Appena una decina di giorni fa vi era stato il convegno sulla russofobia, con il professor D’Orsi e l’ex deputato Di Battista, presso un’aula dell’università Federico II di Napoli. Moderata da Franco Specchio presidente della sezione Anpi Napoli zona orientale “Aurelio Ferrara”, sezione organizzatrice dell’evento.
Evento molto partecipato che sul finire, al momento delle domande del pubblico, aveva visto la protesta di una trentina di appartenenti al partito radicale e di Calenda, i nuovi “interventisti”, che con toni molto decisi avevano strappato dalle mani il microfono al professore e inscenato una rumorosa protesta gridando e saltando sui tavoli.
Poi i “protestatari”, spalleggiati dai media, si erano messi pure a recitare la parte delle povere vittime a cui è impedito di parlare. Tutto normale a pensarci bene in questi tempi di guerra dove l’informazione è quantomai blindata. Meno normale è che l’associazione nazionale a cui appartengono gli aggrediti organizzatori dell’evento non solo non difenda i propri iscritti ma addirittura si unisca al coro delle critiche e delle condanne. Il mondo capovolto.
Il 2 gennaio, appena il tempo di trascorrere il capodanno, arriva la scomunica ufficiale sotto forma di commissariamento della sezione “Aurelio Ferrara”. Le motivazioni sono un concentrato di servilismo politico e arrampicate sugli specchi .
Prima si accusa la sezione di “carattere compulsivo della pubblicazione di post la cui quasi totalità non riguarda questioni attinenti alle competenze territoriali della sezione ma vicende di ordine politico internazionale e nazionale”.
Poi si stigmatizza la pubblicazione di un meme in cui Calenda sta con i suoi 4 figli e lo si invita a mandare i suoi figli in guerra perché “assolutamente estraneo al costume dell’Anpi” e “ tale in sostanza da mettere in discussione il buon nome e il prestigio dell’Associazione tutta”.
Poi, per non farsi mancare nulla si passa dalla Ucraina alla Palestina. All’Anpi nazionale non piace neppure un post ripreso dal Centro culturale Handala di Napoli sull’arresto di Mohamed Hannoun che utilizza termini come “solidarietà” e “complicità“ verso l’arrestato in quanto “lo sconcertante uso del termine ‘complicità’ presta il fianco a interpretazioni ambigue e pericolose”.
Insomma, la pagina Facebook della sezione Anpi di Napoli est è stata monitorata costantemente in cerca del casus belli e trovato tramite post che sono comunissimi tra l’altro nella sinistra di classe.
L’Anpi nazionale però da un bel po’ di tempo non si capisce cosa sia diventata. Anzi a dire il vero si capisce fin troppo bene… Uno dei tanti strumenti della “sinistra” cosiddetta europeista cioè pro-Ue e pro-guerra, ovvero l’abominevole mostro statuale che in trent’anni ha distrutto i diritti acquisiti dei lavoratori europei ed ora si prepara al riarmo e alla guerra. E allora anche l’Anpi va in trincea.
E’ questo l’unico ed esclusivo motivo della rimozione di Franco Specchio dal suo ruolo di presidente e il commissariamento dell’intera sezione. Una voce scomoda da tacitare.
Aspettiamo adesso di vedere come reagiranno gli iscritti napoletani a questo atto d’imperio della segreteria nazionale, a questo crescente clima di intolleranza a qualsiasi presa di posizione che non sia allineata con la narrazione dominante.
Per adesso però la sezione Anpi di Napoli zona orientale sembra l’ennesima vittima della guerra ibrida ormai in corso.
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Franco
cosa è diventata l”ANPI ed i suoi Presidenti è ormai chiaro, è un carrozzone di salmeria al seguito di chi ne consente ancora la sopravvivenza in coda.Emolumenti e prebende incluse per il suo ristretto di prono.
Angelo
non tutte le sezioni Anpi sono ridotte a carrozzoni per fortuna e comunque é evidente la lunga mano del PD nella ” normalizzazione” dell’ Anpi
Pina M.
‘Non tutte le Sezioni sono ridotte a carrozzoni’, infatti quelle che non si adeguano vengono commissariate!