Menu

Giù le mani dal Venezuela, liberate Maduro e Flores. Domenica assemblea nazionale a Roma

Ieri in diverse città italiane, a un mese dal rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores, si sono svolti presidi e sit in di denuncia. A Roma, si è tornati a manifestare sotto l’ambasciata degli Stati Uniti, così come nelle città dove sono presenti i consolati USA.

La nuova giornata di mobilitazione nazionale di ieri sotto ambasciate, ha rilanciato l’appuntamento di una assemblea nazionale di confronto e rilancio a Roma domenica 8 febbraio dalle Ore 10 al Nuovo Cinema Aquila.

Al momento all’iniziativa hanno aderito il Comité internacional de América Latina y Caribe (Milano); Asamblea Nacional Ciudadana Ecuador; Piattaforma Progressista Latiamericana; Rete dei Comunisti; Potere al Popolo; Cambiare Rotta; Osa; Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba; Cred; Unione Sindacale di Base; Movimento per il diritto all’abitare; Csoa Macchia Rossa; Csoa Intifada Roma; la redazione di Contropiano; Patria Socialista; Confederazione dei comunisti di Roma; Partito Comunista di Unità Popolare, Associazione La Rossa -Lari, Circolo Arci Agorà di Pisa, Collettivi Autorganizzati Universitari. Le adesioni sono in aggiornamento.

L’attacco alla Repubblica Bolivariana del Venezuela da parte degli Stati Uniti nei primi giorni di gennaio ha reso esplicito cosa intendessero gli USA con l’espressione “ripristinare il primato americano nell’Emisfero Occidentalecontenuta nel documento sulla Sicurezza Strategica reso pubblico dall’amministrazione Trump.

Le ambizioni degli Stati Uniti però non sono solo dirette contro il Venezuela, ma riguardano tutti i Paesi di Nuestra America che devono essere trasformati in semplici territori da cui poter sfruttare le risorse, dal petrolio alle terre rare, dalle immense risorse di acqua dolce a una forza lavoro “usa e getta” (vedi la caccia agli immigrati nelle maggiori città statunitense).

Le mobilitazioni avvenute subito dopo il sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores e le manifestazioni del 10 gennaio scorse – svolte in una trentina di città italiane – sono state un primo importante segnale contro l’imperialismo, anche grazie al protagonismo delle componenti progressiste delle comunità latino-americane presenti in Italia. In quelle piazze si è riversato la parte più avanzata del movimento che nei mesi scorsi ha bloccato il Paese in solidarietà alla Palestina, creando una convergenza importante per dare continuità ad un movimento antimperialista e contro tutte le guerre.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *