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“Vogliamo sicurezza e garanzie democratiche per il voto amministrativo e politico”

Nella vergognosa crisi politica in corso si giocano come arma di ricatto o di consenso le le elezioni politiche anticipate. Chi non vuol votare dice che c’è la pandemia, chi vuole votare fa finta di non conoscere le condizioni reali nelle quali si voterebbe.

Per noi è evidente che se il sistema va in crisi totale non può essere il mercato dei parlamentari a sostituire il pronunciamento dei cittadini, ma allora dovere di tutte le istituzioni è garantire elezioni sicure e democratiche, cosa che oggi non viene minimamente assicurata.

In ogni caso se alla fine dovesse passare la decisione di non votare, allora si dovrebbe affrontare anche il tema delle amministrative, che coinvolgono milioni di persone, in primo luogo nelle grandi città, per le quali i problemi di sicurezza e di agibilità democratica non sono diversi da quelli delle elezioni politiche.

Le amministrative non sono elezioni di serie B figlie di un Dio minore.

Potere al Popolo chiede che si segua lo stesso criterio sia per le elezioni politiche che per le amministrative. Se non si può votare per il Parlamento in primavera e prima estate, allora si rinviino anche le amministrative, tenendo conto che per esse non c’è il semestre bianco, che impedisce il voto politico in autunno.

Se invece si deciderà per il voto, allora ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica e a tutte le istituzioni perché si garantisca una reale accesso alla campagna elettorale a tutte le forze politiche, tenendo conto della estrema difficoltà nel raccogliere firme e nello svolgere iniziative pubbliche.

Per evitare che le elezioni siano riservate solo a chi ha potere, soldi, accesso alla tv, bisogna abbattere drasticamente la raccolta firme e permettere anche quelle elettroniche, garantire l’accesso paritario a tutti i mass media e una informazione adeguata su tutte le forze in campo, definire regole sicure e uguali per tutti sulle iniziative pubbliche.

In assenza di queste garanzie democratiche elezioni già regolate con sistemi elettorali escludenti sarebbero una ulteriore limitazione dei diritti del popolo italiano.

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