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Bologna. G7M tra fogli di via e processi per direttissima

Parecchie centinaia di persone hanno sfilato ieri per le strade di Bologna, una città blindata da un dispiegamento di forze esorbitante, contro il meeting del G7 che si sta tenendo in questi giorni in un quartiere periferico della città metropolitana. Giunge al termine di una serie di iniziative organizzate in questi giorni sul tema dell’ambiente, in cui si sono messe al centro le diverse iniziative ed esperienze per uno sviluppo sostenibile, non capitalizzato e controllato dai poteri forti per il loro profitto. Una piattaforma larga, quella di G7M “L’ambiente alla base non al vertice”, promossa e partecipata da diverse soggettività politiche e sociali, dai collettivi Labas a Social Log, dai NO TAV ai NO TAP, da Sinistra Italiana a Legambiente e Greenpeace, più molte altre associazioni ambientaliste provenienti anche da altre regioni.

Il corteo ha potuto attraversare solo una parte della città, sostanzialmente scortato dalle forze dell’ordine che avevano bloccato con file di scudi e camionette, tutte le strade per il centro storico. Nonostante non ci fosse la zona rossa, e nonostante nessun ministro fosse nel centro della città, si è voluto infatti vietare l’accesso al centro cittadino a chi voleva mostrare una via alternativa allo sviluppo, demonizzando così gli “antagonisti” qualunque essi siano, dagli ambientalisti ai centri sociali, ai partiti e alle associazioni.

Il concetto, più volte passato in TV, è quello che chi manifesta è brutto, sporco e cattivo, mentre chi è ordinato, silenzioso e non fa domande, è il buono. Anche per questo, probabilmente, molta meno gente di quella che sarebbe potuta scendere in piazza all’interno di una piattaforma come quella di G7M alla fine non si è unita al corteo. E a dare man forte nell’indurre timore, la questura si è data da fare in questi giorni.  

Una piccola delegazione, violando il divieto di sfilare nel centro storico, ha voluto portare la propria presenza in piazza maggiore, ed è stata immediatamente picchiata e allontanata dalle forze dell’ordine.

In mattinata una biciclettata ha raggiunto l’hotel Savoia, dove si dava inizio al G7 dei ministri, ed è stata bloccata dalla polizia. Sempre in mattinata sono stati consegnati dei fogli di via a 3 ragazzi arrivati a Bologna per unirsi alla manifestazione. Contestualmente, una ventina di persone sono state portate in questura, per motivi non meglio specificati, e sono tutt’ora trattenute.

In questo momento è in corso un presidio in via Farini, perché è di poche ore fa che i ragazzi fermati dalla questura ieri saranno processati per direttissima in mattinata.

 ‘Per cambiare clima serve un cambiamento politico’, ha dichiarato ieri il sindaco Merola all’apertura del meeting. Se Merola alludeva agli equilibri non più equilibri del PD in regione, quello che è evidente, per ora, è il decisivo inasprimento delle misure di “sicurezza” di cui si sono dotati i potenti, le classi dirigenti e i padroni in questo Paese, evidentemente in crisi.  

Per ora quello che si evince dagli incontri del G7 è la convergenza sulla guerra/alleanza contro/con il jihadismo sunnita e sull’attacco ai diritti sociali, mentre il braccio armato di questa classe dirigente è sceso a gamba tesa per bloccare ogni forma di dissenso. Gli effetti del decreto Minniti continuano a farsi sentire, e in questa nuova fase che si sta aprendo, sarà necessario fare una riflessione ampia, su come affrontare la situazione senza rimanerne vittime.

 

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