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Le ingerenze della destra sulle scuole. Stilata la “lista nera” di chi non ha celebrato Il Giorno del Ricordo

Il “Giorno del Ricordo”, fortemente voluto dalla destra al governo nel 2004 per creare una giornata nazionale da contrapporre al 25 Aprile, da ventidue anni ha la pretesa istituzionale e politica di essere adeguatamente celebrato nelle scuole.

Il 10 febbraio di ogni anno intende ricordare i morti italiani nelle foibe a seguito delle ritorsioni jugoslave del 1945 nelle terre di confine in Dalmazia e nel Carso.

Rifiutata ogni argomentazione di contesto storico, nel quale andrebbero contemplate anche le atrocità commesse dalle truppe e dai fascisti italiani contro le popolazioni slave negli anni precedenti, la destra neofascista ha sempre utilizzato i morti delle foibe come una clava storica, ideologica e politica per legittimare il fascismo attraverso la denuncia delle violenze dei partigiani jugoslavi e italiani.

Inutile dire che il carattere strumentale e vendicativo del “Giorno del Ricordo” fa fatica ad essere assunto come momento commemorativo e memoria comune nel paese.

Di fronte a questa difficoltà la destra ha deciso di stilare una sorta di lista nera delle scuole italiane dove, secondo il deputato di Fratelli d’Italia Rampelli e altri nove parlamentari del medesimo partito, la giornata non è stata celebrata adeguatamente.

In una interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara, Rampelli denuncia che “in molte istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, non verrebbe dato adeguato seguito alle suddette iniziative in occasione del «Giorno del Ricordo»: è il caso del Liceo Classico G.B. Vico e Liceo Scientifico Filippo Masci di Chieti, del Liceo Classico Dante Alighieri di Latina, dell’Istituto Galileo Galilei di Latina, del Liceo Gb Grassi di Latina, dell’Istituto Crescenzi Pacinotti Sirani di Bologna o dell’Istituto istruzione superiore «G.B. Vaccarini» Catania”. L’on. Rampelli sembra prestare particolare attenzione alle scuole disobbedienti in due feudi della destra come Chieti e Latina.

Ma dopo questa striminzita lista di scuole a livello nazionale, l’on. Rampelli dettaglia assai più ampiamente quante scuole della Capitale non si sono adeguate alle celebrazioni del “Giorno del Ricordo”. E qui la lista si allunga a dismisura.

Da testimonianze raccolte, a esempio, risulta all’interrogante che nelle citate scuole romane sarebbero stati totalmente ignorati gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato” scrive il deputato di FdI. E giù con la lista nera:

Liceo Classico «Torquato Tasso»; Liceo Scientifico Statale «Augusto Righi»; Liceo Classico Statale «Plinio Seniore»; Liceo Scientifico Statale «Enrico Fermi»; Liceo Classico Statale «Vincenzo Gioberti»; Istituto di Istruzione Superiore «Rosario Livatino»; Liceo Scientifico Statale «Galileo Galilei»; Liceo Scientifico Statale «Giorgio De Chirico»; Liceo Scientifico Statale «Evangelista Torricelli»; Liceo Scientifico Statale «Leon Battista Alberti»; Liceo Scientifico Statale «Isaac Newton»; Liceo Classico Statale «Cornelio Tacito»; Liceo Scientifico Statale «Blaise Pascal»; Liceo Scientifico Statale «Margherita Hack»; Liceo Scientifico Statale «Giuseppe De Santis»; Liceo Classico Statale «Benedetto Croce»; Liceo Scientifico Statale «Charles Darwin»; Liceo Scientifico Statale «Jean-Jacques Rousseau»; Liceo Scientifico Statale «Primo Levi»; Liceo Scientifico Statale «Giuseppe Peano»; Liceo Classico Statale «Camillo Cavour»; Istituto Tecnico Aeronautico Statale «Francesco De Pinedo»; Liceo Classico Statale «Orazio»; Istituto di Istruzione Superiore «Papareschi»; Istituto di Istruzione Superiore «Johannes Keplero»; Liceo Scientifico Statale «Giovanni Vivona»; Liceo Scientifico Statale «Ettore Majorana»; Liceo Scientifico Statale “Federigo Enriques”; Liceo Classico Statale «Anco Marzio»; Liceo Scientifico Statale «Michael Faraday»; Liceo Scientifico Statale «Paolo Toscanelli»; Liceo Classico Statale «Platone»; Liceo Classico Statale «Socrate»; Liceo Artistico Statale «Mario Mafai».

In pratica di tratta quasi della maggioranza dei licei di Roma. Colpisce la sproporzione tra la ricognizione sulle scuole “inadempienti” o “disobbedienti” a livello nazionale e quella sulla Capitale. Viene da chiedersi se l’on. Rampelli non abbia mai sentito una nota canzone su “Roma come città ribelle e mai domata”.

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Sulla lista nera delle scuole stilata dell’on Rampelli pubblichiamo il comunicato prodotto da Usb-scuola e dagli studenti e studentesse di Osa:

Il vicepresidente della Camera – l’ex missino e oggi Fdi Fabio Rampelli – scheda le scuole che non ricordano adeguatamente le foibe, e chiede a Valditara di intervenire. Sono 41 istituti, la maggior parte romani e con una storica tradizione di lotta e mobilitazione quindi “scomodi” per il governo, raccolti in una lista presentata alla Camera ma pubblica e consultabile online.

Chi ha stilato questa lista per Fratelli d’Italia? Con quale criterio vengono indicate queste scuole? Servivano a questo le schedature dei professori “di sinistra” fatte dalle giovanili di Fdi?

Come USB Scuola e Osa denunciamo questa grave ingerenza: è chiaro il tentativo del Governo di mettere le mani sulle scuole per imporre la propria linea politica. Non c’è scritto da nessuna parte che le scuole siano tenute a organizzare iniziative sulle giornate indette dal Ministero né sulle foibe, tanto più se è una vicenda avvolta dal revisionismo storico e utilizzata dal neofascismo per legittimarsi e immettersi nelle scuole, contestata dalle scuole e studiosi.

Come nella peggiore tradizione fascista, Rampelli vuole scuole irregimentate, “entusiaste” per le giornate care al Governo, controllate dal Ministero – soprattutto se istituti scomodi e liberi. E se non lo sono vanno schedate e segnalate.

Basta schedature, basta ingerenze, basta fascismo aziendale negli istituti. Giù le mani dalle scuole!

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