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La clava della “guerra ibrida” anche sugli scontri di Milano. Perchè la cosa non ci sorprende?

Prevedibile, attesa e puntuale come un raffreddore in autunno, sta ormai circolando la tesi secondo cui gli scontri di Milano e le manifestazioni contro il carovita nelle città sono in realtà azioni di “guerra ibrida” da parte della Russia. Per essere onesti occorre ammettere che ancora non vengono date indicazioni di colpevolezza così perentorie, ma anche qui è solo questione di giorni.

E’ doveroso rilevare come l’input principale sia arrivato “dall’alto”, e cioè dal presidente Mattarella, uno degli esponenti istituzionali più convinti che occorra scontrarsi con la Russia nella guerra in Ucraina. Poi, sulla scia è arrivato subito anche il ministro della Difesa Crosetto.

Ma già domenica sera questa tesi veniva fatta circolare in ambienti collaterali alle istituzioni: da Rosi Bindi a “La 7” al quotidiano “Il Riformista”.

In realtà, come dicevamo poc’anzi, nessuno è stato esplicito accusando direttamente la Russia di esser dietro le migliaia di ragazzini che hanno sconvolto il salotto buono di Milano e le piazze in altre città italiane lo scorso sabato.

Fin qui è stato tutto un susseguirsi di illazioni che però lasciavano intendere come dietro il caos nelle metropoli ci fosse Mosca. In alcuni casi come fonte credibile dell’informazione viene indicato addirittura Zelenskji, il che è tutto dire.

Lunedì, era stato il giornale filo-sionista e filo-Nato Il Riformista a dare la stura all’ossessione sugli scontri a Milano come episodio di guerra ibrida.

“La strategia del caos, l’incertezza necessaria, il disordine costante sono gli ingredienti con cui qualcuno, oltre frontiera, e una volta si sarebbe detto oltrecortina, vorrebbe preparare l’avvio della campagna elettorale. Destabilizzando le democrazie” ha scritto Il Riformista.

Poi martedì mattina è stato il quotidiano filo-sionista e filo-Nato La Stampa a “interpretare” le parole del Presidente Mattarella e a piegarle più nettamente alle esigenze della propaganda.

Lo ha fatto con un titolo ad effetto: “Scontri, Mattarella evoca “soggetti inediti”. Il governo sospetta una regia russa dietro le violenze. Nelle parole del Colle l’allusione a una possibile regia russa”.

Un titolo forte che andava però corroborato da indicazioni concrete, e qui il quotidiano che gli operai torinesi chiamavano significativamente “La Busiarda”, nell’articolo sì è dovuto decisamente arrampicare sugli specchi:

“A chi si riferisce l’uomo del Colle, che di certo non parla a caso? La risposta arriva da fonti di alto livello del governo, del ministero della Difesa ma anche dei partiti di maggioranza e di opposizione, soprattutto del Pd. Non hanno alcun dubbio sul fatto che Mattarella si riferisse anche a una possibile regia russa. Non c’è nulla di esplicito, sia inteso”, scrive per cautela l’articolista de La Stampa/La Busiarda.

Ed ancora: “Non ci sono prove che Mosca stia manovrando le comunicazioni social o addirittura infiltrando i manifestanti, ma sarebbe falso non ammettere che l’intelligence, su input del governo, stia seguendo ogni pista”.

Non contento, lo stesso giornale si produce poi in un altro articolo che chiama in causa il presidente della Confesercenti di Napoli come possibile agente della guerra ibrida di Mosca. Scrive infatti la Stampa: “Vincenzo Schiavo. Nella vita di tutti i giorni è il presidente della Confesercenti Campania e ieri, in queste vesti, si trovava alla prefettura di Napoli, al tavolo convocato con le categorie interessate dalla protesta dei camionisti che, contro il caro carburanti, hanno bloccato strade e autostrade. La sua presenza incuriosisce perché Schiavo è console onorario di Mosca e da giorni l’intelligence e il governo sospettano che possa esserci lo zampino della propaganda russa sul caos che sta attraversando l’Italia. Studenti, migranti, autotrasportatori e pura rabbia che si sovrappongono in manifestazioni organizzate sui social, tra profili anonimi e capipopolo improvvisati”.

Illazioni piuttosto infamanti e da querela, decisamente.

A dare manforte e amplificazione agli ossessionati evocatori della guerra ibrida da parte della Russia contro l’Italia e l’Europa, sono poi arrivate pagine attive in rete come Open (la riserva online di Chicco Mentana) o la finora sconosciuta pagina “L’Atlantista” – un nome, una confessione – che ha addirittura pubblicato una mappa delle manifestazioni in Europa come prova dell’ingerenza russa (vedi qui di lato).

L’Atlantista afferma che la mappa delle manifestazioni e degli scontri in Europa è comparsa su Rybar, “una delle più importanti strutture di propaganda filorussa, fondata da un ex appartenente all’apparato comunicativo della Difesa russa e con legami documentati con l’ambiente di Prigožin”. Addirittura…

Infine, non poteva certo mancare, e forse potrebbe essere stato l’ispiratore di tutta questa campagna sulla guerra ibrida dietro gli scontri di Milano, è arrivato il ministro della Difesa Crosetto, che proprio alla minaccia della guerra ibrida aveva dedicato un dossier presentato a novembre dello scorso anno al Quirinale.

Cosa ha detto il ministro Crosetto intervenendo ad un forum sulle forniture alla Difesa?

“I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca”.

Ma il ministro si è lasciato andare anche a considerazioni di carattere decisamente ideologico su quanto avvenuto a Milano.

“Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni” – ha sottolineato Crosetto – “non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione, se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche”.

Dunque il problema non sarebbe solo una improbabile guerra ibrida che mira addirittura a far abbassare le vetrine ai negozi del lusso di Milano, ma addirittura l’esistenza di una “controeducazione” che fuorvia le nuove generazioni. E qui ovviamente si apre un vero e proprio vaso di Pandora,  come esplicitato dallo stesso Crosetto nel sopracitato dossier sulla ‘guerra ibrida’ presentato al Consiglio Supremo di Difesa.

Crosetto, in una intervista alla BBC, ha affermato piuttosto chiaramente di fregarsene del fatto che la maggioranza dell’opinione pubblica sia contraria alla guerra e agli aiuti militari all’Ucraina o che i ragazzi abbiano fatto sapere chiaramente che a “morire per Kiev” non ci pensano proprio. Ha ammesso esplicitamente che “non si può cedere all’opinione pubblica”, non solo: “Se gli italiani non vogliono più armare Kiev, è colpa di una campagna di disinformazione condotta da Mosca”.

Nella logica del ministro della Difesa per controeducazione si possono intendere dunque anche gli insegnanti pacifisti, antirazzisti o solidali con la Palestina; le testate di informazione alternativa ai mass media ufficiali e guerrafondai; le organizzazioni giovanili di opposizione, ovvero tutto lo spettro di input dissonanti da quelli dell’establishment.

Il “nemico interno” come emanazione del “nemico esterno”, in un Paese dove altrimenti tutto andrebbe benissimo, la gente è benestante, nessuno soffre il minimo problema, ecc.

Mentre sulla Francia il gruppo parlamentare europeo dei Conservatori e Riformisti ha già chiesto di mettere fuorilegge La France Insoumise perché appoggia le manifestazioni, in Italia stanno costruendo una società-caserma, inviando centinaia di militari sul campo a Milano – come ha fatto più o meno Trump con la Guardia Nazionale a Minneapolis e nelle altre città statunitensi – varando nuovi e liberticidi decreti sicurezza, criminalizzando anche i ragazzini, chiudendo gli spazi di agibilità e accessibilità elettorale e creando le condizioni affinché chi si oppone all’economia di guerra e alla guerra vera e propria debba essere considerato non un oppositore politico ma un agente della guerra ibrida di Mosca.

Per questo motivo chi “prende sempre le distanze” da quello che accade alla fine sta facendo un favore al governo. In questa situazione, al contrario, è necessario tenere politicamente la schiena dritta e la testa alta, e contrastare questa narrazione tossica metro per metro, parola per parola.

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1 Commento


  • Carla

    Se penso a come ha agito la Nato ovunque, mi viene invece da pensare che “la controeducazione” venga invece proprio da lì perché serve a creare quelle tensioni che giustificano il pugno duro sulla popolazione.che giustamente non ne può più di questo governo.
    La storia purtroppo si ripete.
    in certe immagini di Milano, non si vede un poliziotto mentre vengono rotte le vetrine!!

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