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Il patto neocorporativo porta la firma di Inps, Confindustria, Cgil Cisl e Uil

E’ stata siglata ieri la Convenzione tra Inps, Confindustria, Inl, CGIL-CISL-UIL per l’attuazione del Testo unico della Rappresentanza.

“Grande soddisfazione” è stata espressa da tutti i presenti, molta meno da chi è stato escluso e si batte invece da anni per una rappresentanza sindacale democratica e proporzionale nei luoghi di lavoro. Con la firma della convenzione, ha detto il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, “inizia un percorso nella storia delle nostre relazioni industriali. Percorso che ha come punto d’arrivo l’emanazione di una legge sulla rappresentanza”.

L’accordo siglato prevede che sia l’Inps a verificare i sindacati attivi nel settore privato, attraverso la valutazione di un mix tra iscritti e voti nelle elezioni delle Rsu come avviene nel settore pubblico.

Diversi e assai più negativo è il giudizio espresso su questa convenzione da parte dell’Usb. “La firma della convenzione con Inps, Inl e Confindustria da parte di Cgil Cisl e Uil, sulla raccolta dati per definire la rappresentatività delle organizzazioni sindacali nasconde, e neanche tanto bene, l’esigenza di blindare la rappresentanza dei lavoratori alle sole organizzazioni complici” scrive Usb in una nota, “Archiviando tutte le critiche alla “casta sindacale” per i suoi privilegi, i suoi mastodontici bilanci, le pensioni d’oro dei dirigenti sindacali che hanno tenuto banco per mesi, oggi si è proceduto ad un atto che servirà a impedire il pluralismo sindacale e la possibilità di ogni lavoratore di scegliersi il sindacato che meglio lo rappresenta”.

Con la scusa dei contratti pirata, spesso sottoscritti da confederazioni che oggi siedono al Cnel, e mai da USB, e da fantomatiche organizzazioni datoriali, si limita fortemente la democrazia sindacale. L’accordo del 10 gennaio 2014, che oggi si è ratificato nella parte che riguarda la registrazione delle deleghe e dei voti alle RSU, è un patto tra soggetti privati che però intende regolare la vita sindacale di tutti.
“Se queste sono le premesse per la legge sulla rappresentanza sindacale evocata nel programma del nuovo governo Conte” attacca l’Usb “siamo molto lontani da un impianto democratico che serva a regolare la vita sindacale e i diritti dei lavoratori, che sono invece gli obbiettivi sui quali ci mobiliteremo”.

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