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Nasce il “Movimento universitario autorganizzato – Catania”

Muove i primi passi il "MOVIMENTO UNIVERSITARIO AUTORGANIZZATO – CATANIA", che, ufficialmente , ha partecipato, con un proprio striscione antimperialista, al corteo del 21 ottobre scorso, in occasione dello sciopero generale indetto dall'USB.

"Le verità di fatto – dicono i giovani come premessa alla loro scelta di dare vita a questo movimento – che l’esistenza tiranna evidenzia alla nostra attenzione, ci impongono il dovere alla riflessione. È giusto chiedersi se la strada che l’uomo ha costruito nel corso dei secoli, e sulla quale noi oggi ci ritroviamo a correre (o per meglio dire a rincorrere, non sapendo bene chi o cosa), rappresenti davvero la scelta migliore per questo tanto agognato progresso. L’uomo ha rinnegato il suo dover essere uomo nel momento in cui ha accettato di poter essere oggetto. Facendosi oggetto è diventato strumento, e diventando strumento si è piegato alla logica dei prodotti. Oggi ogni uomo rappresenta un prodotto, un prodotto in cui il suo essere non è nemmeno un fattore richiesto. Partendo da queste semplici considerazioni di carattere generale di per sé evidenti ad un occhio non del tutto cieco, ci imponiamo l’obiettivo di dimostrare che un’alternativa è possibile, che un’alternativa è necessaria affinché l’uomo si riappropri della propria esistenza così da poter aspirare alla vita. E' all'interno di questa piccola premessa che vogliamo inserirci, per poi snodare meglio il discorso: siamo degli studenti iscritti all'Ateneo di Catania che da qualche settimana si incontrano e dibattono sulla figura dello studente all'interno dell'università, su cosa sia diventata oggi quest'istituzione, perché, per chi, quando e come, e su cosa invece dovrebbe essere, e quindi quali possono essere gli strumenti e i modi che noi studenti possiamo creare dal basso, in maniera autorganizzata, affinché si possa costruire una valida alternativa, ideale e concreta, sociale e politica, all'interno di questo spazio culturale".

Il primo "reale obiettivo" degli autorganizzati è quello di far maturare all’interno dell’ambiente accademico "una coscienza tale che serva in primis a rivedere e rivalutare la figura dello studente, a riscoprirne le sue capacità e potenzialità e a metterle in pratica".

"Per utilizzare nel miglior modo possibile gli spazi accademici – sostengono i compagni universitari- è necessario riesumare l’idea che L’UNIVERSITÀ, È VITA COLLETTIVA, è spazio adibito alla crescita personale che sfocia nel collettivo, così come un’affluente termina il suo corso in mare. È officina del pensiero; luogo di libero scambio, dove il confronto dialettico dev’essere certo tanto quanto l’alternanza del giorno e della notte. Immaginate un università piena di esseri pensanti, di studenti che non scappano dopo aver controvoglia seguito le loro stupide lezioni; immaginate un'università dove lo studente non viva il suo diritto allo studio come tappa formativa obbligatoria per un'eventuale ricerca futura di un lavoro e di un guadagno migliore. Immaginare di vivere l’università come possibilità di crescita collettiva è l’ideale da rispolverare e dai cui ripartire.

Per far sì che lo studente assuma consapevolezza delle proprie potenzialità e capacità, e per far in modo che gli spazi accademici possano essere rivisitati in chiave collettiva, luoghi di sapere condiviso, luogo di diffusione culturale nella totale orizzontalità, pensiamo sia necessario riappropriarsi degli spazi di questo Ateneo proprio perché vogliamo sottrarre forza a chi ha reso l'università un'azienda (attraverso le logiche del profitto espresse dalle diverse riforme snodate in venticinque anni circa, da Ruberti ieri, alla Giannini oggi, e sotto il volere di organismi politici, economici e finanziari sovrannazionali che di fatto hanno destrutturato tutto ciò che di sociale dovrebbe esistere in un “Paese” – comunità) e creare valide alternative che poggiano su idee e concezioni diverse da quelle dominanti".

Concludendo, i compagni del MOVIMENTO UNIVERSITARIO AUTORGANIZZATO – CATANIA, evidenziano il loro obiettivo: "E' nostro obiettivo ribaltare i valori della società capitalistica (individualismo, competizione, egoismo) che stanno dilaniando la dignità di una specie e l’incolumità di un intero pianeta, ma non dimenticarli così che il ricordo possa servire da monito per le generazioni future.

L’invito è a migliorare se stessi contemplando un cambio di prospettiva che porti a vedere nel prossimo un amico con cui crescere e non un nemico da sconfiggere, che veda nell’università un mondo di possibilità da poter concretizzare e non un fardello da cui liberarsi, che vede nel professore una guida e non un inquisitore.

La nostra attività sottintende la fiducia al cambiamento e questa fiducia non è un atto irresponsabile o utopistico ma è la semplice constatazione che fin quando l’uomo sarà padre dei suoi mali sarà anche il detentore delle sue soluzioni".

 

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