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Campania. De Luca e Meloni vogliono privatizzare l’acqua

Il 30 novembre 2023 è scaduta la concessione della grande distribuzione dell’acqua, ma la Regione Campania non ha provveduto ad affidarne il servizio. Il Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica ribadisce la richiesta di una gestione tramite una società interamente pubblica e il ritiro della delibera di Giunta regionale n.312 del 2023 che prevede l’affidamento del servizio ad una società con il 49% ai privati.

Su queste richieste una nostra petizione ha raccolto oltre 27.000 firme ed altre 9.000 sono state raccolte da Cittadinanza attiva . Le grandi multiutilities del Nord Italia quotate in borsa (Italgas, Iren, Hera) sono interessate ai notevoli e sicuri profitti che la gestione della grande distribuzione dell’acqua garantisce.

Queste stesse multiutilities sono interessate ad entrare in “Acque del Sud”, società mista pubblico-privata che partirà il prossimo 1 gennaio 2024, voluta dal Governo Meloni per la gestione dei grandi invasi, con relative centrali elettriche, del Sud Italia (ex EIPLI).

In prospettiva si prevede di fare confluire in “Acque del Sud” tutti i grandi invasi e tutte le reti della grande distribuzione del Sud. Vi confluiranno quindi anche la grande distribuzione della Campania (l’acqua delle sorgenti del Garigliano, di Cassano Irpino, dell’invaso di Campolattaro) e la grande distribuzione della Puglia (sorgenti di Caposele).

Siamo contrari a questi progetti di privatizzazione dell’acqua che accomunano sia l’Amministrazione De Luca che il Governo Meloni. Ribadiamo che la grande distribuzione in Campania venga gestita da una società interamente pubblica come avviene in modo efficiente in Puglia con AQP (Acquedotto Pugliese).

Chiediamo inoltre che la Campania con la Puglia e le altre regioni del Sud Italia si muovano per richiedere che “Acque del Sud” ritorni una società interamente pubblica come previsto dalla legge 58 del 2019 che l’ ha istituita.

*per il Coordinamento campano per l’Acqua Pubblica

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