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Il NO sociale definisce le tappe verso manifestazione del 14 marzo e referendum

Il Comitato per il NO sociale al referendum costituzionale del prossimo marzo, ha cominciato a scaldare i motori sia verso la manifestazione nazionale a Roma del 14 marzo sia nell’articolazione di quella che sarà una campagna politica e referendaria allo stesso tempo.

L’appello del Comitato che ha lanciato la manifestazione continua a circolare nel paese e ad essere discusso con interesse raccogliendo nuove adesioni.

Da un lato stanno aumentando le adesioni alla manifestazione, dall’altra le varie realtà stanno approntando le caratteristiche e i materiali con i quali articolare l’iniziativa nelle prossime settimane fino al referendum del 22 e 23 marzo.

Il No sociale infatti consente di declinare anche sugli specifici fronti di lotta – da quello sindacale a quello studentesco a quello territoriale – il No tutto politico alla controriforma costituzionale sulla giustizia e al governo Meloni.

Giustamente nell’ultima riunione del Comitato per il NO sociale è stata sottolineata la stretta connessione progettuale del governo tra questa controriforma costituzionale e quelle, del tutto speculari, sull’autonomia differenziata, il premierato e i ripetuti decreti sicurezza, tutte misure tese a definire un nuovo assetto di potere “decostituzionalizzato” e autoritario.

La declinazione di un NO sociale è una opportunità/necessità che, come al solito, le forze del centro-sinistra non intravedono mai nei loro periscopi offuscati da un politicismo che ha regalato alla destra fin troppi spazi. Anche per questo il percorso avviato definisce se stesso come “antagonista” alla destra ma “alternativo” a centro-sinistra.

Se è vero che il tema del referendum è la controriforma della giustizia, è anche vero che senza una capacità di spiegare la posta in gioco in tutta la sua complessità, rischia di limitare fortemente una occasione di chiarezza e di affrontamento verso il governo e la sua strategia autoritaria.

Tra gli appuntamenti centrali programmati in vista della manifestazione nazionale del 14 marzo, ce ne saranno due centrali il 6 marzo (a Roma) e il 9 marzo (a Milano) dove, insieme ai giuristi, saranno presenti e prenderanno parola le realtà delle lotte sociali, sindacali, studentesche.

Nel frattempo gli studenti e docenti daranno vita ad una capillare campagna di informazione nelle scuole e negli atenei, anche se nelle prime dovranno fare i conti con i diktat del ministro Valditara che pretende ovunque “il contraddittorio” tra il Si e il NO. Il governo e la destra pensavano di vincere il referendum a mani basse ma adesso cominciano ad avere paura.

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