento con i Commissari Prefettizi 2013-15, in cui la burocrazia la faceva da padrona e c’erano pochissimi margini di discussione tra la Comitato Disoccupati Giuglianesi. Allora si discuteva dei lavori in affidamento diretto alle cooperative formate da disoccupati. Poi c’è il secondo momento: quello della campagna elettorale per le Amministrative 2015, in cui il Movimento Lavoratori inizia ad esercitare una pressione fortissima sui candidati, si ispira al Movimento di Lotta Casoria, diventa l’USB a Giugliano e tiene pubblica assemblea sui Lavori in affidamento Diretto con tutti i candidati sindaco. Poi arriva il terzo momento, la vittoria di Poziello. I rapporti con l’Amministrazione si inclinano quasi subito. Per quanto infatti Poziello dichiari la sua amministrazione “amica” ed in alcuni casi si dichiari addirittura “comunista” (quantomeno non comprendendo quanto egli stesso dichiari), le proposte di lavori diretti dei disoccupati (piccole ristrutturazioni, lavoretti, etc.) vengono sempre rifiutate, nonostante i rapporti inizialmente cordiali, con evidenti scuse. Fino alla rottura definitiva sulla questione dei Lavori in Affidamento Diretto, quando Poziello urlò in un consiglio comunale “mai lavori in affidamento diretto finchè sarò io sindaco”. Ovviamente qualche mese dopo si scoprì che il comune aveva affidato a varie cooperative in affidamento diretto, per una somma complessiva di circa 300.000 euro.

Nel febbraio 2016, noti i progetti di lavori sul territorio (Strade, Fognature, Chiese e ristrutturazioni Case Popolari), ci inventiamo la Clausola Sociale: una battaglia per tutti i disoccupati di Giugliano, che avrebbe dovuto riservare un pacchetto di neoassunti a disoccupati senza ammortizzatori sociali residenti a Giugliano. Una triplice funzione: quella di allargare la platea di neoassunti al sottoproletariato; quella di mettere un controllo sulle assunzioni, riservando qualche assunzione ad ultracinquantenni; quella di lasciare un po’ di ricchezza sul martoriato territorio giuglianese in forma di stipendi.

La lotta prende forma nella maniera più classica: incontri con il sindaco, sindacato, proteste, riaperture. In tutto ciò in 3 incontri il Sindaco Poziello ha sempre detto SI’ (Maggio, Luglio, Ottobre 2016) addirittura dichiarando a Luglio di avere intenzione di produrre una delibera entro settembre che rendesse effettiva la Clausola Sociale.

Non solo la delibera non arrivò mai, ma nel DUP 2017 Poziello fece un duro intervento contro la Clausola ed i disoccupati, e la maggioranza votò contro la Clausola Sociale, presentata come emendamento da Movimento 5 Stelle e Lista Civica Cambiamenti.

Oggi il Movimento Disoccupati è in riorganizzazione e si stanno aggregando anche i tirocinanti del “Portierato Sociale”, ovvero la soluzione dell’Amministrazione Poziello contro la disoccupazione: 250 euro al mese per fare la guardia ai giardinetti. Il problema è che il Comune non sempre paga e mai paga puntuale. Inoltre tra poco i tirocini finiranno lasciando anche senza i 250 euro circa 150 tirocinanti.

 

b) Nei giorni scorsi sei stato vittima di una aggressione – avvenuta fuori da ogni contesto politico, sindacale e vertenziale – che, naturalmente, ti ha molto amareggiato. Puoi descriverci il contesto politico e sociale – l’humus culturale – in cui è incubata questa aggressione?

In merito dico solo che la causa scatenante della disputa (assolutamente nata come disputa verbale e tale doveva restare, almeno nelle mie intenzioni) è stata una mia provocatoria domanda rivolta ad una persona legata all’Amministrazione Comunale se poteva spiegarmi cosa diceva la nostra proposta di Clausola Sociale. Ovviamente, costoro, non l’avevano nemmeno letta prima di respingerla. La politica nell’hinterland napoletano è ancora fatta così. Fatta di portavoti, persone che non sanno nemmeno di cosa si parla in consiglio e che sono lì perché hanno famiglie numerose e storicamente presenti nel territorio comunale.

Ma alla domanda voglio rispondere con un’altra domanda. Anzi con molte domande:

Perché Poziello, in un anno di confronti, non ha mai ammesso che la Clausola Sociale così come proposta dal Movimento Disoccupati, non gli passava nemmeno per l’anticamera del cervello? Perché ha detto che avrebbe prodotto una delibera entro settembre 2016? Perché alla riunione dei capigruppo di febbraio, dove il Movimento Disoccupati è intervenuto, quelli della maggioranza avevano preso l’impegno di lavorare sulla Clausola ed invece non l’hanno nemmeno letta? Ma si ha la contezza che la Clausola significava la vita per molti giuglianesi? Perché prima delle votazioni, ad emendamenti presentati, l’Amministrazione Poziello non ha convocato un tavolo con i disoccupati per dichiarare il voto contrario e spiegarne le ragioni, e magari trovare un accordo? Perché la politica di Giugliano non cambia mai, sempre legata ai portavoti, alle famiglie conosciute e mai ai contenuti ed alla mediazione con istanze reali del territorio? Credete che se ci fosse stato un maggior dialogo, al posto di arroccarsi in posizioni di potere, si sarebbe arrivati a questo? Rispondere a queste domande ed aprire un rapporto franco tra movimenti ed amministrazione (come si fa in tutte le città normali) significa impedire che episodi del genere possano verificarsi nuovamente ed in maniera ancora peggiore.

 

b) Come pensi, come pensate che il Movimento dei Disoccupati debba andare avanti in questo contesto dove la dialettica politica e gli spazi di contrattazione sociale sono sempre più blindati?

Io credo che non vi sia ombra alcuna di dubbio che il Movimento Disoccupati sia una forza sana del territorio giuglianese. Nei giorni immediatamente seguenti l’aggressione, le persone, anche quelle non al corrente dei fatti, erano in massa dalla parte dei disoccupati.

Non vi è alcuna ombra di dubbio che i Disoccupati hanno ragione. Prima o poi i Poteri che sembravano inattaccabili perdono consistenza, sotto le bordate politica di un piccolo ma tenacissimo ed organizzatissimo, politicamente, Movimento di Disoccupati di provincia. Non vi è dubbio alcuno che le sorti della battaglia per il Diritto al Lavoro volgeranno presto dalla parte di chi ha ragione. Gli spazi di contrattazione sociale, per quanto angusti, vanno allargati con la pressione popolare, sposando rapporti di forza che purtroppo ci sono sfavorevoli anche nelle piccole città, non solo sul piano nazionale. Noi il nostro spazio nella politica cittadina ce lo siamo guadagnato con la giustezza delle nostre intuizioni, la tenacia e delle mosse tattiche azzeccate. Ma è sul piano di massa che va portato l’attacco politico e dunque la forzatura degli angusti spazi di contrattazione sociale.

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