In concomitanza con l’avvio della discussione al Senato di un provvedimento per l’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo e la messa al bando del diritto di critica dell’operato genocida dello stato di Israele, Roma scende di nuovo in piazza contro l’ennesima iniziativa repressiva: il 28 gennaio, alle ore 17, piazza Capranica (sotto Montecitorio) vedrà in strada chi si dichiara “orgogliosamente antisionista” e solidale con il popolo palestinese.
È quello che si legge in un comunicato diffuso in rete dal Forum Palestina, che aggiunge: “non permetteremo che decreti repressivi e leggi liberticide ci zittiscano“. Difatti, come sta succedendo anche in altri paesi, sta venendo ampliato l’apparato repressivo o usato liberamente quello esistente per colpire duramente il movimento di solidarietà con la Palestina.
Dopo le grandi mobilitazioni del settembre e ottobre scorsi, e la due giorni partecipatissima del 28 e 29 novembre, la classe politica ha reagito con ferocia contro chi ha espresso il proprio dissenso. L’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo vuole diventare uno strumento fondamentale di questa limitazione del dibattito e del diritto a manifestare.
Messo sotto pressione dalla critica delle sue complicità nel genocidio israeliano dei palestinesi e avendo perso ogni strumento “egemonico”, la soluzione trovata dal governo è stata quella di centinaia di multe, misure cautelari, arresti infondati e, ora, la cancellazione di qualsiasi possibilità di critica.
“È in corso una vera e propria guerra psicologica per scoraggiare la partecipazione, colpire il dissenso e limitare il diritto costituzionale alla libertà di espressione e di manifestazione“, scrive il Forum Palestina. Una guerra pensata per “colpire il movimento, rendere rischioso e perseguibile esprimere solidarietà al popolo palestinese e denunciare i crimini dello stato di Israele“.
Il primo passo lo aveva fatto Gasparri, con un Ddl presentato ancora prima della grande ondata di mobilitazioni, ma il tema è diventato adesso un terreno di competizione tra le forze politiche tra chi è più sionista e servile. Il Ddl Delrio vuole adottare la definizione che l’IHRA ha fatto di antisemitismo, usata per tappare la bocca a chi vuole ricordare la verità sulla Palestina: usare la condanna dell’antisemitismo per impedire che che venga denunciato un governo genocidiario e che da decenni attua l’occupazione e l’apartheid verso i palestinesi.
È proprio Delrio a dichiararsi soddisfatto dell’arrivo di un testo base di discussione per la nuova legge in occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, con gli emendamenti che verranno presentati il 10 febbraio (il Giorno del Ricordo). Date scelte non casualmente per condurre una guerra ideologica in cui vogliono essere associati ebrei ed italiani come vittime… ma non del fascismo.
Ma il 27 gennaio in Senato si comincerà a discutere per primo il disegno di legge presentato dal senatore leghista Romeo. Il dibattito vero e proprio sulla conversione in legge è prevista al Senato a Marzo per poi passare alla Camera.
“Non lasceremo che il giorno della Memoria – scrivono OSA e Cambiare Rotta nel loro comunicato di lancio di una giornata di agitazione nazionale per il 27 e di adesione alla piazza del 28 – venga strumentalizzato da una classe politica indegna, spesso erede proprio del fascismo, che vuole stravolgere la realtà per colpire chi è solidale con la Palestina“.
“Ancora una volta quindi – continua la nota delle organizzazioni giovanili – si tratta di ripetere che la memoria non è neutra ma un campo di battaglia in cui non possiamo lasciare spazio alla riscrittura della realtà da parte dei servi del sionismo, che oramai detta legge in Italia“. Come ha dimostrato il teorema giudiziario costruito su Hannoun e gli altri palestinesi sulla base di fonti israeliane arrivate direttamente dall’intelligence di Tel Aviv.
Allo stesso tempo, invece, chi ha un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale sulla propria testa come Benjamin Netanyahu può tranquillamente sorvolare i nostri cieli impunito. “È in atto un processo di israelizzazione della società, sostenuto dalla stretta repressiva in italia, in cui chi denuncia un genocidio viene perseguito, mentre chi lo commette viene protetto“, scrive ancora il Forum Palestina.
La nostra finta “democrazia” getta la maschera, trasformando il dissenso e la dialettica politica in un problema di ordine pubblico. Per questo una reale opposizione all’allineamento bipartisan su questa stretta repressiva va portata avanti con forza. Non ne va unicamente della solidarietà internazionalista con il popolo palestinese, e della rottura degli accordi di complicità siglati da enti e aziende del nostro paese.
Ne va della possibilità di esprimere la propria contrarietà alla più generale deriva bellicista, all’economia di guerra che passa anche dal finanziamento e dagli armamenti venduti all’IDF per perpetrare il genocidio dei palestinesi. Il 28 gennaio, alle 17, ci vediamo a Roma, in piazza Capranica, per impedire questa stretta repressiva che vuole porre una pietra tombale sulla questione palestinese in Italia e sulle complicità del nostro sistema.
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Franco
per il 31 gennaio la “sinistra per bene” ha lanciato una manifestazione contro il fascismo per Roma città aperta. che dire: ci si oppone al fascismo ideale, il fascismo reale rappresentato dalle leggi liberticide, presentate anche da questi bei figuri ( vedi Delirio) non interessa. ancora una volta VERGOGNA!
Frank Alain Madausa
la approveranno comunque e avrà voti a favore 90% astenuti 9% contrari 1% in quanto tutti i partiti sono niente altro che burattini dei sionisti