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Un’escalation di “sicurezza” per svuotare le piazze

Siamo abituati da decenni ai “due pesi e due misure” applicati dai governi occidentali – tutti, senza eccezione alcuna – quando si tratta di qualificare “atti di violenza”. E non solo quelli, ma ne riparleremo…

Con un governo post-fascista ma fortemente nostalgico, le cose vanno assumendo contorni decisamente più netti. “Trumpiani”, si potrebbe dire, ossia senza il velo delle “regole democratiche”, dei “diritti umani” a targhe alterne ed altre giustificazioni un po’ fasulle…

Ieri sera a Torino, dopo una grande e pacifica manifestazione di oltre 50.000 persone (dati ammessi persino da qualche televisione molto mainstream, ma non dalla questura, come al solito), uno sbarramento abnorme di polizia ha impedito al corteo di raggiungere l’oggetto della manifestazione, ovvero la sede sgomberata del centro sociale Askatasuna.

Non stiamo parlando di un “obiettivo sensibile”, di un “centro del potere” da proteggere, ecc, ma si un palazzo vuoto, parzialmente dichiarato inagibile, dal valore – si direbbe nel mondo immobiliarista – puramente “affettivo e simbolico”.

Affetto peraltro testimoniato dagli abitanti del quartiere che hanno scoperto – chi prima, chi solo dopo lo sgombero – che quel luogo era l’unico che fornisse qualche “servizio sociale e culturale” nella zona.

Bene. Sia lo sgombero “natalizio”, sia l’esercito schierato ieri “a protezione dell’immobile”, sono stati due atti di provocazione politica miranti a innescare una risposta già incasellata – secondo facili schemi consolidati – tra gli atti di “guerriglia” e via delirando (chi ha visto qualche guerriglia, in giro per il mondo o anche nell’Italia di qualche decennio fa, sa che non c’è paragone possibile con quelli di ieri a Torino).

A gettare benzina sul fuoco è arrivato poi anche un video postato dall’ex parlamentare del cosiddetto “partito democratico”, Roberto Esposito, un tempo autodichiaratosi nemico assoluto dei NoTav e massimo amico dei costruttori impegnati a sventrare la Val Susa.

Il video mostra un gruppo di “antagonisti” prendere a calci un poliziotto rimasto isolato nelle cariche, paradossalmente ostacolato nei movimenti da tutte le protezioni che trasformano in robocop le “forze dell’ordine” e quindi finito a terra.

In un attimo tutta la politica e la stampa manistream cancellano manifestazione, ragioni, interessi e obiettivi di una protesta popolare ampiamente partecipata. Tutto quel che c’è da “discutere” è quella scena. Senza un prima, senza storia, senza “ragioni”, cause, azioni e ritorsioni…

Eppure nella stessa strada, poco prima, era stata registrata una scena assolutamente uguale, ma a parti invertire. Un manifestante caduto a terra, circondato prima da alcuni poliziotti (o carabinieri, non si capisce bene) che lo manganellano ad libitum e poi da uno solo, apparentemente preso da un raptus irrefrenabile.

E, man mano che vengono pubblicati altri video, emergono altri episodi di “pestaggio di gruppo” da parte di agenti contro manifestanti palesemente disarmati. Per esempio questo

Persino un innocuo fotografo ha subito la stessa sorte. Forse i poliziotti hanno imparato dall’Idf a Gaza: “niente testimoni”…

Il pestaggio dell’agente è stato qualificato dalla presidente del consiglio addirittura come “attacco allo Stato”, come supporto all’ennesimo “pacchetto sicurezza” da approvare in tempi rapidi (“un pacchetto sicurezza al giorno leva le proteste di torno”…). Quello dei manifestanti indifesi e senza “protezioni”, quindi sicuramente usciti peggio dal pestaggio, non viene neanche nominato. E nel caso sarebbe rivendicato come “legittimo” (lo hanno detto persino del rapimento di un presidente in carica come Nicolas Maduro).

La conclusione è semplice.

Non conta nulla “l’atto in sé”, ma solo chi lo agisce. Quelli del potere – che sia il governo italico o quello statunitense – sono sempre “giusti” e comunque giustificati. Quelli di chi resiste – la Resistenza è un comportamento vitale – sempre da condannare. Addirittura “terrorismo” (altra parola che si è dimostrata un semplice adesivo da appiccicare ai “nemici”).

E’ una logica alla “israeliana”. E’ un salto di qualità nelle pratiche di governo… Un’escalation di “sicurezza” per svuotare le piazze, sapendo bene che non si ha niente da offrire se non bassi salari, pensioni solo alla morte, sanità a pagamento, una scuola-caserma e, sullo sfondo, una bella guerra.

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12 Commenti


  • Angelo

    il potere usa tutto mica sono scemi , e il discorso siccome i carabinieri prima hanno picchiato un manifestante non giustifica quel gruppetto di manifestanti che picchia il poliziotto. Non possiamo pensare di allargare le alleanze a pezzi di società se poi si vedono quelle scene di guerriglia ( non tutti sta nno con il bilancino a vedere se è meno cruenta degli anni 70) e ne possiamo pensare di fare manifestazioni soltanto con i militanti puri e duri. 50000 manifestanti è un bel risultato ma bisogna tenerli e aumentarli ma gli scontri non aiutano , inutile negarserlo


  • Avv alessandro balicu

    qualcuno potrebbe proporre la medaglia d oro per coloro i i quali per legittima difesa hanno reagito alla violenza gratuita della polizia al sevizio di un governo fascista alleato del mafioso trump del nazista netaniau e del drogato zelenski


  • Gianleonardo

    La violenza è sempre da condannare e non va incoraggiata in nessun modo.
    Non siamo in guerra e non è scoppiata la rivoluzione!
    La violenza di alcuni componenti delle forze dell’odine (da condannare senza se e senza ma) è sicuramente incoraggiata dal tipo di addestramento ricevuto, dai messaggi provenienti dal Governo, dai resoconti faziosi di alcuni giornali:
    su elementi potenzialmente sadici o psicopatici, tutto questo ha un effetto devastante e ne vediamo, purtroppo gli esiti.
    Gli agenti con una personalità normale, fanno il loro dovere, (devono comunque fare il loro lavoro) ma non si lasciano andare a certi eccessi.
    La scena dell”agente, a terra, colpito in modo violento e ripettuto da un gruppetto di deliquenti, (trovate una definizione più precisa per i vigliacchi che si accaniscono contro un uomo ormai solo ed inerme) mi indigna nello stesso modo in cui mi indigna vedere persone anche loro inermi colpite da certi “agenti di polizia” che non dovrebbero, in nessun caso, essere “dipendenti dello Stato”.
    Del povero agente massacrato mentre era a terra mi ha colpito il fatto che, pur aggredito da molte persone (persone?) anche con l’uso di armi improprie, non ha messo mano alla pistola d’ordinanza:
    “l’impaccio degli indumenti prottetivi” avrà sicuramente limitato la sua mobilità, ma estrarre una pistola e sparare, non richiede grandi doti acrobatiche! (… non leggete la cronaca? non vedete quanta “gente rispettabile” spara contro un ladruncolo in fuga e poi invoca la “leggittima difesa”?)
    Solo per questo, ha tutta la mia ammirazione di cittadino e di comunista.
    Quanto a quel centinaio di esagitati che ha messo in atto questa indegna messa in scena di gratuita violenza, siete proprio sicuri che possano essere da noi definiti “compagni”?
    La Storia ci insegna che lo squadrismo è fascista: se ne avessi la possibilità, approfondirei questa “indagine”: è arrivato il momento di creare una discriminante tra chi lotta per avere un mondo migliore e chi si intrufola (o viene intrufolato?) nelle manifestazioni per creare il caos (o il precedente che giustifichi la reazione?)
    Continuo a pensare che mai come in questo periodo è necessario avere nervi saldi e grande razionalità.


    • Redazione Contropiano

      comunque, se per caso fosse sfuggito, SIAMO in guerra (con la Russia, l’Iran e appoggiando il genocidio dei palestinesi…)
      Solo che stiamo nelle retrovie, e sembra che stiamo in pace..


  • Luciano Seller

    conviene al movimento che alcuni dimostranti agiscano in questo modo? Se non conviene, cosa si può fare?


  • antonio D.

    domanda per un …amico? Magari c’è qualcuno che sappia spiegarmi meglio la funzione; il significato – o cosa possa saper dire – avere il:: “monopolio della forza”? E ancora: chi l’ha e chi la gestisce? …in nome di chi poi?
    Salut


    • Redazione Contropiano

      Il “monopolio della forza” significa che solo lo Stato è legittimato ad usarla, istituzionalmente (ossia con gli organi preposti e secondo le leggi esistenti). Ovviamente lo Stato è una categoria, poi bisogna vedere chi lo governa, come, quanto coerentemente con le leggi e la Costituzione, se in favore della popolazione tutta o soltanto di alcune classi, ecc. Fuori di quei limiti anche la violenza dello Stato è “illegittima”. Esempio: le stragi di Stato…



  • Gianleonardo

    Redazione Contropiano
    1 Febbraio 2026 15:40

    comunque, se per caso fosse sfuggito, SIAMO in guerra (con la Russia, l’Iran e appoggiando il genocidio dei palestinesi…)
    Solo che stiamo nelle retrovie, e sembra che stiamo in pace..
    ____________________________________________________

    Grazie delle informazioni, ma posso assicurarvi che mi tengo anch’io aggiornato, nei limiti del possibile.
    Intendevo dire (e credo fosse chiaro) che i cinquantamila che hanno manifestato a Torino erano a Torino, non in “zona di guerra”.
    (In ogni caso, da quel poco che ricordo del mio ormai antico “servizio militare di leva”, anche in “zona di guerra” accanirsi contro un “nemico” inerme, ferito e disarmato non è consentito (non era?) nè dal Diritto internazionale nè dal nostro Codice Penale Militare; del resto, sempre da quel che ricordo, anche nella, spesso vuota, retorica dei militari, non è certo considerato un comportamento “glorioso” o da incoraggiare).
    La nostra retorica dovrebbe avere come punto di riferimento un minimo di principi etici (oltre a tutto il resto, naturalmente).
    Rimaniamo seri e alleniamoci, quantomeno, a valutare le conseguuenze del nostro agire e dell’agire di chi, anche solo occasionalmente, sta con noi o vicino a noi.
    Comprendo che è difficile non reagire alle provocazioni dei “reparti anti sommossa” (anche in questo caso evidenti e documentate) ma dobbiamo, testardamente, educarci proprio a questo.
    Noi siamo l’embrione della società giusta del futuro: chiariamo, in ogni occasione, che non abbiamo niente da spartire con i provocatori e con gli squadristi.


  • Robby

    Coloro che hanno qualche anno sulle spalle ricorderanno che per evitare che durante le nostre mobilitazioni si verificassero azioni come quelle a cui abbiamo assistito ieri a Torino, si impiegavano servizi d’ordine per evitare il peggio. Sarebbe il caso di non dimenticare poiché la famigerata legge Reale ce la regalarono coloro che spesso usavano le piazze come pretesto per una violenza, quasi sempre immotivata.


    • Redazione Contropiano

      Ricordiamo tutto. Anche e soprattutto che non si lasciano compagni da soli nelle mani della polizia, finché è possibile.
      Leggiti l’articolo di domani, e risparmiati giudizi basati su poca conoscenza dei fatti attuali…


  • Antonio Dori

    1 – Siamo in guerra, anche in casa nostra.
    2 – Tutte le rivoluzioni sono state precedute da violenti episodi, lotte, manifestazioni.

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